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CUOMO NON DETTO – IL GOVERNATORE DEMOCRATICO DI NEW YORK HA FIRMATO LA LEGGE PER DARE AL CONGRESSO LA FACOLTÀ DI VEDERE LE DICHIARAZIONI DEI REDDITI DI TRUMP – I DEM DISPERATI SPERANO DI FARE LA GUERRA AL PUZZONE CON L’ASSEDIO FISCALE, DOPO CHE L'INCHIESTA SUL RUSSIAGATE SI È RIVELATA ESSERE SOLTANTO FUFFA – VIDEO
Francesco Semprini per “la Stampa”
È un vero e proprio assedio quello che i democratici stanno conducendo nei confronti di Donald Trump. Sul piano politico affilano le lame in vista della campagna per le elezioni presidenziali del 2020. Sul piano legale, ormai arenatasi l' offensiva Russiagate, con la crociata sulla denuncia dei redditi dell' ex Tycoon.
LE DICHIARAZIONI DEI REDDITI DI DONALD TRUMP
L' ultima incursione è quella del governatore di New York Andrew Cuomo che ieri ha firmato la legge con la quale concede al Congresso la facoltà di visionare le dichiarazioni dell' attuale presidente, relative alla tassazione statale, ovvero quella che compete al fisco dell' Empire State.
«La legge concede al Congresso la capacità di adempiere alle sue responsabilità costituzionali, rafforzare il nostro sistema democratico e garantire che nessuno è al di sopra della legge», è la spiegazione con cui Cuomo ha accompagnato la firma del provvedimento. Un passo in avanti nel tentativo di stringere il cerchio attorno all' inquilino della casa Bianca sullo scottante tema tributario.
L' assedio fiscale
Martedì scorso la Ways and Means Committee, la commissione per gli stanziamenti della Camera controllata dai Dem, aveva promosso un' azione legale contro il dipartimento del Tesoro e l' Internal Revenue Service (il fisco Usa) per aver sempre respinto la richiesta di consegnare le dichiarazioni dei redditi federali di Donald Trump.
Richiesta avanzata con i poteri giudiziari della commissione. Trump è stato il primo inquilino della Casa Bianca, dopo decenni, a non rivelare le sue dichiarazioni, ora però i Dem le vogliono a tutti i costi invocando una legge del 1924 che consente ai presidenti delle commissioni fiscali del Congresso di esaminare le informazioni tributarie confidenziali di chiunque.
In attesa che la battaglia a livello federale faccia corso, si tenta di far breccia nel profilo tributario del presidente partendo dalle tasse statali che, secondo alcuni osservatori, potrebbero fornire già interessanti spunti. Un assedio quello «fiscale» che potrebbe rivelarsi l' ultimo arrembaggio dell' opposizione prima del voto del prossimo anno e dopo il nulla difetto sulla lunga e costosa inchiesta relativa alle interferenze di Mosca nelle elezioni del 2016. Inchiesta da cui il presidente è uscito praticamente illeso e, secondo gli ultimi sondaggi, con un indice di gradimento ai massimi dal suo insediamento.
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