giorgio bracardi roberto vannacci

“GIORGIO BRACARDI NON POTEVA IMMAGINARLO MA IL SUO PERSONAGGIO È ALL’8%, E MAGARI UN DOMANI SARÀ AL GOVERNO” – CAZZULLO RICORDA ERMANNO CATENACCI, UNO DEI PERSONAGGI INTERPRETATI DAL COMICO SCOMPARSO IERI A 93 ANNI, E LO PARAGONA A VANNACCI: “IERI DAGOSPIA HA RILANCIATO UN SUO INTERVENTO IN UN PROGRAMMA DELLA CARRÀ DEL 1978 IN PRIMA SERATA SU RAIUNO. OGGI QUALCUNO CHE PRENDESSE IN GIRO IL FASCISMO NON AVREBBE ACCESSO ALLA TV. ANZI, IN GIRO CI SONO PERSONAGGI CHE SEMBRANO CATENACCI IN CARNE E OSSA. SOLO CHE NON STANNO SCHERZANDO, E VANNO PRESI MOLTO SUL SERIO” – MERLO: “BRACARDI PROFETIZZÒ ANCHE L'ANTIDOTO A CATENACCI-VANNACCI, CHE NON ERA L'ISCRIZIONE ALL'ANPI O UNA MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA MA IL PERNACCHIONE CHE SUPERA TUTTI I GRADI MISURABILI: “BECCHETE QUESTA: PRRRRR!!!” – VIDEO

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IL CATENACCI DI BRACARDI OGGI È ALL’8 PER CENTO 

Dalla rubrica delle lettere del “Corriere della Sera” 

 

giorgio bracardi ermanno catenacci 1

Caro Aldo, quanti ricordi mi ha rievocato il grande Bracardi, quante risate e quanti sorrisi ci ha regalato... 

Matteo Citro  

 

Un altro grande personaggio della tv che ci lascia. Faceva parte di quel gruppo di matti surrealisti che rese il nostro mondo migliore. Non l’ho mai dimenticato. 

Gabriele Esposito 

 

Ancora mi risuona nelle orecchie la sua voce nella trasmissione del grande Arbore, Alto Gradimento. (Patrocloooo). Lei lo ha mai incontrato? 

Patrizia Cantoni 

 

Risposta di Aldo Cazzullo 

Cari lettori, Giorgio Bracardi, morto ieri a 93 anni, era un grandissimo, e ho l’amaro rimpianto di non averlo mai intervistato. 

 

CAZZULLO VANNACCI 2

Da ragazzo lo seguivo alla radio e in tv, spesso nei programmi geniali pensati dal suo mentore Renzo Arbore, e mi faceva ridere fino alle lacrime. Meraviglioso il personaggio del nostalgico, Ermanno Catenacci, che vestito di nero ricordava le gesta del duce, ad esempio quando scendeva con lo slittino sul campo minato, per lo spavento dei gerarchi — «il duce è spacciato, il duce è spacciato» —, e all’arrivo dopo aver slalomeggiato tra le esplosioni sorrideva felice: «Sorbole, che bella giornata! Mi sono proprio divertito!». E il bello è che queste gag le trasmetteva la Rai.

 

roberto vannacci

Ieri Dagospia ha rilanciato un suo intervento in un programma della Carrà del 1978 in prima serata su Raiuno. Oggi qualcuno che prendesse in giro il fascismo non avrebbe assolutamente accesso alla televisione.

 

Anzi, in giro ci sono personaggi che sembrano davvero Catenacci in carne e ossa. Solo che non stanno scherzando, e vanno presi molto sul serio. Bracardi non poteva immaginarlo e non può più seguirlo, ma il suo personaggio è all’8 per cento, e magari un domani sarà al governo. 

 

CATENACCI LA PRE-VISIONE DI VANNACCI

Francesco Merlo per "la Repubblica" - Estratti

 

giorgio bracardi ermanno catenacci 2

La profezia più attuale, che allora ci divertiva e oggi ci spaventa, è quella del fascista Catenacci. Al solito e scontato repertorio di camicie nere e di "quando c'era... lui caro lei", Bracardi aggiunse, come un vero preveggente, il suffisso peggiorativo in "acci", un dispregiativo che, sebbene accompagnato da un "peppeppé", rimandava a Farinacci, a Bombacci, ai Petacci, ai tipacci e alle squadracce e, come in un incantesimo dadaista, cinquant'anni dopo si sarebbe inverato in Vannacci.

 

Bracardi era un genio, la maschera popolare che, smorfiando e gracchiando, pre-vide l'Italia. Infatti profetizzò anche l'antidoto a Catenacci — Vannacci, che non era l'iscrizione all'Anpi o una manifestazione antifascista ma il rito pagano della pernacchia esagerata, la pernacchia antifascista appunto: "Becchete questa: prrrrr".

roberto vannacci

 

Ed è una scala tellurica che va ben oltre le variazioni di Eduardo, è il pernacchione che supera tutti i gradi misurabili. L'irriverenza ghigno, la boccaccia intelligente, la fisicità da marionetta sfrontata di Bracardi, che frequentava i libri di storia, era consapevolmente ispirata a Totò e inconsapevolmente ai balli meccanici di Depero, ai balletti russi di Djagilev.

 

Arbore si ritrae dai paragoni altisonanti che hanno sempre un tocco comico, ma Quelli delle notte è stato il nostro Cabaret Voltaire che i dadaisti avevano inventato a Zurigo mescolando arte e salsicce, genialità e baccano (svegliavano Lenin che dormiva di fronte e chiamava la polizia).

 

Il più dadaista di tutti era Bracardi che, terribilmente scorretto, persino oltre le sfrontatezze di Charlie Hebdo, era "l'ebreo israeliano" nello stereotipo antisemita. Il cappello da rabbino, la barba e le treccine — "shalom, shalom" — cantando salmi, teneva in mano un frammento di polistirolo del muro del pianto e "regalava" a Arbore un souvenir con la neve che cadeva su Tel Aviv, ma in cambio voleva almeno diecimila lire.

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