LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE…
LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?
PD, TUTTI I SINDACI CHE VINCONO SENZA SCHLEIN (E CHE SCHLEIN NON PUÒ PERDERE)
Estratto dell'articolo di Luca La Gamma per policymaker-
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I risultati delle amministrative stanno raccontando una storia che nel Pd tutti vedono ma che pochi hanno interesse a verbalizzare apertamente: nei territori vincono spesso candidati che non nascono con Schlein, non parlano il suo linguaggio politico e, in molti casi, non appartengono nemmeno al perimetro del “campo largo” teorizzato dalla segretaria.
DA DE LUCA A CRISAFULLI: IL RITORNO DEI TERRITORI
In Sicilia il caso più evidente è quello di Maurizio Crisafulli, storico uomo del Pd ennese, politico di lungo corso, già eurodeputato e parlamentare regionale. Per anni simbolo di quel ceto democratico territoriale che la nuova leadership avrebbe dovuto marginalizzare. E invece proprio figure così tornano decisive quando bisogna vincere davvero, organizzare liste, mobilitare consenso personale, presidiare pezzi di elettorato moderato.
VINCENZO DE LUCA METTE IN FUGA UN PARCHEGGIATORE ABUSIVO A SALERNO
Lo stesso schema vale in Campania con Vincenzo De Luca. Da mesi il governatore combatte una guerra politica quasi quotidiana con il Nazareno, ma resta uno dei pochi amministratori democratici dotati di un consenso personale ancora spendibile fuori dalla nicchia militante del partito.
I RIFORMISTI CHE TENGONO LE CITTÀ
Poi c’è la galassia dei sindaci riformisti. Matteo Biffoni, ex sindaco di Prato e presidente di Ali, è uno dei dirigenti cresciuti dentro il Pd amministrativo e pragmatico dell’era pre-Schlein.
Un profilo che parla ai ceti produttivi, agli amministratori locali, al centrosinistra di governo più che alla militanza identitaria.
STEFANO BONACCINI - ELLY SCHLEIN - EUGENIO GIANI
Lo stesso vale per molti altri amministratori che continuano a vincere soprattutto dove il Pd resta forza municipale: coalizioni larghe ma non necessariamente grilline, radicamento civico, reti locali, moderazione istituzionale. In molte città il Movimento 5 stelle resta marginale o addirittura ingombrante, mentre a fare la differenza sono candidati che costruiscono consenso personale ben oltre il recinto del partito.
Il NODO DELLE PREFERENZE
C’è poi un elemento che pesa più di quanto si dica pubblicamente: la legge elettorale. Oggi i parlamentari vengono sostanzialmente nominati dai vertici di partito attraverso liste bloccate.
E questo cambia completamente i rapporti di forza interni: i sindaci, i presidenti di regione, i leader territoriali contano sul territorio ma molto meno nella composizione del Parlamento, perché le candidature dipendono dalla segreteria nazionale.
In altre parole: i “cacicchi” portano voti, ma non necessariamente eleggono i propri uomini. Il problema è che la discussione sulle preferenze potrebbe riaprirsi in qualsiasi momento, e a deciderlo sarà soprattutto la maggioranza di governo.
GIUSEPPE CONTE ELLY SCHLEIN CORTEO A PALERMO
Se il sistema dovesse cambiare, il peso dei leader locali dentro il Pd tornerebbe enorme. E Schlein avrebbe bisogno più che mai di amministratori capaci di prendere voti personali.
ALTRO CHE PREFERENZE. SCHLEIN VUOLE FARE LE LISTE E PREPARA IL RICAMBIO GENERAZIONALE IN PARLAMENTO
Estratto dell'articolo di Ruggiero Montenegro per www.ilfoglio.it
https://www.ilfoglio.it/politica/2026/05/23/news/altro-che-preferenze-schlein-vuole-fare-le-liste-e…
Tutti, ufficialmente o “storicamente” per dirla alla Giuseppe Conte, le vogliono. Ma a sinistra nessuno alla fine si straccerà le vesti se alle prossime politiche non ci saranno le preferenze. Vale anche per Elly Schlein che avrà (ancora) più potere quando si tratterà di fare le liste.
Per questo, col supporto della fidata Marta Bonafoni, continua il suo scouting sui territori, fra amministratori e consiglieri alla ricerca di facce nuove che prendano gli scranni dei parlamentari di vecchio corso…..
Da qui, nei progetti del Nazareno, passa il ricambio generazionale per la prossima legislatura. Ma dipenderà anche dalla legge elettorale. [...]
Schlein [...] deve destreggiarsi tra varie sensibilità. C’è una quota tra i dem che in fondo vorrebbe trattare. E’ la tesi sostenuta più volte da Dario Franceschini, nella convinzione che la maggioranza proverà ad arrivare fino in fondo e lo farà anche da sola.
Un altro esponente di primo piano come Stefano Bonaccini, il presidente del Pd e un tempo a capo della minoranza interna, resta invece un grande sostenitore delle preferenze. Bisognerà tenerne conto, al di là delle posizioni del M5s, tanto più se davvero i meloniani dovessero presentare un emendamento in questo senso (anche a dispetto di Lega e FI) [...].
elly schlein igor taruffi
VINCENZO DE LUCA DA GIOVANE - 1993
elly schlein igor taruffi 4
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