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Gianluca Paolucci per “la Stampa”
lorenzo rosi pier luigi boschi
Nel gennaio del 2015 l' allora presidente di Banca Etruria, Lorenzo Rosi, incontrò Federico Ghizzoni a margine di un convegno per una possibile acquisizione di Etruria da parte di Unicredit. Lo racconta un testimone delle convulse settimane che precedettero il commissariamento dalla banca aretina da parte della Banca d' Italia.
Un incontro «facilitato da qualcuno», racconta il nostro interlocutore, «che non era tra i nostri consulenti» data la modalità assolutamente irrituale dell' appuntamento. Né poteva essere frutto di rapporti personali di Rosi con Ghizzoni, all' epoca amministratore delegato di Unicredit. «I due non si conoscevano, Rosi non aveva questo tipo di rapporti», spiega.
Dall' incontro scaturì l' impegno di Ghizzoni a valutare un' operazione su Etruria. Ieri, mentre dalla banca è arrivato un secco «no comment» sulla vicenda raccontata nel libro di Ferruccio de Bortoli - «Poteri forti (o quasi)», La Nave di Teseo -, fonti vicine all' istituto hanno fatto sapere che Unicredit non ha mai subito pressioni politiche per l' analisi di dossier bancari, «compreso quello in questione».
GIANNI ZONIN E VINCENZO CONSOLI
Le settimane tra la fine del 2014 e l' inizio del 2015 furono particolarmente convulse per i vertici della piccola popolare aretina. Bankitalia premeva da tempo per una fusione di Etruria con una realtà più grande. In molti, più o meno sollecitati, si interessarono a Etruria. Dalla fusione mancata con la Popolare di Vicenza di Gianni Zonin ai numerosi contatti con Popolare dell' Emilia Romagna, fino alle offerte dei fondi speculativi per rilevare l' istituto a prezzi di saldo.
PIER LUIGI BOSCHI FLAVIO CARBONI
Ad Arezzo si affacciarono anche personaggi quantomeno discutibili. Qualche mese prima, la necessità di trovare un nuovo direttore generale, anche in questo caso imposta da Bankitalia, aveva spinto il vicepresidente Pierluigi Boschi (padre di Maria Elena) a contattare il faccendiere Flavio Carboni.
Poche settimane dopo l' incontro tra Ghizzoni e Rosi arrivò però la decisione della Banca d' Italia di commissariare la banca che rese vano l' interesse dell' istituto di piazza Gae Aulenti. Il nostro testimone racconta che Unicredit aveva comunque avviato un' analisi preliminare, ma che prima dell' arrivo dei commissari fu sempre Bankitalia a convincere i potenziali acquirenti a desistere dall' operazione.
Ma la vicenda di Etruria diventerà centrale nell' agenda politica solo nel novembre successivo. Quando la banca, con Banca Marche, Carife e CariChieti, venne messa in risoluzione con l' azzeramento degli azionisti e degli obbligazionisti subordinati. Una storia che si chiude definitivamente proprio oggi, quando il nuovo proprietario Ubi Banca nominerà i suoi rappresentati nel cda.
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