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DAI MIGRANTI AI CPR, GIORGIA MELONI E’ IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE! - A CAUSA DELLA SITUAZIONE DEI MIGRANTI A CEUTA, IL MINISTRO DELL’INTERNO PIANTEDOSI PROROGA DI 15 GIORNI LO STOP A SCHENGEN CON MADRID, CHE FA SUBITO ALTRETTANTO. SI TRATTA DELLA TERZA PROROGA DECISA DAL VIMINALE – POLEMICA SUI NUOVI CPR (CENTRI PER IL RIMPATRIO), PIANTEDOSI NE VUOLE SEI (DUE IN TRENTINO ALTO ADIGE, UNO IN CALABRIA, CAMPANIA, EMILIA ROMAGNA E TOSCANA). MA LE AMMINISTRAZIONI LOCALI IN CAMPANIA, EMILIA-ROMAGNA E TOSCANA, TUTTE GOVERNATE DAL CENTROSINISTRA, NON LI VOGLIONO – IL GOVERNATORE GIANI: “ENNESIMA INIZIATIVA ELETTORALE DEL GOVERNO…”
Restano in vigore i controlli alle frontiere con la Spagna. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha deciso di prorogare per altri 15 giorni le verifiche alle frontiere aeree e marittime, dopo aver sentito il Comitato di analisi per l'immigrazione e la sicurezza delle frontiere, riunitosi questa mattina.
Alla base della decisione vi sono l'attuale situazione nell'exclave spagnola di Ceuta e, in particolare, il permanere delle criticità già riscontrate. Il provvedimento è stato comunicato alla Commissione europea e ai ministri dell'Interno degli altri Stati membri dell'Unione europea. Lo si apprende dal Viminale.
Si tratta della terza proroga decisa dal ministero degli interni italiano dopo l'esplosione dell'emergenza nell'exclave spagnola in territorio marocchino. Fino a oggi Madrid aveva risposto adottando misure simmetriche nei confronti dell'Italia.
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PIANTEDOSI
Alessandra Ziniti per repubblica.it - Estratti
Avanti tutta con i Cpr, annuncia Matteo Piantedosi al question time alla Camera, deciso a chiudere il 2026 con la cifra record di 10.000 rimpatri, al momento fermi ancora a 6.500. Sei i nuovi centri per il rimpatrio per il quale il Viminale ha già avviato l’iter per la realizzazione: due in Trentino Alto Adige, uno ciascuno in Calabria, Campania, Emilia-Romagna e Toscana.
Che andrebbero ad aggiungersi ai dieci già attivi sul territorio italiano e a quello in Albania. Più altri 106 posti da recuperare subito nei centri già attivi in Sicilia, Sardegna e Lazio.
Peccato che, almeno in Campania, Emilia-Romagna e Toscana, le amministrazioni locali non abbiano affatto dato l’ok alla realizzazione dei centri e anzi vi siano forti polemiche e spinte decisamente contrarie.
E infatti l’annuncio di Piantedosi ha fatto immediatamente rialzare la tensione. Immediata la replica del segretario dem della Toscana Emiliano Fossi: «È l’ennesimo atto di propaganda sulla pelle dei territori e dei diritti umani. Lo diciamo con assoluta fermezza: la Toscana non si piegherà alle forzature del governo Meloni e non diventerà il deposito a cielo aperto delle politiche fallimentari della destra».
Matteo Piantedosi Giorgia Meloni
Anche il presidente della Regione Eugenio Giani fa sentire la sua voce: «Ennesima iniziativa elettorale, dopo il bollo, dopo l’esclusione dei bambini stranieri dalle scuole, ora la volontà di forzare sui Cpr che sono un elemento di attrazione di situazioni di disagio assolutamente inefficaci per le procedure di rimpatrio. In Toscana faremo di tutto, nel rispetto delle leggi, perché vengano impediti questi stati di detenzione impropria».
Parole che scatenano il responsabile dell’Organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli. «Il governo annuncia il via alla realizzazione di nuovi Cpr in sei regioni. I governatori di sinistra, come Giani in Toscana, non fermano la volontà del governo di garantire legalità e sicurezza per i cittadini. Grazie a Matteo Piantedosi per la determinazione».
Il ministro dell’Interno non ha ufficializzato i luoghi prescelti, ma secondo le ultime ipotesi discusse con le amministrazioni locali i nuovi centri dovrebbero sorgere a Castel Volturno in Campania, a Bologna nell’ex Cie o nella caserma Gamberini di Ozzano, Ad Aulla in Toscana, a Crotone in Calabria, a Trento e Bolzano in Trentino Alto Adige.
pedro sanchez giorgia meloni
migranti cpr
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