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CHE BARBARI, CHE NOIA! – ECCO COSA PENSAVA GIULIO CESARE DEI GERMANI: “PASSANO TUTTA LA VITA TRA CACCE E ADDESTRAMENTO ALLA GUERRA... MASCHI E FEMMINE SI LAVANO INSIEME NEI FIUMI, INDOSSANO PELLI O GIUBBOTTI DI PELLICCIA CHE LASCIANO SCOPERTA GRAN PARTE DEL CORPO” – “RITENGONO SEGNO DISTINTIVO DEL VALORE SE I VICINI, SCACCIATI DAI LORO TERRITORI, SI RITIRANO E NESSUNO OSA STABILIRSI NEI PRESSI... IL LADROCINIO NON COMPORTA DISONORE, SE COMMESSO FUORI DEI TERRITORI DI CIASCUN POPOLO” – “CONSIDERANO SACRILEGIO RECARE OFFESA A UN OSPITE: CHIUNQUE, PER QUALSIASI MOTIVO GIUNGA DA LORO, VIENE PROTETTO DA OGNI TORTO E CONSIDERATO SACRO”

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Estratto da “La guerra gallica” di Giulio Cesare (ed. Garzanti), come riportato da “La più breve storia della Germania che sia mai stata scritta”, di James Hawes (ed. Garzanti)

 

La guerra gallica

I germani hanno consuetudini molto diverse dai galli. Infatti, non hanno druidi che presiedano alle cerimonie religiose, né si occupano di sacrifici. Considerano dei solo quelli che vedono e dal cui aiuto traggono giovamento palese: il Sole, Vulcano, la Luna.

 

Degli altri dei non hanno neanche sentito parlare. Passano tutta la vita tra cacce e addestramento alla guerra... maschi e femmine si lavano insieme nei fiumi, indossano pelli o giubbotti di pelliccia che lasciano scoperta gran parte del corpo...

 

Non praticano l’agricoltura, il loro vitto consiste, per la maggior parte, di latte, formaggio e carne. Nessuno ha in proprio un terreno fisso o un possesso personale... Ritengono segno distintivo del valore se i vicini, scacciati dai loro territori, si ritirano e nessuno osa stabilirsi nei pressi... il ladrocinio non comporta disonore, se commesso fuori dei territori di ciascun popolo...

 

Considerano sacrilegio recare offesa a un ospite: chiunque, per qualsiasi motivo giunga da loro, viene protetto da ogni torto e considerato sacro, gli sono aperte le porte di tutte le case e con lui viene diviso il cibo...

 

GIULIO CESARE 3

La selva Ercinia, sopra menzionata, si estende per una larghezza equivalente a nove giorni di marcia per chi viaggi libero da impedimenti non è possibile, infatti, determinare in altro modo le sue dimensioni, perché i germani non conoscono le misure itinerarie [...]. Vi nascono, a quanto consta, molte specie di animali mai visti altrove (Cesare, La querra gallica, VI. 21-25, Garzanti, Milano 2015, pp. 235-239)