DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE…
SENZA “BIBI” SITTER, NETANYAHU È SPACCIATO - LA SCONFITTA DI TRUMP ALLE MIDTERM PUÒ ACCELERARE LA FORMAZIONE DI UN GOVERNO DELL’OPPOSIZIONE IN ISRAELE - PER LO STATO EBRAICO, TRA MUSULMANI E PRO-PAL ELETTI SENATORI E GOVERNATORI, LA “RELAZIONE SPECIALE” CON WASHINGTON È SEMPRE PIÙ A RISCHIO – NETANYAHU INSISTE: “SOLO CON ME ALLA GUIDA DEL GOVERNO POSSIAMO AFFRONTARE L’ISLAM RADICALE”. MA EISENKOT E GLI ALTRI LEADER DEL BLOCCO DEL CAMBIAMENTO GUARDANO SEMPRE DI PIÙ AGLI ARABI (NONOSTANTE LE ACCUSE DI INTERFERENZE)
1 - NETANYAHU PIÙ SOLO VACILLA LA RELAZIONE SPECIALE CON WASHINGTON
Estratto dell’articolo di Fabio Tonacci per “la Repubblica”
manifesto elettorale di netanyahu con trump foto lapresse
«Israele ha perso il Congresso». Era il titolo dell'editoriale di ieri di Israel Hayom, la free press conservatrice, ed è anche la sintesi più esatta di come la maggior parte degli israeliani legge l'esito del midterm.
A gennaio, quando comincerà il mandato dei nuovi eletti, sia la Camera dei rappresentanti sia il Senato avranno un orientamento più ostile verso Israele e le sue politiche nei confronti dei palestinesi, soprattutto se il Blocco del cambiamento non dovesse riuscire a formare un governo con Eisenkot, lasciando dunque la possibilità a Netanyahu di rimanere primo ministro, seppur di transizione.
gadi eisenkot dopo le elezioni in israele foto lapresse 2
L'interruzione anticipata dell'accordo sugli aiuti militari americani (3,8 miliardi all'anno fino al 2028), per quanto presentata da Netanyahu come consensuale, è in realtà un danno enorme, perché per l'Idf significa perdere l'accesso privilegiato alle tecnologie belliche statunitensi e ai programmi di ricerca. Ed è un assaggio di come, con un Congresso sfavorevole e Trump "anatra zoppa", la relazione diplomatica speciale tra Israele e Stati Uniti andrà incontro a deterioramento, visti gli ostacoli che il parlamento americano potrà mettere.
A maggior ragione se un governo Eisenkot non dovesse rivedere la […] strategia di sicurezza attuale, basata sulla pressione militare a Gaza, l'occupazione del sud del Libano e del Golan siriano, la protezione dei coloni in Cisgiordania. «Il risultato delle elezioni Usa elimina ogni possibilità di un governo di unità nazionale guidato da Netanyahu», è il commento di Yair Lapid, uno dei leader del Blocco. […]
DONALD TRUMP AL GUINZAGLIO DI BENJAMIN NETANYAHU - ILLUSTRAZIONE DI MARILENA NARDI PER DOMANI
MEDIA, 'CAPO SHIN BET, 28 MILIONI DI EURO DA ELEMENTI OSTILI PER INFLUENZARE IL VOTO'
(ANSA) - Nel corso di una conversazione con il giudice Noam Solberg, presidente della Commissione elettorale centra di Israele, il capo dello Shin Bet David Zini ha affermato che elementi stranieri e ostili avrebbero trasferito fino a 100 milioni di shekel (circa 28 milioni di euro) per influenzare le elezioni. Lo riferisce Channel 12.
NETANYAHU, 'SOLO GOVERNO NAZIONALE A MIA GUIDA PUÒ AFFRONTARE L'ISLAM RADICALE'
(ANSA) - ''L'Islam radicale è la sfida che oggi distrugge i Paesi europei e noi, da fuori a causa dell'Iran e i suoi proxy, da dentro a causa di partiti islamisti che sostengono il terrorismo che vuole cancellare l'identità ebraica dello Stato d'Israele.
Un governo che dipende da questi partiti non sarà in grado di affrontare la sfida dell'Islam radicale, non solo, ci distruggerà dall'interno. Solo un largo governo nazionale, guidato dal Likud e da me, che includa tutte le componenti del blocco nazionale e tutti i partiti sionisti che desiderano aderire, sarà in grado di affrontare questa sfida''. Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu in una dichiarazione video.
ISRAELE, MANIFESTAZIONE PER GOVERNO DI UNITÀ EISENKOT-NETANYAHU
BENJAMIN NETANYAHU DONALD TRUMP
(ANSA) - Una manifestazione che chiede un governo di unità nazionale tra Netanyahu e Eisenkot è stata convocata per domani (oggi, ndR) di fronte alla residenza del presidente Isaac Herzog a Gerusalemme, dove si svolgono le consultazioni.
La manifestazione è stata indetta congiuntamente da dieci associazioni apartitiche della società civile e rivolge un appello ai due leader affinché, ''di fronte alle opzioni di governo di minoranza o nuove elezioni, formino un governo di unità basato su principi comuni in materia di sicurezza, arruolamento e istruzione.
Qualsiasi partito che si impegni a rispettare questi principi sarà invitato a unirsi''. ''Bibi e Gadi, l'unità è l'unica soluzione: siete stati eletti per guidare i due partiti più grandi di Israele, sedetevi insieme e assumetevi la responsabilità congiunta per il futuro dello Stato di Israele. Non siete pronti? Tornate a casa!'', si legge nell'appello convocando il pubblico per le 18,30 (17,30 italiane ndr), quando sono attese le delegazioni dei partiti di Eisenkot e Netanyahu, con cui si concluderà il primo round di consultazioni.
IL VOTO USA INDEBOLISCE ISRAELE, L'OPPOSIZIONE ALL'ATTACCO DI NETANYAHU
Estratto dell’articolo di Silvana Logozzo per l’ANSA
DONALD TRUMP BENJAMIN NETANYAHU - GUERRA ALL’IRAN
Il terremoto elettorale di Midterm sta propagando le sue onde molto lontano dai confini americani. Dall'altra parte dell'Oceano, in Medio Oriente, la débacle di Donald Trump avrà ripercussioni su tutti i Paesi che ne fanno parte, nessuno escluso. La clamorosa sconfitta viene percepita in Israele come una drammatica forma di indebolimento.
I media nazionali sono arrivati a descriverla come una sorta di disfatta congiunta: ossia, anche per l'attuale premier Benjamin Netanyahu. L'emittente pubblica Kan ha titolato: "La sconfitta negli Stati Uniti non è solo per Trump, ma anche per lo status di Israele". Channel 12, la tv più seguita nel Paese, ha sottolineato che il nuovo Congresso Usa "potrebbe rivelarsi il più ostile a Israele di sempre".
YAIR LAPID - GADI EISENKOT - YAIR GOLAN - NAFTALI BENNETT - AVIGDOR LIEBERMANN
Il blocco delle opposizioni israeliane ha preso la palla al balzo, indicando Bibi come colui "che mette a rischio la sicurezza del Paese, ne compromette la democrazia e rovina la sua posizione sulla scena globale". Come ha dichiarato Yair Lapid. Il leader dei Democratici Yair Golan è stato ancora più duro: "I risultati delle elezioni Usa rivelano quanto Netanyahu sia una figura tossica. Vi avverto, la sua permanenza al potere potrebbe condurre Israele verso uno scontro con gli Usa, il nostro più importante amico e alleato".
La scossa americana è arrivata proprio nel giorno in cui il presidente Isaac Herzog ha formalmente accettato il risultato delle urne e dato il via alle consultazioni, ricordando che la data è un giorno simbolico poiché il 4 novembre ricorre l'anniversario dell'uccisione di Itzhak Rabin, 31 anni fa. Nel suo discorso ha voluto sottolineare ancora una volta: "Nutro grande rispetto per la comunità araba in Israele, condanno la maleducazione e le espressioni razziste che abbiamo sentito di recente", ha detto.
benjamin netanyahu donald trump mar a lago 3
Il 'nodo arabo', quel voto che secondo Netanyahu e il suo partito "ha rubato le elezioni" perché spinto da forze esterne che hanno portato l'elettorato non ebreo in massa alle urne, si è intanto trasformato in uno scontro frontale tra le istituzioni dello Stato.
Mentre il presidente della Commissione elettorale Noam Solberg, consegnando i risultati delle elezioni a Herzog, ha dichiarato che "ci sono voci che cercano di minare i risultati elettorali e tentare di screditarli, è pericoloso", sui social e sui siti vicini al Likud hanno iniziato a circolare appelli a organizzare grandi manifestazioni contro il presunto 'furto delle elezioni'. I media hanno commentato che in questo momento cruciale, "un 6 gennaio israeliano non appare più uno scenario così estremo", facendo riferimento all'assalto al Campidoglio Usa del 6 gennaio 2021.
casseur globali - foto ellekappa
Martedì sera l'emittente I24 News ha rivelato che il capo dello Shin Bet David Zini ha chiesto alla procuratrice generale Gali Baharav-Miara di autorizzare l'interrogatorio di quattro importanti politici arabi sospettati di interferenze elettorali: cioè il presidente di Ta'al, Ahmad Tibi, di Ra'am, Mansour Abbas, di Balad, Sami Abu Shehadeh, e un altro membro anziano della Knesset il cui nome è stato reso noto solo il giorno dopo, Ayman Odeh, del partito Hadash.
Il quale, secondo l'inchiesta dell'intelligence, avrebbe ricevuto centinaia di migliaia di shekel in contanti dall'Autorità palestinese di Ramallah. Mentre in totale ai sospettati arabi sarebbero stati versati cento milioni di shekel (circa 23 milioni di euro). La procuratrice ha chiesto a Zini le prove.
DONALD TRUMP E BENJAMIN NETANYAHU
La mattina dopo il capo dello Shin Bet ha cercato di smorzare i toni: "Non mi discosterò di un millimetro da quanto disposto dalla procuratrice, non permetterò che il Paese vada in fiamme'", ha affermato. Ma a crederci non sono in molti, specie nell'opposizione. Uno per tutti, Yoav Segalovitz, ex alto funzionario di polizia e numero 2 nella lista del partito arabo Ra'am. ''Il capo dello Shin Ben sta agendo in violazione della legge, come strumento di Netanyahu, che ha perso le elezioni democratiche'', ha scritto sui social. Barak Ravid ha riferito al tg di Channel 12: "Quello che sento da repubblicani e democratici Usa è che se Israele continuerà a essere guidato da Netanyahu, questo porterà alla rovina totale dei rapporti con l'America"
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