FLASH – BUTTAFUOCO E FIAMME! PALAZZO CHIGI VOLEVA RESTARE NEUTRALE NELLA FAIDA SULLA BIENNALE TRA…
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Italiani! Italiane! Anche voi trattenete il fiato nell’attesa di capire la sorte del ddl Boschi? E vi chiedete se le riforme costituzionali andranno in aula subito subito oppure no; e se ci andranno con un relatore oppure senza; e cosa deciderà il presidente del Senato sull’articolo 2, e che fine faranno i 500 mila emendamenti di Calderoli? Beh, tranquilli. Al momento se lo sta chiedendo pure Matteo Renzi. E proprio in assenza di certezze certe, nel ristretto circolo del Giglio Tragico, a Palazzo Chigi è tutto un confabulare di strategie e di ipotesi. Prendete nota.
Piano A. Se passano le riforme costituzionali, si conta di andare a votare nel febbraio 2017. Ossia appena è possibile andare alle urne dopo il referendum popolare, previsto per l’autunno 2016, che Matteuccio ritiene (o spera) darà il via libera alla nuova grandiosa architettura istituzionale da lui partorita e grazie a cui l’Italia entrerà a tutto gas -vavavooooma – nel consesso dei paesi più avanzati del terzo millennio. La supercazzola è a destra.
Qualora però le suddette riforme non passassero, o anche solo ritardassero più del dovuto, a Chigi è già previsto un piano B. Altra supercazzola, stavolta con elezioni nel 2018.
Road map indicativa:
MARIA ELENA BOSCHI E RENZI
RENZI E BOSCHI
Uno. Palazzo Madama fa una pernacchia a Matteuccio e al suo articolo 2 sul Senato non elettivo, malgrado l’impegno della sora Finocchiaro che ha dichiarato intoccabile il suddetto articolo 2, e nonostante lo scouting (estenuante) del duo Lotti-Verdini, che stanno a lessare i maroni a tutti i senatori pur di trovare a Renzi i voti che gli servono.
Due. Le cose vanno, di conseguenza, parecchio per le lunghe.
Tre. Il sire Renzi, per tagliare la testa al topo, è costretto a portare in Parlamento una nuova legge per estendere l’Italicum al Senato, visto che non è possibile (fidatevi!) estendere l’Italicum al Senato a mezzo decreto legge.
Quattro. Zac! in quella occasione, tenetevi pronti, si potrà mettere mano a una legge elettorale che ripristini le coalizioni.
Le coalizioni, ecco, sono il punto.
Tutto chiaro?
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