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DAGOREPORT – SE ELLY SCHLEIN SPADRONEGGIA NEL PD E’ ANCHE PERCHE’ CHI POTREBBE CONTRASTARLA, PERCHE’ NON CONDIVIDE LE SUE IDEE, EVITA DI ESPORSI (PER PARACULISMO O CONVENIENZA) – DAI MAGGIORENTI DEM (FRANCESCHINI, ZINGARETTI, ORLANDO, SPERANZA) AI GOVERNATORI FURBACCHIONI (DECARO, DE PASCALE); DAI SINDACI CACADUBBI (GUALTIERI) A QUELLI CHE SI SONO ALLINEATI (BEPPE SALA) FINO AI “PADRI NOBILI” (VELTRONI, BERSANI, GENTILONI) CHE SOGNANO IL QUIRINALE, IN CASO DI VITTORIA DEL “CAMPO LARGO” – EPPURE, PER I SONDAGGI, SI PROFILA UNA SOLENNE BATOSTA PER ELLY - E SE COSI’ FOSSE, GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA SAPREBBERO CON QUALI “IMBOSCATI” PRENDERSELA…

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elly schlein -assemblea del pd -foto lapresse

Il Pd, il partito degli imboscati. Nonostante i sondaggi che danno i dem impantanati al 20% e Elly Schlein perdente alle primarie contro Giuseppe Conte, al Nazareno tutto tace.

 

Elly, ormai in delirio d’ambizione sfrenata, non vuole saperne di fare un passo indietro: si sente già a Palazzo Chigi e passerebbe sul cadavere dello stesso Pd se fosse necessario ad arrivare all’obiettivo. La posta in gioco è altissima.

 

La Ducetta del Nazareno non ha compreso la delicatezza della partita che sta giocando: se perdesse le Politiche, lasciando a Giorgia Meloni anche il Quirinale, non solo la sua carriera politica sarebbe finita (e con la sua, anche quella del suo “cerchio magico”) ma rischia di diventare l’esecutrice testamentaria del Partito democratico, che a quel punto esploderebbe.

 

LA GALASSIA DELLE CORRENTI DEL PD

Motivi di preoccupazione ce ne sarebbero a iosa, tra i sostenitori, i “Padri nobili” e i maggiorenti del Pd. Eppure, nessuno si muove. I capataz dem fanno buon viso a cattivo gioco davanti alle scelte della segretaria. Pubblicamente la sostengono ma nei conciliaboli privati ne parlano malissimo. Una marea di pavidi incapaci di una sfida a viso aperto a Elly. Privi di “perpendicoli”, come direbbe De Luca, alla fine si nascondono.

 

La tre giorni di Montepulciano organizzata dal Correntone dem Franceschini-Orlando-Speranza è stata l’apoteosi degli imboscati, dei furbacchioni, che tra una puntura di spillo e l’altra si sono poi inginocchiati al grido di “volemose bene” e di “Elly, ricordati degli amici”.

 

DARIO FRANCESCHINI - ELLY SCHLEIN

Alla kermesse hanno partecipato diverse anime del partito tra cui la sindaca di Firenze Sara Funaro, il governatore della Toscana Eugenio Giani e il violinista Dario Nardella. Avvistati anche i lettiani Anna Ascani e Marco Meloni (mentre Enrichetto Letta, a cui dobbiamo il “capolavoro” di aver issato Elly alla guida del partito, è affaccendato all’estero).

 

Dario Franceschini, che di Elly è stato il demiurgo, in una intervista a “la Repubblica” ha provato ad ipotizzare uno schema diverso da quello delineato da Schlein con primarie a inizio febbraio e una gara a due, con un turno unico (proposta già stroncata da Conte: “Se le primarie devono essere la forma più democratica, posso essere io a dire che dobbiamo essere solo due candidati?”).

 

elly schlein - assemblea pd

Anche Andrea Orlando ha provato un debolissimo distinguo sulle primarie (“Possono essere un momento di frizione e di rottura”). Ma poi è arrivata la segretaria e tutti i mal di pancia sono miracolosamente scomparsi in favore del solito unanimismo di facciata.

 

Il sottotesto su Elly Schlein è che resta un candidato debolissimo per affrontare Giorgia Meloni, ma ai dem interessa solo essere ricandidati alle politiche o strappare un posticino nella futura compagine di governo: la battaglia è tutta sulle liste elettorali, che saranno decise dalla segretaria.

 

zingaretti schlein

Lo sa benissimo il “re degli imboscati” Nicola Zingaretti, anche lui presente a Montepulciano, che insegue l’obiettivo della vicepresidenza del Parlamento europeo e per convenienza e quieto vivere si limita a pigolare ovvietà che non disturbano la manovratrice Elly.

 

Tra gli inabissati ci sono anche i governatori di Puglia e Emilia Romagna, Antonio Decaro e Michele De Pascale. Entrambi sono in una posizione win-win: se il centrosinistra vince, possono passare all’incasso con un posto da ministro, se perde diventano i principali candidati al dopo Schlein (se ci sarà ancora il Pd).

 

ANDREA ORLANDO - ELLY SCHLEIN - MEME BY EDOARDO BARALDI

Il presidente della Regione Puglia, forte delle 500 mila preferenze, se ne sta lì in una posizione di attesa così come il governatore della Regione Emilia-Romagna (la regione di Elly) che, a parte qualche frecciata sulla sicurezza recapitata dalle colonne del Foglio alla segretaria, preferisce una navigazione tranquilla nel solco del suo predecessore Stefano Bonaccini. Il pelatone col risvoltino, da sfidante di Elly alle primarie, è diventato cavalier servente della Ducetta del Nazareno, di cui vidima ormai qualsiasi scelta.

 

elly schlein capelli lunghi

Anche il “partito dei sindaci”, che una volta rappresentava la cantera dei candidati dem a Palazzo Chigi, langue. Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, dagli Stati generali di Progetto Civico Italia di Alessandro Onorato, allontana le voci secondo cui il suo possa essere il terzo nome dopo Conte e Schlein per la guida del Campo Largo: “Voglio fare il sindaco e sono impegnato in una rielezione che sia anche un'occasione per proseguire la trasformazione di Roma”.

 

Il primo cittadino di Napoli, l’incolore Gaetano Manfredi, che non è neanche del Pd, resta a bagnomaria come carta coperta di Conte per il ruolo di eventuale federatore del “Campo largo”. Il prezzo del silenzio del sindaco uscente di Milano, Beppe Sala, sarà ripagato da Schlein con un seggio sicuro al Senato (il motto “tengo famiglia” resta punto di riferimento fortissimo anche per i dem milanesi).

 

andrea orlando elly schlein

E i padri nobili del Pd cosa dicono? A parte il grillo parlante Romano Prodi, che non si è risparmiato nell’indicare a Schlein la via (il “Mortadella” a palazzo Chigi ci è andato due volte e sa come si vincono le elezioni), gli altri giocano la loro partita con vista Quirinale: da Veltroni a Casini passando per Gentiloni e lo stesso Bersani. Potrebbero intervenire pesantemente sul destino del Pd e invece lasciano che la barca vada (a schiantarsi).

 

Per questo, misurano le parole, evitano di entrare in rotta di collisione con la segretaria, cincischiano tra un’ospitata tv, un articolessa sui quotidiani e la presentazione del solito saggio.

giuseppe conte e roberto speranza

 

In questa palude di pavidità, opportunismo, paraculismo vario, Elly spadroneggia: approfitta dell’assenza di qualsiasi contraddittorio interno per imporre la sua candidatura a leader della coalizione anti-Meloni, per affermare i suoi diktat, per obbligare il Pd a una torsione ideologica perdente (dire che “al centro non si vince” è una falsità che può diventare “verbo” solo per una sinistrella da centro sociale).

 

Davanti a tutti questi “imboscati”, ovvero persone che potrebbero agire e non lo fanno per paraculismo o convenienza, gli elettori del Pd e del centrosinistra prendano nota: se alle politiche arrivasse una super batosta, la lista dei responsabili dello scatafascio sarà lunga.

PIERLUIGI BERSANI ELLY SCHLEIN

beppe sala foto lapresse

STEFANO BONACCINI - MICHELE DE PASCALE

francesco totti e roberto gualtieri foto mezzelani gmt 029roberto gualtieri

nicola zingaretti elly schlein al monk 3

nicola zingaretti elly schlein

roberto speranza foto di bacco (3)

antonio decaro - video in difesa di chi porta il cibo da casa negli stabilimentimanfredi decaroDECARO SALISMICHELE DE PASCALE - STEFANO BONACCINI

paolo gentiloni elly schleinelly schlein paolo gentiloni

PIERLUIGI BERSANI ELLY SCHLEIN PASQUALE TRIDICO

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