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“CI SONO 7-8 MILIONI SPARITI. LI HA RUBATI DEL DEO” – DALLE INTERCETTAZIONI TRA GLI EX 007 ROSARIO BONOMO E FRANCESCO ROSSI, EMERGONO LE NUOVE PISTE DELL’INCHIESTA DELLA PROCURA DI ROMA SULL’EX VICE-DIRETTORE DELL’AISI, E SUL PRESUNTO AFFIDAMENTO MILIONARIO ALLA SOCIETÀ SIND NEL 2023 – L’INFORMATIVA DEI CARABINIERI DEL ROS DEPOSITATA AL RIESAME: “SONO EMERSI RILEVANTI ELEMENTI INDIZIARI, INDICATIVI DELLA VEROSIMILE ESISTENZA DI UN COMPLICATO INTRECCIO TRA EQUALIZE, SQUADRA FIORE E DEL DEO” – IL FRONTE POLITICO: DEL DEO NON AVREBBE MAI DIGERITO LA NOMINA DI VITTORIO RIZZI A CAPO DEL DIS, A GENNAIO 2025, CHE AVREBBE CAUSATO UNA FRATTURA “PROFONDA” CON PALAZZO CHIGI. SECONDO BONOMO E ROSSI, DEL DEO “AVREBBE TACCIATO DI INGRATITUDINE GIORGIA MELONI” – IL “GIALLO” DEI LAVORI A CASA DI ELISABETTA BELLONI...
Estratto dell’articolo di Giuseppe Scarpa per “la Repubblica”
«Rischia che lo fanno fuori comunque. No, ma lo fanno proprio fuori, fisicamente». È il passaggio più inquietante delle conversazioni intercettate tra gli ex 007 Rosario Bonomo e Francesco Rossi, registrate il 10 gennaio 2025.
Al centro dei dialoghi c'è Giuseppe Del Deo, ex numero due dei servizi segreti: Bonomo collega il pericolo alle «cattiverie» che Del Deo avrebbe fatto «a tanta gente» e, parlando con Rossi, tira in ballo anche milioni di euro spariti dai fondi dell'intelligence. «Ci sono 7-8 milioni che non se sanno che fine hanno fatto», dice.
«Eh ma Del Deo è quello che l'ha rubati», replica l'altro ex agente. Ed è proprio sui flussi di denaro che si concentra l'inchiesta della procura di Roma sul presunto affidamento milionario truccato della società Sind a favore dell'Aisi nel 2023. Nuovi dettagli emergono dall'informativa depositata al Riesame nell'ambito dell'inchiesta che vede Del Deo e tre manager accusati di peculato.
Ma nelle stesse intercettazioni emerge anche il fronte politico. Del Deo, infatti, non avrebbe mai digerito la scelta di Giorgia Meloni di nominare Vittorio Rizzi a capo del Dis, il dipartimento che coordina l'intelligence italiana. Una decisione che avrebbe aperto una frattura profonda con palazzo Chigi.
Gli investigatori annotano infatti un'altra conversazione tra Bonomo e Rossi secondo cui Del Deo, «avvisato della scelta governativa su Rizzi, quale direttore del Dis, avrebbe tacciato di ingratitudine la premier».
Dentro questo intreccio di affidamenti, relazioni personali e denaro, le pm Alessia Natale e Vittoria Bonfanti, insieme alla collega della Dna Barbara Sargenti, hanno acceso i riflettori anche su un altro episodio: i lavori effettuati dalla Sind nel 2021 per mettere in sicurezza le abitazioni di Elisabetta Belloni, allora direttrice del Dis.
ALFREDO MANTOVANO E GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE
Per questo motivo Lorenzo Forina, ad di Maticmind dall'agosto 2024 — il gruppo che controlla Sind — viene sentito dai magistrati: «Io ho fatto fare verifiche su questa fattura (lavori a casa di Belloni, ndr) ed in effetti ho rilevato elementi di incongruità, in particolare sul valore del cablaggio che era di circa 40 mila euro del tutto irragionevole per una abitazione privata».
Poi aggiunge: «C'erano anche tanti altri profili di incongruenza». Quali siano questi profili, però, non è dato sapere. Le sommarie informazioni rese da Forina risultano infatti omissate.
ELISABETTA BELLONI - FOTO LAPRESSE
Quei lavori sarebbero stati gestiti proprio da Del Deo che, dopo la pubblicazione di un articolo del Domani nel febbraio 2026, chiama un'arrabbiatissima Belloni, non indagata perché nulla sapeva delle modalità con cui erano stati appaltati i lavori. «Dicono che i miei lavori sono cose che non sono state fatte», dice Belloni. «No, ma questo non è vero», la rassicura Del Deo. «Staremo a vedere», ribatte. «Vediamo più avanti», chiude l'ex numero due dell'Aisi.
Ma è anche attorno alla sede di via in Arcione che gli investigatori stanno cercando di ricostruire la rete di relazioni costruita negli anni da Del Deo. Un luogo considerato blindato [...] dove secondo una delle sue segretarie [...] transitavano informazioni economiche sensibili, dossier e interlocutori di primo livello.
«La sede di Via in Arcione la usava solo Del Deo. Li si svolgevano gli incontri più sensibili. Incontrava esponenti del governo, imprenditori, fonti, giornalisti. Le tematiche riguardavano acquisizione di banche o operazioni societarie.
Al reparto giungevano le intercettazioni di vari reparti ma prevalentemente dal reparto economico. Lo scopo degli incontri era quello di verificare la corrispondenza tra il contenuto delle informazioni e le determinazioni degli ad. Noi facevamo una relazione. Agli incontri con esponenti politici non partecipavamo. Il flusso informativo arrivava su pc protetti che non tutti i reparti avevano».
Non è chiaro quali intercettazioni transitassero in quella sede né con chi venissero condivise. Tuttavia, l'informativa dei carabinieri del Ros si apre con una premessa destinata a proiettare l'indagine ben oltre il singolo appalto: «Sono emersi rilevanti elementi indiziari, indicativi della verosimile esistenza di un complicato intreccio tra Equalize — Squadra Fiore — Del Deo». Un possibile asse tra pezzi dell'ex intelligence e agenzie investigative private finite sotto inchiesta a Milano e Roma per attività di dossieraggio e spionaggio ai danni di aziende e cittadini.
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