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"MI DICONO CHE ANNI FA SOSTENEVO CHE LE PRIMARIE DEL PD FOSSERO COME IL FESTIVAL DI SANREMO, UNA COSA POCO SERIA, NON MI RICORDO MA MI CI RITROVO..." - MASSIMO D’ALEMA SI SCAGLIA CONTRO I GAZEBO: "MA CHE SENSO HANNO POI, PRIMARIE CHE METTONO CONTRO PARTITI DIVERSI? NON SI PUÒ CADERE COSÌ IN FRETTA NELLA TRAPPOLA DI QUESTA DESTRA…" - LE COCCOLE A SILVIA SALIS: "OGGI C'È UNA SINDACA CHE SI È PRESENTATA ALLA PARTENZA DELLA FLOTILLA CON LA FASCIA TRICOLORE, LO STILE POLITICO GIUSTO PER PARLARE A CHI NON GUARDA PIÙ ALLA POLITICA..."

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Estratto dell’articolo di Matteo Macor per “la Repubblica”  

 

MASSIMO DALEMA CON VLADIMIR PUTIN

Chissà se è un buon segno, che nell'area larga e variegata del campo progressista in cerca di sé stesso inizino ad arrivare le «disponibilità» dei vecchi leoni. Massimo D'Alema parte da Genova per la sua tournée da ex leader diventato scrittore, una lunga serie di presentazioni già organizzate da Feltrinelli in giro per il Paese per la promozione del suo nuovo libro, Eravamo comunisti, e il messaggio è (anche) questo. «La politica è una passione dalla quale non si possono dare le dimissioni, anche senza ruoli si può dare una mano», dice sul palco dei Giardini Luzzati con la sindaca Silvia Salis, l'ex ministro dem Andrea Orlando nel mezzo (…).

MASSIMO DALEMA CON FIDEL CASTRO

 

D'Alema è ancora D'Alema. E il D'Alema fa, pure nel giorno dei nuovi passi avanti nelle prove di coalizione «Mi dicono che anni fa sostenevo che le primarie del Pd fossero come il Festival di Sanremo, una cosa poco seria, non mi ricordo ma mi ci ritrovo».

 

Accolto nella città dell'infanzia, la Genova in cui lui si iscrisse alla Fgci e «oggi c'è una sindaca che si è presentata alla partenza della Flotilla con la fascia tricolore, lo stile politico giusto per parlare a chi non guarda più alla politica» (…).

 

massimo dalema

«Io sono un simpatizzante, ammiro chi dirige oggi il centrosinistra (…) Però io sarei partito in modo differente: parlare di primarie il giorno della vittoria nel referendum è stato un errore di grammatica, un modo per restringere invece che allargare», dice mentre Salis annuisce (…). «Ma che senso hanno poi, primarie che mettono contro partiti diversi? Non si può cadere così in fretta nella trappola di questa destra», l'ultima sentenza.

 

E se con Orlando il vecchio leone pare condividere i pensieri («Leader forti hanno bisogno di gruppi dirigenti forti, organizzazione e respiro internazionale») e pure qualche ricetta («Contro la destra revanscista serve un'alleanza democratica sui valori della Costituzione: il confine non è tra destra e sinistra ma tra una coalizione costituzionale e una destra a vocazione autoritaria»), l'affinità elettiva che non ti aspetti è piuttosto quella tra D'Alema e Salis, anche alla vista figli diversi di due galassie lontane.

MASSIMO DALEMA GIOVANE