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Francesco Bonazzi per Dagospia
La paura di non farcela consiglia a Renzie due mosse non proprio in linea con il suo pedigree da rottamatore: una lettera-appello ai senatori della maggioranza e un’apertura ai partitini sulla nuova legge elettorale tanto inedita quanto improvvisa. A testimonianza ulteriore che la partita delle riforme, tra Senato e Italicum, è una sola cosa. Come il patto del Nazareno.
Mentre si apre una settimana decisiva per la riforma del Senato, con voti previsti fino a mezzanotte, Pittibimbo fiuta l’aria stagnante e prova a scuotere i senatori con una lettera piena di “gratitudine”, nella quale li responsabilizza così: da voi dipende il futuro dell’Italia, perché il Paese ha bisogno delle riforme anche agli occhi dell’Europa. In più, sarebbe “triste e umiliante un ostruzionismo con emendamenti burla”. Renzie torna però a dividere il campo tra buoni e cattivi, ovvero tra chi “vuole bloccare tutto” e chi invece “vuole cambiare, iniziando da se stesso”.
Il dato politico più importante della lettera, però, è quello che riguarda la legge elettorale. Renzie apre infatti ufficialmente uno spiraglio su soglie di sbarramento e preferenze da inserire nell’Italicum, con una mossa che non passa inosservata presso partiti come l’Ncd di Alfano e quel che resta di Sel. Un’apertura coraggiosa, ma rischiosa. Specie alla vigilia del quarto incontro faccia a faccia Renzie-Berlusconi, che si terrà tra domani e mercoledì.
Forza Italia non è favorevole ad altre concessioni sulla legge elettorale, anche alla luce dei suoi progetti di egemonia nel polo di centrodestra. E dal Nazareno si sono già affrettati a spiegare che qualsiasi cambiamento dell’Italicum passerà comunque per un nuovo accordo con l’ex Cavaliere. Però è un fatto che per far passare la riforma del Senato serve un consenso più ampio sulla riforma elettorale.
Lo sa anche il Movimento Cinque Stelle, che da un lato protesta e dall’altro tratta indefesso. Oggi Beppe Grillo ha incontrato i suoi gruppi parlamentari e ha annunciato che “fino all’8 agosto c’è in gioco la democrazia” e quindi le sue truppe di eletti “combineranno cose incredibili” e ci sarà “guerriglia democratica”. Dal blog, anche un attacco durissimo a Napolitano, “colpevole” di lasciar fare importanti riforme costituzionali ad agosto e definito “pericoloso” e “peggior presidente della Repubblica che ci sia mai stato”.
Però il Movimento non ha ancora chiuso la porta sulla riforma della legge elettorale e sta aspettando di trovare un punto di contatto con il Pd per rientrare in gioco.
DAL BLOG DI BEPPE GRILLO - NAPOLITANO CON LA BANDIERINA DEL MOVIMENTO CINQUE STELLE
In ogni caso, almeno da parte del governo, c’è la volontà di smorzare i toni e abbassare la tensione.
La Boschi s’è fatta due calcoli e ha spiegato al premier che secondo lei il presidente Grasso non concederà più del 10% di voti segreti. Che con lo spacchettamento degli emendamenti significa andare a rischiare, realmente, su pochissimi voti. L’ipotesi che trova maggiori consensi resta quella di chiudere comunque entro venerdì 8 agosto. Anche perché i senatori del Pd erano già stati autorizzati a prenotare le vacanze.
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