itamar ben gvir benjamin netanyahu

C’ERAVAMO TANTO ALLEATI – NEL GIORNO DELLE ELEZIONI IN ISRAELE, VA IN SCENA LO SCAZZO TRA NETANYAHU E IL MINISTRO DI ULTRA-DESTRA ITAMAR BEN GVIR. I DUE, AL GOVERNO INSIEME DA QUATTRO ANNI, SI LANCIANO SCARAMUCCE PER TITILLARE I RISPETTIVI ELETTORATI – BEN GVIR SPERNACCHIA “BIBI”: “SI È IMPEGNATO CON L’AMMINISTRAZIONE USA A FORMARE UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE CON EISENKOT E SENZA DI ME” – MA IL PREMIER USCENTE RISPONDE PER LE RIME: “QUANTE VOLTE RIPETERAI QUESTO BLUFF? SUPERERAI LA SOGLIA DI SBARRAMENTO, FARAI PARTE DEL NOSTRO FORTE GOVERNO DI DESTRA GUIDATO DA ME E CONTINUEREMO A LAVORARE INSIEME PER LO STATO DI ISRAELE…”

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NETANYAHU, 'BEN GVIR FARÀ PARTE DEL GOVERNO'. MA LUI, 'BIBI ANDRÀ CON EISENKOT'

Itamar Ben Gvir Benjamin Netanyahu

(ANSA) - ''Caro Itamar, quante volte ripeterai questo bluff? Supererai la soglia di sbarramento, farai parte del nostro forte governo di destra guidato da me e continueremo a lavorare insieme per lo Stato di Israele. Un mandato in più o in meno per te non cambierà nulla, ma se Eisenkot otterrà un mandato in più del Likud, il Presidente affiderà a lui il compito di formare un governo e ci ritroveremo con un governo che piangerà per generazioni''.

 

Lo scrive il Likud a nome del premier Netanyahu in una nota, in risposta a quanto affermato dal ministro dell'ultradestra Itamar Ben Gvir, secondo cui Netanyahu ''si è impegnato con l'amministrazione Usa a formare un governo di unità nazionale con Eisenkot e senza di me dopo le elezioni.

 

supporter di ben gvir foto lapresse

Se volete un Ben Gvir forte al governo, e non un Ben Gvir debole all'opposizione, ho bisogno del vostro sostegno alle urne'', ha scritto su X Ben Gvir, condividendo un articolo di Israel Hayom che riportano le indiscrezioni secondo cui l'amministrazione Trump starebbe puntando a un governo di unità tra Eisenkot e Netanyahu, che escluda i partiti della destra estremista.

 

DUE PAESI SEMPRE PIÙ DIVISI E DISTANTI

Estratto dell’articolo di Ugo Tramballi per “il Sole 24 Ore”

 

itamar ben gvir foto lapresse

Ancora fino a ieri, al seggio Ben Gurion continuavano ad arrivare da tutto il mondo. Non ci sono schede elettorali né urne perché non è un seggio elettorale intitolato al fondatore d’Israele ma l’aeroporto di Tel Aviv. Si calcola che saranno 80mila gli israeliani espatriati che non potendo esprimere il loro voto all’estero (la legge non lo prevede), avranno deciso di farlo.

 

Qualcuno arriverà solo oggi, voterà e se ne andrà col primo volo della sera; altri sono tornati per partecipare alle manifestazioni dello scorso fine settimana e – sperano – anche alla vittoria dei partiti che sostengono. Italia, Francia, Germania, Londra, Madrid, Stati Uniti. Si narra del viaggio di una famiglia venuta dalla Nuova Zelanda.

 

NETANYAHU CONTRO EISENKOT - ELEZIONI IN ISRAELE - FOTO LAPRESSE

“Fly and vote” è la coalizione di ebrei americani che ha aiutato a trovare posto negli aerei: non a pagare i biglietti perché la legge lo avrebbe vietato in tempo d’elezioni. Ottantamila voti valgono circa due seggi con qualche resto: quasi tutti laici, per i partiti d’opposizione.

 

[…] Sono 810mila gli israeliani all’estero, aumentati in questi anni dall’involuzione militarista e religiosa del paese. Ma conta l’aspetto ideale del movimento di un Israele laico, moderato, che vuole restare nella comunità internazionale: chi vive all’estero sa quanto oggi sia diventato difficile dire “sono israeliano”.

 

Il seggio Ben Gurion è un simbolo del confronto decisivo fra due Israele sempre più incomunicabili. C’è sempre stata una differenza fra Tel Aviv e Gerusalemme. Ma oggi chi arrivasse nella prima e dopo qualche giorno salisse in visita alla seconda, avrebbe l’impressione di essere stato in due città di due paesi diversi.

 

benjamin netanyahu itamar ben gvir

Sabato sera a Tel Aviv il Partito Democratico, l’unica forza ancora di sinistra, erede del Labour, si era riunito in piazza Rabin. La piazza si chiamava Re d’Israele. È stata intitolata a Yitzhak Rabin da quando lì, la sera del 4 novembre 1995, l’allora premier fu assassinato da un giovane estremista nazional-religioso.

 

Oggi coloro che gioirono di quell’omicidio sono al governo con Netanyahu. La manifestazione democratica […] si era lentamente trasformata da elettorale a commemorativa: almeno per i molti anziani che in quella piazza avevano ascoltato Rabin cantare Shir LaShalom, “Una canzone per la pace”, con Shimon Peres. Israele può ritornare a quella stagione? Potendolo, neanche allora gli israeliani avrebbero desiderato vedere uno stato palestinese accanto al loro.  […]

manifesti elettorali di ben gvir a kiryat shmona, vicino al confine con il libano foto micol flammini ben gvir contestato all universita di tel aviv 4gadi eisenkot gadi eisenkot foto lapresse NETANYAHU CONTRO EISENKOT - ELEZIONI IN ISRAELE - FOTO LAPRESSE itamar ben gvir