giorgio mottola alberto nerazzini sigfrido ranucci

CHE CLIMA TOSSICO NELLA REDAZIONE DI “REPORT” – GIORGIO MOTTOLA, INVIATO DELLA TRASMISSIONE DI RAITRE, AL FESTIVAL “DIG” DI MODENA CRITICA SIGFRIDO RANUCCI UCCELLANDO IL PRESENZIALISMO DELL’AMICO FRATERNO DI LAVITOLA (“IMPEDIRE AI VICEDIRETTORI DI ANDARE IN VIDEO SERVE A EVITARE CHE LE DECISIONI VENGANO CONDIZIONATE DALLA RICERCA DELLA FAMA”) - LA STOCCATA: “AL POSTO SUO AVREI FATTO UN PASSO INDIETRO” – ALL’EVENTO, RIPRESO DAL "FILOROSSO", C’ERANO ANCHE GIAN GAETANO BELLAVIA (EX CONSULENTE DI “REPORT”) E ALBERTO NERAZZINI (EX COLLABORATORE DEL PROGRAMMA), CHE TRA BATTUTE E FRECCIATINE, HANNO INCHIODATO SIGFRIDO. CHE POI HA REPLICATO DURISSIMO SUI SOCIAL: “FALSITÀ. MOTTOLA NON SA DI COSA PARLA”. E RIPESCA L’INCHIESTA DEL "TEMPO" SUI COMPENSI AL GIORNALISTA: “A MOTTOLA È ANDATO IN ONDA LIBERAMENTE PIÙ VOLTE E NON GLI È ANDATA MALE SUL PIANO ECONOMICO, VISTO CHE È ARRIVATO A INCASSARE CIRCA 330MILA EURO L'ANNO” (CIFRA CHE PERO' LO STESSO RANUCCI AVEVA SMENTITO MINACCIANDO QUERELE)

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SIGFRIDO RANUCCI CONTRO TUTTI DOPO FILOROSSO: LA REPLICA A NERAZZINI, MOTTOLA E BELLAVIA

Gennaro Marco Duello per www.fanpage.it

 

gian gaetano bellavia con giorgio mottola

Il servizio è andato in onda ieri sera, la risposta è arrivata stamattina. E non ha un solo bersaglio. Sigfrido Ranucci ha scelto i social per replicare a Filorosso, il programma condotto da Antonino Monteleone, che nell'ultima puntata ha dedicato ampio spazio al caso Lavitola e ha dato voce a tre uomini che con Report hanno condiviso anni di lavoro: Alberto Nerazzini, ex collaboratore della trasmissione, il commercialista Gian Gaetano Bellavia, ex consulente, e Giorgio Mottola, inviato di Report e neo-opinionista di Di Martedì.

 

Ranucci attacca e mette in fila la catena di comando del programma, dal conduttore al capostruttura Giuseppe Malara, che aveva già menzionato in un precedente scontro dialettico con uno degli inviati del programma, fino al direttore Paolo Corsini. Sul caso Lavitola, come apprende Fanpage.it, Ranucci liquida il servizio come "una serie di falsità". Quindi passa ai tre ex compagni di strada, uno alla volta.

 

Nerazzini e le inchieste che non sono andate in onda

GOMES TAVARES - SIGFRIDO RANUCCI - VALTER LAVITOLA - MEME BY OSHO

Il primo è Alberto Nerazzini. Secondo quanto riferito da Ranucci, in trasmissione avrebbe messo in discussione il suo profilo politico e lo avrebbe accusato di avergli censurato tre inchieste. Il conduttore di Report rivendica prima di tutto la libertà di indagare in ogni direzione, sinistra compresa, e poi respinge l'accusa: "Non ho mai censurato nessuno, anzi ho difeso ogni prodotto dei miei inviati, qualsiasi partito coinvolgesse: pago anche per questo".

 

 

Il primo caso citato riguarda un lavoro su una palazzina milanese. Ranucci spiega di non averlo acquistato perché la Rai, per contratto, lo aveva già pagato, e di aver agito da dirigente per evitare guai sia all'azienda sia allo stesso Nerazzini. "Di questo ho prove e testimonianze", aggiunge. Il secondo episodio tocca un'inchiesta su alcuni istituti religiosi.

 

GIORGIO MOTTOLA REPORT

Qui Ranucci racconta che Nerazzini avrebbe voluto lasciar intendere che la Procura di Milano non avesse voluto indagare i frati per autoriciclaggio. Una scelta che il conduttore definisce un errore, per una ragione tecnica: quel reato è entrato nel codice penale dopo i fatti contestati. Ricorda inoltre che i frati sono stati assolti il 17 maggio 2019 dal Tribunale di Milano, con la sentenza n. 6368/2019, passata in giudicato.

 

Poi la frase più tagliente, riguardo collette organizzate dal gruppo di Report per ricomprare a Nerazzini l'attrezzatura di produzione risultata rubata in diversi furti. E si ferma lì: "preferisco tacere".

 

Mottola, il doppio ruolo e i 330mila euro l'anno

giorgio mottola e alberto nerazzini al dig festival

Con Giorgio Mottola il terreno dello scontro è il ruolo di Ranucci, autore e conduttore allo stesso tempo. Mottola ha richiamato una direttiva dell'ex direttore generale Luigi Gubitosi che vieterebbe a un direttore di assegnarsi la conduzione. La risposta parte da un precedente: lo stesso doppio ruolo, osserva Ranucci, è stato ricoperto per vent'anni da Milena Gabanelli.

 

Poi l'affondo: "Mottola non sa di cosa parla". Secondo il conduttore, quella direttiva nasceva per impedire a un direttore di ottenere vantaggi economici attraverso una conduzione autoassegnata. Nel suo caso, sostiene, è accaduto il contrario: nel 2016 la nomina a conduttore arrivò dall'allora direttrice di Rai 3 Daria Bignardi, nel 2020 da Franco Di Mare, mentre l'incarico di vicedirettore ad personam sarebbe stato svolto a titolo gratuito, senza indennità.

 

sigfrido ranucci (7)

Ranucci aggiunge che il suo doppio ruolo non avrebbe mai frenato Mottola, andato in onda più volte con inchieste che, scrive, gli sono costate attacchi durissimi dalla politica. E chiude citando la cifra che ha fatto già discutere, quella degli incassi spiattellata in prima pagina anche da una inchiesta del Tempo, gli ormai noti 330mila euro.

 

L'ultimo nome è quello di Gian Gaetano Bellavia, che a Filorosso avrebbe invitato Mottola a realizzare un'inchiesta su Ranucci una volta chiarita la vicenda Lavitola. La replica è in due parole: "Ben venga".

 

Ma il conduttore rilancia. Dopo l'attentato, leggendo l'ordinanza, avrebbe scoperto di essere stato intercettato insieme a tutte le persone a lui vicine. In quegli atti, sostiene, Bellavia potrà trovare traccia di quanto Ranucci si sia speso per difenderlo dalle accuse di spionaggio arrivate dai giornali del gruppo Angelucci, comprese quelle che Luca Barbareschi gli aveva rivolto in trasmissione. E di quanto abbia insistito per realizzare l'inchiesta più completa possibile sul suo caso, "contrariamente a quanto gli hanno fatto credere". […]

Clesio Tavares Gomes - Sigfrido Ranucci - Valter Lavitola sigfrido ranucci (17)LA DOLCE VITOLA - MEME BY EMILIANO CARLI