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"DALLE PRIMARIE AL PROGRAMMA FINO ALL’UCRAINA, NEL CENTROSINISTRA NON SANNO CHE PESCI PRENDERE" – FOLLI INVITA SCHLEIN E CONTE A NON DISPERDERE IL CONTRIBUTO RIFORMISTA: “A ORVIETO, AL CONVEGNO DEI LIBERALDEMOCRATICI DELL'ASSOCIAZIONE LIBERTÀ EGUALE SI SONO VISTE FIGURE COME ENRICO MORANDO, GRAZIANO DELRIO, PEPPINO CALDERISI, FRANCO DEBENEDETTI, UMBERTO RANIERI, GIORGIO TONINI E STEFANO CECCANTI CHE NEL CHIUDERE LE DUE GIORNATE DI STUDIO, HA AFFERMATO CHE LA SOLIDARIETÀ ALL'UCRAINA DEVE ESSERE LA BASE IRRINUNCIABILE ANCHE DEL PROSSIMO ESECUTIVO. SAREBBE UN ERRORE IGNORARE QUESTI CONTRIBUTI O RIDURLI A UNA MERA RICERCA DI BUONE CANDIDATURE. VALE LA PENA CHE AL VERTICE DEL CENTROSINISTRA QUALCUNO ESCA DALLA TORRE D'AVORIO…”

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Stefano Folli per “la Repubblica” - Estratti

 

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CONTE SCHLEIN

Sull'altro fronte, nel centrosinistra, si procede con estrema lentezza. Vuol dire essere prudenti, dice qualcuno. 

 

No, è che non sanno che pesci prendere, ribattono i malevoli. 

 

Comunque sia, è ancora tutto da stabilire. Sul programma, una trattativa abbastanza misteriosa destinata a risolversi in una serie di impegni generici. 

 

nicola fratoianni elly schlein daniela preziosi giuseppe conte angelo bonelli (2)

Probabilmente anche sull'Ucraina. E soprattutto in merito al problema decisivo: chi guiderà l'alleanza, sempre che un'alleanza ci sia. Inutile tornare su cose già scritte, anche perché non ci sono novità significative negli ultimi giorni. O meglio, qualcosa si è mosso, pur non attirando — salvo eccezioni — l'attenzione dei giornali. Eppure l'annuale convegno a Orvieto dell'associazione Libertà Eguale è uno degli scarsi luoghi dove si riflette senza retorica sulla possibile alternativa all'esecutivo Meloni: politica estera, economia, istituzioni.

 

Ed è lì che nasce qualche idea in tal senso, meglio della solita guerra di slogan. O di annunci stentorei che spesso nascondono la fragilità di un progetto per l'Italia. Si è detto che la legge di bilancio di Meloni e Giorgetti è priva di una visione chiara circa il futuro del Paese. Una critica legittima. Ma lo stesso punto di debolezza si riscontra a sinistra. E per una forza di opposizione, il problema è persino più serio. 

 

CECCANTI

Stefano Ceccanti, nel chiudere le due giornate di studio, ha affermato che la solidarietà all'Ucraina, una solidarietà non solo declamatoria, deve essere la base irrinunciabile anche del prossimo esecutivo. «Un conto è battersi per arrivare alla pace; tutt'altro conto è voler essere lasciati in pace»: in questa distinzione c'è tutta l'essenza della liberaldemocrazia, posta di fronte all'aggressività dell'autocrate. Vale per l'Ucraina e non solo.

 

A Orvieto si sono viste figure che da anni animano il dibattito "riformista": Enrico Morando, Graziano Delrio, Peppino Calderisi, Franco Debenedetti, Umberto Ranieri, Giorgio Tonini, per citarne solo alcuni. Sarebbe un errore ignorare questi contributi o ridurli a una mera ricerca di buone candidature. Vale la pena che al vertice del centrosinistra qualcuno esca dalla torre d'avorio. 

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