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Francesco Bonazzi per Dagospia
Una pistola sul tavolo e una sotto. Tanto per essere sicuro di tenere sempre in pugno la partita. Renzie ha buttato sul piatto un accordo "prendere o lasciare" con il resuscitato Berlusconi, minacciando di far saltare tutto quanto se qualcuno s'azzarda a inserire modifiche. Ma sotto il tavolo ha spianato la pistola del Renzie Uno, il governo fast & furious per le riforme che gli altri non vogliono fare.
Per ora, com'e' naturale, si tratta solo di un'ipotesi fatta circolare per forzare la mano, ma l'arma dell'esecutivo di Rottamazione Rapida turba i piani della minoranza piddina come degli alfanoidi, novelli alfieri della preferenza laica, democratica e antifascista.
Si tratterebbe di un governo monocolore del Pd presieduto dal segretario, ovviamente aperto all'immancabile e sedicente "societa' civile" e consentito nei fatti dall'appoggio esterno di B. Il programma sarebbe semplice: portare a casa le tre riforme annunciate sabato da Renzie e gestire il semestre di presidenza europea, che come e' noto consiste più' che altro nel disporre i centritavola e scegliere gli sfondi per le photo-opportunity.
Intanto proseguono gli sgarbi tra Renzie e Lettanipote. Se il primo vuol legare in tutti i modi i tempi della nuova agenda di governo al cammino parlamentare dell'Italicum - tenendo in questo modo il governo di Mezze intese come ostaggio - il secondo oggi ha fatto slittare il voto della commissione Affari costituzionali sulla legge che deve seppellire il Porcellum.
Lo ha fatto in modo ovviamente casuale, mettendo la fiducia sul decreto Imu-Bankitalia. A questo punto i bene informati sostengono che il frutto del Renzusconi potra' essere votato alla Camera intorno al 30-31 gennaio. La minoranza del Pd continua a minacciare un emendamento contro i listini bloccati e Grillomao si e' lamentato di Re Giorgio e del patto Renzie-Banana in un incontro riservato alla sola stampa estera. Non essendo esteri, molto sportivamente, diciamo a Grillo: "Ciao e alla prossima".
La non notizia del giorno e' comunque l'iscrizione sul registro degli indagati per presunta corruzione in atti giudiziari di Berlusconi Silvio, Ghedini Niccolo', Longo Piero e tanti altri. Il Cavaliere, impegnato nel dare il buon esempio dietetico al Dudù Toti, ha reagito senza alzare i toni. Come si conviene a un signore che da sabato indossa i panni del Padre Riformatore.
Tutto previsto, ma resta una grande domanda a cui nessuno ha ancora risposto: le condotte eventualmente illecite messe in atto per sviare le inchieste e i processi Ruby 1 e Ruby 2 non potevano essere oggetto di un procedimento immediato? Perche' la Procura di Milano ha aspettato le sentenze, quando i pagamenti alle Olgettine andavano avanti da mesi e le testimonianze farlocche, in altri processi, vengono perseguite seduta stante?
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