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LA RESA DEI CONTI – LA CORTE DEI CONTI RICORRE ALLA CONSULTA CONTRO LA RIFORMA SUL DANNO ERARIALE FIRMATA DAL MINISTRO MELONIANO, TOMMASO FOTI – PER I GIUDICI CONTABILI SI TRATTA DI UNA LEGGE SEGNATA DA PROFILI “DI IRRAGIONEVOLEZZA”, COSÌ SBAGLIATA, “DA INCORAGGIARE COMPORTAMENTI CONTRARI AL BUON ANDAMENTO E ALLA BUONA AMMINISTRAZIONE”, IN CONTRASTO CON NUMEROSI PRINCIPI DELLA COSTITUZIONE – UN’ORDINANZA DI OTTANTA PAGINE CRITICA LE NORME CHE “PREMIEREBBERO” I FUNZIONARI INFEDELI O POCO CAPACI INCARICATI DI GESTIRE BENI E SOLDI PUBBLICI…
Estratto dell’articolo di Conchita Sannino per www.repubblica.it
La Corte dei Conti contro il governo, ma stavolta non si tratta dell’ennesimo (inascoltato) appello al dialogo. Le contraddizioni della riforma firmata dal ministro Foti arrivano sul tavolo più in alto. Sarà la Consulta a sciogliere i nodi su una legge segnata da profili “di irragionevolezza”.
E così sbagliata, scrivono ora i magistrati contabili, “da incoraggiare comportamenti contrari al buon andamento e alla buona amministrazione”, in contrasto con numerosi principi della Costituzione.
Norme che premierebbero, è la tesi, i funzionari infedeli o poco capaci incaricati di gestire beni e soldi pubblici.
[...] a fronte della strada imposta dalla legge numero 1 del 2026, la cosiddetta “legge Foti” appunto – da oltre un anno al centro delle critiche dei magistrati perché, tra l’altro, riduce l’addebito per chi sbaglia del 70 per cento - saranno i cittadini a “pagare un duplice danno”. Sia per i servizi non ottenuti, sia per i mancati risarcimenti con cui le nuove norme volute dal governo Meloni scudano gli amministratori ritenuti responsabili della mala gestio.
giancarlo giorgetti tommaso foti foto lapresse
Con un’ordinanza impietosa contro i possibili profili di incostituzionalità, e in particolare contro la retroattività della norma, la Seconda sezione centrale d’appello della Corte dei conti ricorre alla Corte costituzionale per sollevare la questione di legittimità nei confronti della presidenza del Consiglio dei ministri, informate le presidenze del Senato e della Camera. Atti già trasmessi al Palazzo che guarda il Quirinale, a ridosso del 25 aprile (proprio mentre la Consulta festeggiava i suoi 70 anni dalla prima udienza).
Ottanta pagine. Con un’analisi complessa e articolata, l’ordinanza (firmata dalla presidente Rita Loreto; consiglieri Roberto Rizzi, Nicola Ruggiero, Cosmo Sciancalepore e Maria Cristina Razzano relatrice) inviata al giudice delle leggi individua vari profili estremamente critici della legge Foti. La quale impone ai giudici vincoli ormai stringenti sul cosiddetto “potere riduttivo”, lo strumento discrezionale che una volta tagliava ciascuna responsabilità a seconda del caso concreto.
La Corte dei conti, oggi, non può esigere oltre il 30 per cento a carico del responsabile, come conseguenza immediata e diretta della sua condotta per il danno accertato; e comunque per un importo “non superiore al doppio del corrispettivo o dell'indennità percepiti” per il servizio reso all'amministrazione o per la funzione o l'ufficio svolti, che hanno causato il pregiudizio. Il punto davvero singolare è che questo vincolo, grazie all’allora emendamento Montaruli, si applica anche ai “giudizi pendenti”.
La conseguenza: chi ha già avuto una condanna in primo grado, e in base alla vecchia legge deve restituire un danno a quasi sei zeri, si appella alla Corte perché sia riformato totalmente il calcolo.
galeazzo bignami tommaso foti foto lapresse
Ed è esattamente quanto avvenuto nel caso di danno sanitario avvenuto in Liguria, da cui prende spunto l’ordinanza. Per una vicenda di “sconcertanti leggerezze” (individuate in giudizio, a suo tempo dalla Corte dei Conti), un paziente è ridotto alla paralisi per un intervento sbagliato del reparto Neurologia del presidio di Sestri Ponente.
La vittima è liquidata con un milione di euro, e il dottor R. V. (ritenuto il principale responsabile) è condannato in primo grado a risarcire 945mila euro. Che adesso, con la riforma, si riduce drasticamente.
giorgia meloni tommaso foti - foto lapresse
Il risultato: chi più ha sbagliato, meno paga. Innanzitutto – spiega l’ordinanza - contro l’articolo 3 della Costituzione, sulla uguaglianza (formale e sostanziale) dei cittadini di fronte alla legge. Ma i giudici contabili citano anche la violazione dei principi di responsabilità (articolo 28 della Carta) , di buon andamento della pubblica amministrazione (articolo 97), della necessità dell’equilibrio di bilancio e di copertura di ogni spesa pubblica (gli articoli 81, 117 e 119).
La legge Foti reca insomma il vulnus di “irrazionalità”, specie nella previsione della norma retroattiva. E configura una sorta di “distonia” o “eccesso di potere legislativo” rispetto ai principi della Carta. [...]
CORTE DEI CONTI - GIUDICI CONTABILI
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