AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E…
BOOM! PAOLO DEL DEBBIO AZZANNA MARINA E PIER SILVIO BERLUSCONI: “È INOPPORTUNO CONVOCARE IL SEGRETARIO DI UN PARTITO NELLA SEDE DI MEDIASET E ANCORA DI PIÙ È SBAGLIATO QUANDO RICOPRE L’INCARICO DI MINISTRO DEGLI ESTERI” – LO SFOGO DEL GIORNALISTA, TRA I FONDATORI DI FORZA ITALIA, SULLA “VERITÀ”: “TAJANI DOVEVA PRETENDERE E IMPORRE LA RISERVATEZZA DELL'INCONTRO. HA FATTO MALE A SÉ STESSO E ANCHE AL SUO RUOLO” - QUANDO C’ERA SILVIO, NESSUNO STORCEVA IL NASO PER LE CONVOCAZIONI AD ARCORE E PALAZZO GRAZIOLI… ADESSO CHE “LA FAMIGLIA” SI METTE DI TRAVERSO ALLA DUCETTA, E ALEGGIA IL RISCHIO DI MOLLARLA AL SUO DESTINO, DEL DEBBIO SI SVEGLIA...
PAOLO DEL DEBBIO CONTRO MARINA E PIER SILVIO BERLUSCONI SULLA VERITA
(Adnkronos) - "Hanno diritto Marina Berlusconi e Pier Silvio Berlusconi di incontrare il segretario politico di Forza Italia, Antonio Tajani, per parlare di ciò che vogliono? Certamente e indiscutibilmente sì. Altrettanto possono incontrare il ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio dei ministri per conferire con lui sui temi che desiderano.
Altra cosa, però, è incontrare riservatamente un segretario politico e un ministro, convocarlo nella sede di Mediaset per discutere di strategie politiche riguardanti il partito di Forza Italia, fondato dal padre dei due convocanti e tenuto in piedi economicamente, come noto anche ai sassi, grazie alle fideiussioni volute dal padre e confermate dai figli".
Lo scrive Paolo Del Debbio su La Verità. "È, infatti - scrive il giornalista - almeno inopportuno convocare il segretario di un partito, sia pure fondato dal padre, ma che deve godere di un'ampia autonomia politica e, soprattutto, è profondamente sbagliato convocare questo signore quando ricopre un incarico istituzionale così fondamentale come quello di ministro degli Esteri.
Se questo è vero, ancora di più sbagliato è convocarlo in questo momento in cui il ruolo dei ministri degli Esteri di tutti i Paesi europei va assumendo ormai da tempo un'importanza centrale data la situazione geopolitica internazionale. Questa convocazione indebolisce Antonio Tajani, sia sul fronte interno del partito, sia all'interno della coalizione di centrodestra, ma, ciò che è peggio, lo indebolisce oggettivamente a livello internazionale. Non è un caso che la notizia sia rimbalzata un po' ovunque".
"A mio parere ha sbagliato chi ha convocato Tajani e ha sbagliato Tajani a farsi convocare - ribadisce Del Debbio - Queste cose si fanno riservatamente, molto riservatamente, con la consapevolezza che non è un bene che si sappia che questi incontri siano avvenuti. Si chiama, lo ripeto, opportunità politica. Tajani doveva pretendere e imporre la riservatezza dell'incontro. Non facendolo, ha fatto male a sé stesso e anche al suo ruolo.
MARINA E PIER SILVIO BERLUSCONI
Anzi, ai ruoli che ricopre. Le cronache raccontano che all'incontro fosse presente anche Gianni Letta, da sempre consigliere e partecipe attivo delle vicende della famiglia Berlusconi, politica compresa, e che evidentemente mantiene un ruolo di consigliere anche in questa fase di ricerca di un rinnovamento di Forza Italia e di un rilancio del partito.
Inoltre, Letta è un libero cittadino, sposato e con figli ma con evidente vocazione cardinalizia. In altri tempi sarebbe stato davvero cardinale. Ma di fatto, se non di diritto, lo è già da tempo. Attenzione: cardinale silente e potente. Secreto.
antonio tajani vota per il referendum sulla giustizia
Ma le cronache ci dicono anche che era presente il dottor Danilo Pellegrino, amministratore delegato di Fininvest, la cassaforte di famiglia. Mi dicono essere persona molto competente oltreché perbene e dal tratto gentile. E di questo non dubito. Mi chiedo quale potesse essere il ruolo del dottor Pellegrino in questa riunione. Non risultandomi che sia un esperto di politica nazionale o di geopolitica e occupandosi di soldi, la risposta sta nel suo ruolo.
E anche qui non ci sarebbe nulla di strano se la cosa non fosse stata resa pubblica e se non si fosse volta nella sede di Mediaset a Cologno Monzese. La stessa sede dove io svolgo il mio lavoro di giornalista e conduttore".
"È inutile chiamare a condurre trasmissioni colleghi legittimamente di orientamento politico di centrosinistra, validi professionisti come Tommaso Labate e Bianca Berlinguer, per rendere più pluralista l'offerta di approfondimento politico di Mediaset, e poi convocare a Mediaset il capo di un partito che si sostiene di fatto grazie alla generosità della famiglia.
Sono evidentemente fatti contraddittori tra di loro. Bona intentio contra factum. Scrivo queste cose - prosegue - perché, avendo dato un piccolo contributo alla nascita di questo partito, mi spiace assistere a queste scelte che butteranno discredito sul medesimo ben oltre le mie opinioni.
Nelle redazioni dei miei programmi, due gruppi di lavoro eccellenti, la maggioranza non vota centrodestra né Forza Italia. Ma vota ogni giorno Mediaset con impegno, competenza e professionalità e anche spirito di sacrificio a favore di un conduttore un po' anarchico, ma non di sinistra.
In molti mi hanno chiesto: 'E ora cosa succede? Godremo della stessa autonomia della quale abbiamo goduto fino ad ora?'. Ho risposto di sì perché col padre prima e col figlio dopo ho sempre lavorato senza interferenze politiche e tutti i partiti, per loro esplicito riconoscimento, vi partecipano volentieri, a partire dai leader.
Io debbo moltissimo alla famiglia Berlusconi da quando, nel lontano 1988, fui assunto da Fedele Confalonieri, dal quale ho imparato molto. Lo stesso avvenne poi con Silvio Berlusconi quando, io giovanissimo, mi incaricò di scrivere in totale autonomia, il primo programma politico. Poi ho avuto la fiducia di Pier Silvio che mi ha confermato fiducia e autonomia.
Poi con Marina che mi ha tributato il grande onore di scegliermi per scrivere il libro su suo padre. Dunque scrivo queste cose per amicizia e non per astio che non mi appartiene in generale, figuriamoci in questo caso. Il mio articolo è un atto di amicizia perché agli amici di deve dire sempre la verità di quello che si pensa. Magari sbagliando, ma con sincerità e trasparenza.
gianni letta - marina berlusconi
Si vuole dare una mano a Forza Italia? Si facciano i congressi. Si lasci che cammini da sola. Si diano consigli, spunti e riflessioni. Si usi la Fondazione Berlusconi, in questo momento di inconsistenza mondiale del pensiero politico, economico e geopolitico. Si prendano i migliori cervelli e si elabori un piano di rinascita del Paese e gli spunti per un nuovo ordine mondiale ormai inesistente. Si elaborino riforme serie e profonde, a partire da quella fiscale. Questo sarà utile a tutta la politica italiana e internazionale. Più si vuole incidere nel concreto, più le idee e la elaborazione che le crea si rende indispensabile. Piedi per terra e intelligenze che spaziano nel cielo delle idee. Tutto il resto è teatrino".
giorgia meloni a dritto e rovescio di paolo del debbio
paolo del debbio giorgia meloni atreju foto lapresse 2
SILVIO BERLUSCONI QUINTA COLONNA PAOLO DEL DEBBIO
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