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“COSÌ CI STIAMO CONSEGNANDO AI GIUDICI” – L’AMAREZZA DEL GARANTISTA GUIDO CROSETTO DI FRONTE AL REPULISTI DI GIORGIA MELONI NEL PARTITO: IL MINISTRO DELLA DIFESA GIUDICA UN “ERRORE” LE PURGHE CONTRO DELMASTRO, BARTOLOZZI E SANTANCHÈ. CHE SUCCEDERÀ LA PROSSIMA VOLTA CHE UN MEMBRO DEL GOVERNO SARÀ SEMPLICEMENTE INDAGATO: SI CHIEDERANNO DIMISSIONI IMMEDIATE? – IGNAZIO LA RUSSA, ALTRO FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, È SULLA STESSA LINEA, E AVREBBE AVVERTITO LA DUCETTA: “QUESTA TUA SCELTA LA PAGHEREMO CARA”

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Estratto dell’articolo di Federico Capurso per “La Stampa”

 

delmastro meloni

Un silenzio tetro è calato su Fratelli d'Italia, mentre Giorgia Meloni scatena la sua furia vendicativa.

 

Le truppe sono impaurite, disorientate. Osservano rotolare le teste di Andrea Delmastro, Giusi Bartolozzi, Daniela Santanché.

 

Si chiedono quale sarà la prossima, cercano rassicurazioni. Sono ore, queste, in cui le parole più ascoltate sono quelle dei generali, solitamente capaci di rassicurare, indirizzare, compattare il gruppo.

 

Ma in pochi, oggi, riescono a condividere la reazione della premier. Non lo fanno nemmeno i due che, con Meloni, hanno fondato il partito nel 2012: il ministro della Difesa Guido Crosetto e il presidente del Senato Ignazio La Russa.

 

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Queste purghe sono «un errore» per i tempi e i modi con cui sono state portate avanti, così come per le conseguenze che avranno nel partito e sul governo.

 

Ne sono convinti entrambi. Il ministro della Difesa ne fa una questione di garantismo, lui che su questo tema non ha mai arretrato di un millimetro. I casi di Bartolozzi e Santanché […]  erano noti da tempo, eppure i parlamentari di FdI le avevano sempre difese. Non si può quindi cambiare idea ora, solo perché è arrivata una sconfitta nelle urne, se quella idea si fondava su un principio dirimente come il garantismo.

 

Peggio ancora se la sconfitta è arrivata al referendum sulla riforma della magistratura. «Così ci stiamo consegnando ai giudici», è il senso del ragionamento che il titolare della Difesa avrebbe affidato ai suoi fedelissimi in questi giorni.

 

CROSETTO GIORGIA MELONI E IGNAZIO LA RUSSA CON LA TESSERA ELETTORALE AL QUIRINALE

Ci si chiede cosa succederà la prossima volta che un membro del governo verrà semplicemente indagato: si chiederanno dimissioni immediate? Ed è possibile che un'inchiesta che coinvolga un ministro acquisisca immediatamente peso solo perché si entra nell'anno delle elezioni?

 

Per Crosetto – non da oggi – il garantismo è un valore che non si può declinare a seconda delle stagioni o dello stato di salute del governo.

 

LA CONDANNA DI DELMASTRO SU RAINEWS E GIORGIA MELONI - VIGNETTA BY ELLEKAPPA

La Russa si ritrova sulle stesse posizioni del ministro della Difesa. Delmastro, per il caso del ristorante preso in società con una famiglia legata al clan Senese, «non ha nessun processo in corso, nemmeno un avviso di garanzia, come Santanché», dice La Russa.

 

«La particolarità sta nel fatto che la sua vicenda è capitata dentro il referendum. Paga un prezzo alto ma per una vicenda contingente».

 

La vede, insomma, come qualcosa che si avvicina molto a un'ingiustizia. E fonti di FdI raccontano che il presidente del Senato non avrebbe mancato di far notare a Meloni: «Questa tua scelta la pagheremo cara».

 

Frase che non va letta come una minaccia, figurarsi. Piuttosto, con il tono di chi prevede, in questa operazione, costi ben più alti dei benefici.

 

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Tutti hanno ben chiaro che Meloni abbia avviato questo repulisti interno per non offrire al centrosinistra punti deboli da cui farsi attaccare nei prossimi mesi. Ma è difficile, dall'altra parte, non vedere l'opportunismo con cui la premier è passata, di colpo, da un approccio garantista a uno giustizialista.

[…]

 

Così cresce il rischio che Meloni si voglia isolare sempre di più. E che venga percepita lontana persino dai suoi parlamentari. «Di una cosa ora siamo sicuri – confida un giovane deputato di FdI –: se un secondo prima lei ti tiene in grande considerazione, un secondo dopo può gettarti nella polvere».

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