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"DA PALAZZO CHIGI E' ARRIVATO L'ORDINE DI SCREDITARMI" - GIUSEPPE CONTE, ASPIRANTE LEADER DEL CAMPO LARGO, ACCUSA MELONI DI VOLERLO “SPUTTANARE” ATTRAVERSO COMMISSIONE COVID. L'OGGETTO DEL CONTENDERE SONO GLI AFFIDAMENTI PER GLI APPALTI DELLE MASCHERINE NEL PIENO DELLA PANDEMIA -PEPPINIELLO SE LA PRENDE CON MARCO LISEI, MELONIANO DI STRETTA OSSERVANZA, PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE: "È STATO LUI STESSO A DEFINIRE UN 'CIRCO MEDIATICO' LA COMMISSIONE CHE PRESIEDE. NON HANNO NEMMENO AVUTO IL CORAGGIO DI ACCERTARE LA GESTIONE SANITARIA DELLE REGIONI” – E SUL CASO DELL’EX “COLLEGA”, L’AVVOCATO LUCA DI DONNA, CONTE DICE CHE...

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Estratto dall'articolo di Francesco Bei per "Repubblica"

 

 

[...] Quando si parla di commissione Covid, Giuseppe Conte perde il suo aplomb. Sono settimane che i giornali di destra lo tirano in ballo per i contratti e gli appalti stipulati durante la pandemia e, per il presidente del M5S, si tratta di una manovra orchestrata a piani alti del governo, che usa la maggioranza e le istituzioni per attaccare i leader dell'opposizione.

Giuseppe Conte4

 

Si parla di contratti milionari per dispositivi cinesi non idonei, come risponde?

«Che dal 2021 ho chiarito decine di volte che non mi sono mai occupato di contratti per l'acquisto di mascherine e respiratori, né di quali imprese o professionisti fossero coinvolti. A differenza di Fratelli d'Italia».

 

È possibile che il suo ex collega avvocato, Luca Di Donna, abbia speso il suo nome per far credere ad alcuni imprenditori che sarebbero stati facilitati in cambio di soldi?

«Leggendo i giornali come tutti, apprendo che da anni è stato indagato dalla procura di Roma e sono stati passati al setaccio tutti i suoi rapporti professionali, senza neppure un rinvio a giudizio».

 

Quali erano i suoi rapporti con Di Donna?

«Per quanto mi riguarda, non ho mai costituito con lui una società e, da quando sono diventato premier, non ho avuto alcun rapporto anche sul piano personale. Non l'ho mai incontrato, né sono mai stato informato sulla sua attività professionale».

 

Come è possibile che lei non si occupasse delle forniture?

Giuseppe Conte2

«Ma scusate, torniamo a quei mesi, con un'Italia in ginocchio e la riorganizzazione di un intero Paese, secondo voi è pensabile che un presidente del Consiglio possa pensare ai contratti delle mascherine? Non l'ho mai fatto, ma a questo punto una domanda la faccio io: siamo sicuri che nessun esponente di vertice di Fratelli d'Italia si sia preoccupato di suggerire o raccomandare imprese o professionisti? Speriamo di poter approfondire questo aspetto in commissione Covid. Ci divertiremo». [...]

 

 

Se è così sicuro, perché non vuole rispondere di queste accuse davanti alla commissione Covid?

Marco Lisei

«Sono anni che ho dato la mia disponibilità a essere audito, solo che a questa disponibilità non è stato dato alcun seguito. Attendo quindi di sapere la data della mia audizione, perché è in corso un gioco sporco che non posso più permettere. Sono vicende che, da un punto di vista giudiziario, si sono tutte tradotte in un nulla di fatto e che non mi hanno mai nemmeno sfiorato. Eppure FdI continua ad alimentare questo fango diffamatorio».

 

Ce l'ha con il presidente della commissione, Marco Lisei?

«È stato lui stesso a definire un "circo mediatico" la commissione che presiede. Non hanno nemmeno avuto il coraggio di accertare la gestione sanitaria delle regioni, che sono escluse dal perimetro d'indagine. Senza nessuna delega, all'insaputa di tutti i componenti d'opposizione, hanno escusso testimoni in commissariati di polizia: un vero obbrobrio giuridico, che dimostra l'incultura istituzionale di questa destra, che usa le istituzioni e i suoi giornali per attaccare i leader delle opposizioni».

 

Dopo la crisi con Trump, Giorgia Meloni ha dato indicazione ai ministri di non disertare la festa per il 4 luglio a villa Taverna. Lei ci andrà?

«Se deciderò di andarci sarà in omaggio all'amicizia tra il popolo italiano e quello americano, visto che è la festa più importante degli Stati Uniti. Ma non certo per le uscite inaccettabili del presidente Trump nei confronti dei nostri vertici istituzionali».

matteo renzi otto e mezzo 3

 

Lei è stato a lungo indicato come un sostenitore delle primarie per la scelta del candidato premier. Poi di recente è sembrato fare un passo indietro a favore del metodo usato per le regionali, ovvero una candidatura concordata al tavolo della coalizione. Ha cambiato idea?

«Chi si oppone alle primarie oggi invoca, come unico criterio alternativo, quello del leader del partito che prende più voti. Ho solo voluto ricordare che ci sono anche altri criteri che abbiamo già sperimentato con successo».

 

Non ha ripensamenti sulle primarie?

«No di certo. Per me rimangono ben in evidenza sul tavolo».

 

C'è molto affollamento di liste al centro. Dario Franceschini su Repubblica ha invitato i protagonisti a federarsi, suggerendo come leader la sindaca di Genova. Anche per lei sarebbe meglio una aggregazione?

«Una semplificazione mi sembra opportuna, ma mi pare che stia già avvenendo».

 

Renzi dentro o fuori?

«Prima il programma, poi parleremo anche del resto». [...]

Giuseppe Conte3Giuseppe Conte1giuseppe conteElly Schlein e Giuseppe Conte