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SUL CASO ALMASRI, IL GOVERNO HA FATTO FARE ALL'ITALIA LA FIGURA DEI PERACOTTARI - LE MOTIVAZIONI CON CUI LA CORTE PENALE INTERNAZIONALE HA DEFERITO IL NOSTRO PAESE ALL'ASSEMBLEA DEGLI STATI PER AVER RIMPATRIATO IL TORTURATORE LIBICO (INVECE DI ARRESTARLO): "DOPO ALMASRI RESTANO DUBBI SU DISPONIBILITÀ DELL'ITALIA A COOPERARE. ROMA HA SUBORDINATO LA COOPERAZIONE A INTERESSI DI SICUREZZA NAZIONALE, POSIZIONE GEOPOLITICA, LEGISLAZIONE COSTITUZIONALE E INTERNA. ARGOMENTAZIONI GIÀ RESPINTE: IL DIRITTO INTERNO NON PUÒ ESSERE INVOCATO PER GIUSTIFICARE UNA MANCATA COOPERAZIONE..."
VIGNETTA DI MANNELLI SUL CASO ALMASRI - IL FATTO QUOTIDIANO
(ANSA) - I giudici della Camera preliminare I della Corte penale internazionale, a maggioranza, prendono atto dell'impegno dichiarato dal governo italiano a rivedere le norme di cooperazione con la Cpi, ma rilevano che tali aperture sono "subordinate" a limiti e riserve che mettono in dubbio la disponibilità dell'Italia a "cooperare pienamente".
E' uno dei passaggi della decisione con cui la Cpi ha deferito l'Italia all'Assemblea degli Stati parte sul caso Almasri. Roma ha subordinato la cooperazione a "interessi di sicurezza nazionale, posizione geopolitica e legislazione costituzionale e interna", "argomentazioni già respinte": "il diritto interno", evidenziano i giudici, "non può essere invocato per giustificare una mancata cooperazione".
carlo nordio e il caso almasri
"Alla luce delle difficoltà e delle ambiguità riscontrate" nel caso Almasri, si legge ancora nel testo della decisione, "la maggioranza" dei giudici "ritiene che non sia chiaro se oggi l'Italia sarebbe in grado e disposta a cooperare pienamente con la Corte nell'arresto e nella consegna di persone ricercate, indipendentemente dalla loro nazionalità".
Pur prendendo atto delle dichiarazioni del governo sull'intenzione di rispettare gli obblighi internazionali, la Camera rileva che Roma non ha chiarito "l'impatto dei procedimenti interni" - archiviati dal Parlamento nei confronti dei due ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi e del sottosegretario Alfredo Mantovano - "sulla mancata cooperazione, né se siano in corso conflitti di attribuzione davanti alla Corte costituzionale".
IL CASO ALMASRI - ILLUSTRAZIONE DI POLITICO
Resta inoltre irrisolto, si evidenzia, il nodo del mancato ricorso alla procedura prevista dall'articolo 97 dello Statuto di Roma per segnalare difficoltà nell'esecuzione delle richieste della Corte. La maggioranza rileva infine carenze di trasparenza nella trasmissione delle informazioni, alcune delle quali risultano "contraddette dagli atti".
La decisione della Corte penale internazionale di deferire l'Italia all'Assemblea degli Stati Parte per la mancata consegna del generale libico Almasri è viziata da errori giuridici e metodologici. Lo sostiene la giudice della Cpi Iulia Motoc, nella sua opinione in dissenso dalle altre due colleghe della Camera preliminare I, Reine Alapini-Gansou e Maria del Socorro Flores Liera, contestando "con rammarico" alla maggioranza di non aver esaminato nel merito diverse argomentazioni sollevate dall'Italia, pur concordando sull'"inadempimento" di Roma rispetto alla richiesta di cooperazione.
ALMAASTRICHT - MEME BY EMILIANO CARLI
Al centro della critica della togata romena c'è il confronto con il precedente sudafricano del caso Omar al-Bashir: nel 2015 il Sudafrica non arrestò l'allora presidente sudanese, ma la Corte lasciò spazio a procedimenti interni e a un dibattito costituzionale. Nel caso italiano, invece, secondo Motoc il deferimento ha ignorato procedimenti penali e costituzionali ancora pendenti. Ne è derivata, afferma, un'applicazione "arbitraria" del meccanismo di deferimento, rendendo il raffronto con Pretoria "intrinsecamente viziato, sia sul piano dei principi sia nella prassi: è come misurare il peso in litri".
Nel mirino anche la mancata considerazione del ruolo della Corte costituzionale: "E' stato ignorato un rimedio interno effettivo, attivato dalla Corte d'appello di Roma, che incide direttamente sulla cooperazione". Motoc denuncia inoltre uno spostamento di focus dalla finalità primaria della Corte, ossia garantire l'arresto dei responsabili di crimini che violano norme di diritto cogente. Il deferimento del caso libico all'Assemblea degli Stati Parte viene infine definito dalla giudice "manifestamente contra legem", poiché la competenza sulla Libia fa capo al Consiglio di Sicurezza dell'Onu.
IL SUPPLIZIO DI SANTA MELONI - VIGNETTA BY NATANGELO - IL FATTO QUOTIDIANO
GIORGIA MELONI E IL CASO ALMASRI - MEME BY FAWOLLO
KISS ME LIBIA - MEME BY EMILIANO CARLI - IL GIORNALONE - LA STAMPA
Almasri Osama Najeen.
LA LIBERAZIONE DI Almasri Osama Najeen - vignetta by biani
GIORGIA MELONI - VIGNETTA BY MANNELLI SUL FATTO QUOTIDIANO
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