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Ca. Mar. per "Il Sole 24 Ore"
à tornato a riunirsi dopo ben cinque mesi. E questa volta alla presenza addirittura del Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin. Il Consiglio direttivo dell'Aif, l'Autorità di Informazione Finanziaria, era dal 26 novembre che non veniva convocato, e i motivi non erano certo mancati. Infatti l'authority nata nel 2011 per vigilare sugli enti vaticani che svolgono attività finanziaria - Apsa, Governatorato e Ior - è stata di nuovo al centro di duri confronti interni ai Sacri Palazzi per il controllo di spezzoni delle finanze pontificie (in precedenza lo era stata a inizio 2012 in vicende legate anche a Vatileaks).
Cosa è accaduto? Da tempo l'allora presidente dell'Aif, cardinale Attilio Nicora, lamentava l'assenza di informazioni da parte del direttore Renè Brulhart, l'avvocato svizzero nominato alla guida dell'ente a fine 2012 anche su segnalazione di ambienti della segreteria di Stato vicini al cardinale Tarcisio Bertone.
Da allora i rapporti tra il presidente (e il consiglio direttivo, a quanto poi emerso) e il direttore si sono fatti progressivamente sempre più difficili, tanto che a gennaio scorso i consiglieri dell'Aif - Della Torre, Condemi, De Pasquale, Bianchi e Testa - hanno scritto a Parolin una lunga lettera in cui descrivevano una situazione «insostenibile e preoccupante» venutasi a creare «a partire dalla nomina del direttore Brulhart» che a loro dire avrebbe fatto venire meno «le condizioni per poter svolgere le funzioni e i compiti assegnati» aveva rivelato il Messaggero a febbraio.
In particolare si rilevava come tutto questo mettesse a repentaglio gli sforzi sulla trasparenza, compresi i rapporti con la Banca d'Italia, con la quale l'estate scorsa è stato firmato un protocollo d'intesa (con l'Uif) che per ora nei fatti non ha permesso lo sblocco dei rapporti bancari, anche se qualcosa, si rileva, si starebbe muovendo in senso distensivo grazie ad un lavoro "diplomatico". Intanto a fine gennaio Nicora si è dimesso e al suo posto è andato mons. Giorgio Corbellini.
Nella riunione Parolin - presente Brulhart - ha ripercorso le vicende, ma non sono state prese decisioni, se non l'approvazione del bilancio (mai pubblicato), che ha visto entrate per 750mila euro, che rappresentano i contributi degli enti vigilati, mentre non si è parlato dell'ispezione allo Ior chiesta da Moneyval.
Mentre è ancora incerto se e quando cambierà il consiglio (non è scaduto, ma c'è un nuovo statuto) appare importante dal punto di vista "politico" la presenza di Parolin all'Aif, che dentro le mura viene letta come il ritorno in gioco della Segreteria di Stato sui dossier finanziari, da cui è rimasta ai margini con la nascita del nuovo super-dicastero dell'Economia.
Pietro Parolin
monsignor parolin e john kerry
Putin e il Papa lo scorso novembre
RENÉ BRULHART
VESCOVO GIORGIO CORBELLINI
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