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CAMPO LARGO, CAMPO SANTO – ALLA FESTA DEL “MANIFESTO”, I LEADER DEL CENTROSINISTRA OSTENTANO UNITA’ MA RESTANO DIVISIONI E ANTIPATIE – SCHLEIN E CONTE, CON LA SCUSA DEL RAFFREDDORE, SI TENGONO A DISTANZA – MAGI CHIEDE “GARANZIE” A RENZI, DI CUI NON SI FIDA – BONELLI E FRATOIANNI, CONTRARI ALLE PRIMARIE, SI ARRENDONO: “SE NON SI TROVA ALTRA SOLUZIONE, SI FACCIANO PURE…” – ELLY AMMETTE LE CONGIURE CONTRO DI LEI (“DA QUANDO SONO STATA ELETTA CERCANO DI TOGLIERMI FUORI DAI COGLIONI”) E CONTE FA I SUOI DISCORSI FILO-RUSSI SULL’UCRAINA, FACENDO INCAZZARE I RIFORMISTI DEL PD - FILIPPO SENSI SUI SUOI SOCIAL SCRIVE: “DA UN ALLEATO SENTO MENZOGNE INACCETTABILI” - LIA QUARTAPELLE CI VA GIÙ PESANTE: “LE PAROLE DI CONTE SONO VILI”

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Estratto dell’articolo di Maria Teresa Meli per il “Corriere della Sera”

 

CONTE SCHLEIN

«È da quando sono stata eletta che cercano di togliermi fuori dai c… eppure siamo ancora qui »: Elly Schlein è appena scesa dal palco della festa del Manifesto dove, per l’ennesima volta, i leader del centrosinistra si sono trovati insieme: lei, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni e Riccardo Magi, intervistati dal direttore del «quotidiano comunista» Andrea Fabozzi.

 

La segretaria del Pd è appena tornata sul tema del terzo nome: «Non credo che si vinca al centro, chi lo dice lo fa perché vuole un candidato moderato, più accomodante, disponibile alle larghe intense. Mai più larghe intese. In questi vent’anni ci hanno fatto perdere sempre così». […]

 

schlein conte

[…] Persino sull’Ucraina i toni si stemperano. Schlein ribadisce il sostegno a Kiev ma non aggiunge il termine «militare». Giuseppe Conte è assai meno soft: «In Ucraina quasi tutti parlano in russo e ci sono popolazioni russofile, noi abbiamo spaccato tutto in bianco o nero e siamo andati alla scommessa militare». Poi aggiunge: «Questo conflitto sta durando più di due guerre mondiali, dobbiamo cambiare passo perché si è innescata una escalation».

 

Su quel palco le parole dell’ex premier scivolano via senza destare troppe reazioni, perché si è deciso che l’unità debba fare premio su tutto. Però quelle frasi fanno inviperire i riformisti del Pd. Filippo Sensi sui suoi social scrive: «Da un alleato sento menzogne inaccettabili». E Lia Quartapelle ci va giù pesante: «Le parole di Conte sono vili».

 

SCHLEIN CONTE

Ma nella sala del Palladium la volontà dei leader lì presenti è comunque quella di mostrarsi come un’alternativa credibile. Quindi niente polemiche […] Il presidente del M5S spiega che anche se dovesse perdere le primarie non rovescerà il tavolo: «L’impegno di tutti è a farle in modo non divisivo per lavorare insieme. Io ho fatto il premier già due volte e la terza non mi aggiungerebbe nulla e comunque le nostre non saranno delle consultazioni per una capocrazia». […]

 

[…] Le tensioni e le differenze, come le antipatie personali, restano, ma l’obiettivo è quello condiviso da tutti in sala: «Non consentiremo a Meloni di stare altri 5 anni al governo». Con la scusa di aver contratto un brutto raffreddore Schlein e Conte si salutano mimando un bacio e un abbraccio a distanza. […] E anche quando l’evento ha temine la segretaria del Pd e il leader del M5S non si dilungano in chiacchiere ed effusioni.

Elly Schlein e Giuseppe Conte

 

Ciò nonostante la strada sembra tracciata. E sul palco Conte sostiene che si può chiudere in fretta un accordo: «Se facciamo un confronto serio chiudiamo il programma in due settimane». La platea è palesemente più vicina a Schlein che a Conte, lo si capisce dall’intensità degli applausi. Ma l’ex premier tenta lo stesso di prendere in mano le redini del dibattito e dopo aver dettato i tempi per il programma cerca anche di suggerire il nome della coalizione: alleanza per la Costituzione.

 

nicola fratoianni elly schlein giuseppe conte angelo bonelli

[…] Riccardo Magi […] batte sul tasto dell’unità, tranne quando si tratta di Matteo Renzi: «Sono d’accordo con Conte quando dice che vuole garanzie dal leader di Italia viva . Anch’io le voglio. Non va bene se fa la mossa del cavallo, anzi del pony, nei confronti di chi deve fare la lista con lui».[…]