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IL CAMPO LARGO FRANCESE VIRA A SINISTRA, DRITTO VERSO LA DISFATTA – L’EURODEPUTATO E LEADER DI “PLACE PUBLICHE”, RAPHAEL GLUCKSMANN, HA STRAVINTO LE PRIMARIE DEL CENTROSINISTRA FRANCESE PER LE PRESIDENZIALI CON IL 66% DEI VOTI. LANCIA LA SFIDA PER L’ELISEO (“NON PERMETTEREMO A MARINE LE PEN DI VINCERE. BATTEREMO PUTINISTI E TRUMPISTI”) E PROMETTE UNA DOPPIA ROTTURA “CON IL MACRONISMO E CON L'EGEMONIA DI MÉLENCHON SULLA GAUCHE” – MA I SONDAGGI DANNO LA LEADER DEL RASSEMBLEMENT NATIONAL NETTAMENTE IN TESTA IN VISTA DEL VOTO DEL 2027 – GLUCKSMANN HA CONQUISTATO LA CANDIDATURA MA NON CONTROLLA LA MACCHINA DEL PARTITO SOCIALISTA, CON LA SUA RETE DI MILITANTI, AMMINISTRATORI LOCALI E RISORSE FINANZIARIE...

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1 – GLUCKSMANN VINCE LE PRIMARIE “BATTERÒ LA DESTRA DI LE PEN”

Estratto dell’articolo di Anais Ginori per “la Repubblica”

 

Raphael Glucksmann

«Sono il candidato della sinistra democratica che potrà battere l'estrema destra». Raphaël Glucksmann festeggia la vittoria alle primarie e lancia subito la sfida per l'Eliseo. L'eurodeputato ha conquistato la candidatura con oltre il 66 per cento dei voti, liquidando già al primo turno i quattro avversari, a cominciare dal segretario socialista Olivier Faure, fermo al 14 per cento.

 

[…] Glucksmann […] promette una «rifondazione della sinistra» e soprattutto una doppia rottura: «Con il macronismo e con l'egemonia di Jean-Luc Mélenchon sulla gauche». La sfida è però soprattutto all'estrema destra, in testa ai sondaggi per le presidenziali di aprile 2027. «Non permetteremo a Marine Le Pen di vincere. Batteremo l'estrema destra, i putinisti e i trumpisti».

 

SÉGOLÈNE ROYAL RAPHAËL GLUCKSMANN

Per la prima volta il partito socialista non avrà un candidato proveniente dalle proprie file alle presidenziali. Nelle ultime due elezioni, i socialisti avevano toccato i minimi storici. Benoît Hamon si era fermato al 6 per cento nel 2017 e Anne Hidalgo era precipitata all'1,75 per cento nel 2022. Questa volta i militanti socialisti e i simpatizzanti iscritti alla consultazione hanno scelto il leader di una formazione alleata, Place publique, fondata appena otto anni fa.

 

Ségolène Royal, ex candidata socialista all'Eliseo nel 2007, si è fermata al 7,62 per cento, mentre Jérôme Guedj ed Emmanuel Maure, che incarnavano l'ala più a sinistra, hanno raccolto ciascuno poco meno del 6 per cento. Hanno partecipato oltre 120mila persone, con un'affluenza vicina al 90 per cento degli iscritti abilitati al voto elettronico.

 

Raphael Glucksmann

[…]  Nella foto di gruppo con Glucksmann, gli altri candidati mostrano sorrisi tirati e una freddezza che contrasta con l'entusiasmo dei sostenitori dell'eurodeputato. Faure riconosce una «maggioranza molto chiara» a favore del vincitore ma insiste sulla necessità di costruire alleanze.

 

«Vinceremo queste presidenziali con la sinistra unita», avverte il segretario socialista. «Senza questa galassia che ho cercato di rappresentare, nessuna trasformazione sociale ed ecologica è immaginabile». Ancora più esplicita Royal, che durante la campagna aveva definito Glucksmann uno «stagista della politica». L'ex ministra si dice «molto delusa» dal risultato e chiede di costruire «un'unione delle forze di sinistra prima di rivolgersi al centro».

 

MARINE LE PEN

Glucksmann vuole invece chiudere la stagione del cosiddetto campo largo con Mélenchon, dopo le alleanze alle ultime legislative. «Non siamo qui per vincere una disputa interna alla sinistra. Siamo qui per vincere le elezioni presidenziali», ribatte. Il leader della France Insoumise, che ieri ha radunato circa 10mila persone in un comizio a Clermont-Ferrand, resta un concorrente ingombrante.

 

Gli ultimi sondaggi presidenziali continuano ad attribuirgli più intenzioni di voto rispetto a Glucksmann, accreditato tra il 11 e il 13 per cento prima della vittoria alle primarie. Il progetto di Glucksmann è rimanere autonomo tanto dalla France Insoumise quanto dall'eredità politica di Emmanuel Macron.

 

Ma questa linea rischia di allontanare altre componenti della gauche e le divisioni possono pesare anche sull'organizzazione della campagna del nuovo candidato all'Eliseo. Glucksmann ha conquistato la candidatura, ma non controlla la macchina del partito socialista, con la sua rete di federazioni, militanti, amministratori locali e risorse finanziarie. […]

 

2 - IL FIGLIO DEL FILOSOFO EX MAOISTA CHE DETESTA MÉLENCHON E SOGNA UN’ALTRA SINISTRA

Estratto dell’articolo di Anais Ginori per “la Repubblica”

 

Raphael Glucksmann

Anticomunista ed europeista, cresciuto in una famiglia di intellettuali ha lavorato in Georgia con Saakashvili

Figlio di un filosofo, nipote di una spia sovietica, marito di una delle giornaliste più famose di Francia. Raphaël Glucksmann, 46 anni, ha una biografia poco convenzionale per un candidato all'Eliseo.

 

Nato in una famiglia di intellettuali e cresciuto nel cosmopolitismo parigino, è arrivato alla politica passando per i reportage internazionali, le rivoluzioni nell'ex blocco sovietico. Il padre André Glucksmann, scomparso nel 2015, è stato uno dei protagonisti dei nouveaux philosophes, ex maoista diventato critico feroce del totalitarismo comunista.

 

Raphael Glucksmann

Il nonno Rubin, ebreo originario dell'attuale Ucraina, aveva lavorato come agente sovietico in Germania prima di rifugiarsi in Francia con l'avvento del nazismo. Una storia familiare che aiuta a capire l'anticomunismo, l'europeismo e soprattutto l'ostilità verso la Russia di Vladimir Putin.

 

Prima della politica ci sono stati i libri e i documentari. Glucksmann ha raccontato il genocidio dei tutsi in Ruanda, seguito la rivoluzione arancione in Ucraina nel 2004 e lavorato dal 2008 al 2012 come consigliere del presidente georgiano Mikheil Saakashvili.

 

Jean Luc Melenchon

Un'esperienza controversa, per la vicinanza a un leader accusato di derive autoritarie, ma che l'eurodeputato rivendica come parte della sua formazione. […]

 

A Tbilisi, Glucksmann ha conosciuto Eka Zgouladze, ex ministra georgiana e madre del suo primo figlio. Oggi condivide la vita con Léa Salamé, giornalista franco-libanese e uno dei volti più popolari della televisione francese, con la quale ha avuto un secondo figlio.

[…]

 

Raphael Glucksmann

Fondatore del movimento Place Publique nove anni fa, Glucksmann ha conquistato il primo mandato europeo nel 2019, alla guida di una lista comune con i socialisti. «L'Europa è la battaglia della mia vita» ripete spesso.

 

L'altra sua battaglia è contro Jean-Luc Mélenchon, che ha paragonato a Jean-Marie Le Pen dopo alcune battute del leader Insoumis sui cognomi di origine ebraica. Glucksmann, che rivendica le proprie radici ebraiche ashkenazite, considera la rottura con la France Insoumise una condizione necessaria per rifondare la sinistra democratica.

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