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“LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PARE UN MODO PER FAR PASSARE IL PREMIERATO SENZA CAMBIARE LA COSTITUZIONE” – ALDO CAZZULLO SBUCCIA IL MELONELLUM: “SIAMO L’UNICA DEMOCRAZIA DELL’OCCIDENTE CHE CAMBIA REGOLE DESTINATE A VALERE PER TUTTI A SECONDA DELL’INTERESSE DI CHI GOVERNA AL MOMENTO. L’ELEZIONE DIRETTA DEL PREMIER NON ESISTE IN NESSUN PAESE DEL MONDO, E UN MOTIVO CI SARÀ - LA VERA NOVITÀ È CHE VENGONO CANCELLATI I COLLEGI UNINOMINALI. NEL 1994 SI VOTÒ CON IL MATTARELLUM, CHE NON PIOVEVA DAL CIELO MA ERA FRUTTO DI DUE REFERENDUM IN CUI AVEVANO STRAVINTO PRIMA LA PREFERENZA UNICA E POI IL MAGGIORITARIO - ORA I COLLEGI UNINOMINALI NON ESISTONO PIÙ, SOSTITUITI DA LISTE DAL CAPOLISTA BLOCCATO, DESIGNATO DAI PARTITI…”

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Dalla rubrica delle lettere del “Corriere della Sera”

 

aldo cazzullo

Caro Aldo, per evitare l’ennesimo balletto sulla legge elettorale costruita su misura di chi governa, sarebbe meglio che la maggioranza del Parlamento per approvare una nuova legge elettorale fosse molto larga, coinvolgendo anche parte delle opposizioni, almeno un 70/75%.

Stefano Amaducci

 

Con le nuove norme noi elettori saremo comparse che fanno da fondale alle manovre delle segreterie, ormai agenzie di collocamento dei fedelissimi.

Massimo Marnetto

 

Io sono felice che la nuova legge elettorale sia passata e mi auguro di non avere sorprese dalla Consulta.

Ernesto Megali

 

GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

Risposta di Aldo Cazzullo

Cari lettori, lasciamo alla Corte le questioni di incostituzionalità. I miei studi di diritto sono remoti, ma a naso una norma che escluda la lista che non indichi il candidato premier non ha molte chance di passare; tanto più che il premier secondo la Costituzione lo nomina il presidente della Repubblica.

 

La legge elettorale pare un modo per far passare il premierato senza cambiare appunto la Costituzione; ma l’elezione diretta del premier non esiste in nessun Paese del mondo, e un motivo ci sarà. Inoltre la Carta prevede che il Senato sia eletto su base regionale; mentre il premio di maggioranza previsto dalla legge è nazionale.

aula camera durante voto su pregiudiziali costituzionalita' su melonellum

 

Guardiamo alla sostanza politica. La vera novità è che vengono cancellati i collegi uninominali. Nel 1994 si votò con il Mattarellum, che non pioveva dal cielo ma era frutto di due referendum in cui avevano stravinto prima la preferenza unica — che impediva le cordate organizzate dai patroni per portare in Parlamento i loro clientes —, poi il maggioritario.

 

Erano anni (pare incredibile dirlo oggi) di grande partecipazione popolare, di speranze nel rinnovamento della politica e della classe dirigente. Il Mattarellum prevedeva che il 75% dei seggi venisse assegnato nei collegi uninominali: collegi piccoli, alla Camera di circa centomila abitanti, in cui gli elettori conoscevano il loro rappresentante; a parte qualche provincia rossa e qualche valle prima democristiana poi leghista, quasi tutti i collegi diventavano contendibili.

deputati di forza italia aula camera durante voto finale su legge elettorale

 

Ci fu un referendum per abolire la quota proporzionale: stravinse il Sì, ma per un soffio mancò il quorum. La legge con cui si è votato nel 2022 riduceva a un terzo i seggi assegnati con i collegi uninominali: collegi enormi, al Senato da quasi un milione di abitanti.

 

Ora i collegi uninominali non esistono più, sostituiti da liste dal capolista bloccato, designato dai partiti. Ed è l’ennesima legge elettorale varata dalla maggioranza, con il ricorso alla fiducia, senza un accordo con l’opposizione: siamo l’unica democrazia dell’Occidente che cambia regole destinate a valere per tutti a seconda dell’interesse di chi governa al momento.

LEGGE ELETTORALE VOTAZIONE CAMERA