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“CARI RAGAZZI, DIFFIDATE DAI RICCHI E DA CHI PRETENDE DI SPIEGARE AI POVERI COME FARE LA RIVOLUZIONE” - IL RAPPER 57ENNE FRANKIE HI-NRG MC INTERVIENE SUL “DISSING” TRA MARRACASH E FEDEZ IN MERITO ALLE DEVASTAZIONI DEI MARANZELLI NEL CENTRO DI MILANO, INFILZANDO IL CREATORE DI “PULP PODCAST”: “LA PARTE MIGLIORE DEL DISCORSO DI FEDEZ È LA PREMESSA: ‘DIFFIDATE DAI RICCHI’. LUI STA RICOPRENDO PROPRIO QUEL RUOLO: DIFFIDIAMO ANCHE DI LUI” - LA TIRATA D’ORECCHIE A MARRACASH: “‘CON LE BUONE NON CAMBI LE COSE’  È UNA SEMPLIFICAZIONE CHE SI PRESTA A STRUMENTALIZZAZIONI. IL LIVELLO DELLO SCONTRO POTREBBE ALZARSI” - DA PAKY A BABY GANG: I RAPPER CHE DANNO VOCE ALLE NUOVE GENERAZIONI CHE VIVONO NEI QUARTIERI E SI SENTONO ESCLUSE DALLA SOCIETA' - VIDEO 

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1. FRANKIE HI-NRG MC: “CARI RAGAZZI DIFFIDATE ANCHE DI NOI ARTISTI”

Estratto dall’articolo di Patrizio Ruviglioni per "la Repubbica"

 

frankie hi nrg mc

Critico quando serve, appassionato, pronto a fare da scudo alle critiche a buon mercato che puntualmente colpiscono il rap. «Chi dice che è musica senza contenuti o che inneggia alla violenza, non lo ascolta». Parola di Frankie hi-nrg mc, all'anagrafe Francesco Di Gesù, 57enne rapper torinese nell'Olimpo del genere fin dagli anni 90 con Quelli che benpensano. 

 

Dopo gli scontri di Milano e le prese di posizione di vari colleghi, Marracash su tutti («Con le buone non cambi le cose»), che invitano a riflettere sulle ragioni alla base delle violenze, è arrivata la risposta fuori dal coro di Fedez [...]. 

 

Lei che ne pensa?

«La parte migliore del discorso di Fedez è la premessa: "Diffidate dai ricchi". È la vecchia dinamica del barone che pretende di spiegare ai poveri come fare la rivoluzione. Diffidiamo. E Fedez, mi permetta, sta ricoprendo proprio quel ruolo: diffidiamo anche di lui».

 

fedez alla leopolda 2026

Che ne pensa, invece, di ciò che ha scritto Marracash?

«"Con le buone non cambi le cose" è una semplificazione che si presta a strumentalizzazioni, com'è successo. Io la leggo diversamente: in piazza ci sono centinaia di migliaia di persone motivate, che non ne possono più di questa vita. Bisogna stare attenti a reprimerle ancora o, peggio, a ignorarle, perché il livello dello scontro potrebbe alzarsi. Vanno prese sul serio».

 

Qual è, per lei, il problema più urgente?

marracash

«La privatizzazione di tutto, l'aumento del costo della vita e, per i ragazzi, la mancanza di prospettive. Questa è la prima generazione che cresce in una situazione economica peggiore di quella dei genitori.

 

La violenza — che non giustifico, ma di cui bisogna capire le cause — è solo una parte, marginale, del discorso. I saccheggi sono una reazione diversa alle enormi disuguaglianze accumulate in questi anni».

 

Il rap può incitare alla violenza?

«Chi lo sostiene, così come chi dice che il rap non parla di niente, ascolta quello sbagliato. Basta sentire un Kid Yugi o un Fresh Mula, due artisti che appassionano i giovanissimi. I temi sociali stanno tornando nelle canzoni anche grazie alla spinta del pubblico».

 

E l'ostentazione del lusso?

«Il problema non è il rap, ma la società stessa. Una realtà in cui il valore di una persona si misura da ciò che possiede porta inevitabilmente a questo. La musica ne è una conseguenza, non la causa». [...]

 

Quelli che benpensano, il giorno dopo gli scontri, che cosa hanno fatto?

frankie hi nrg mc

«Si sono indignati per le vetrine, poi hanno ripreso a speculare e a fare campagna elettorale su tutto questo».

 

2. I RAPPER IN DIFESA DEI RAGAZZI SCESI IN STRADA “VIOLENZA È CIÒ CHE TOGLIE DIGNITÀ ALLE PERSONE”

Estratto dall’articolo di Alice Castagneri per "la Stampa"

 

È finita la pace, proprio come rappa Marracash nel suo ultimo disco. E guardando le vetrine sfondate e i negozi distrutti a Milano, è esattamente così. «Con le buone non cambi le cose. Condanno la violenza, ma facciamoci delle domande», scrive il rapper della Barona sui social dopo gli scontri in centro. [...]

 

E mentre Ghali invita a «concentrarsi su chi manifesta pacificamente», Fedez lancia stoccate a lui e Marra: «Sento dire che è giusto sfondare le vetrine da qualcuno che, alla Prima della Scala, si è fatto fotografare con Sala. Ragazzi, siete pedine di un gioco. Dentro le vetrine distrutte ci sono gli artisti che vi sostengono». 

 

 

[...] Le rime danno voce a una generazione che si sente esclusa e un sistema che sembra accorgersi della sua esistenza solo quando le strade s'infiammano. Da un lato il desiderio di riscatto, il «cash», la possibilità di uscire dal quartiere.

 

Dall'altro il punto di partenza: le famiglie che affogano tra le spese, i lavori precari, la sensazione che non ci sia altro che una panchina davanti a un parchetto. In Perif, Neima Ezza descrive la vita nelle case popolari: una quotidianità con genitori senza soldi, stanze troppo strette e scarse possibilità di cambiare la propria condizione. 

 

 

«Sto posto non l'abbiamo scelto», rappa, sottolineando quanto sia difficile trovare una via di fuga. Il denaro, nei brani, non è solo un simbolo di «quelli che ce l'hanno fatta», è anche ciò che manca quando arriva una bolletta e quando il lavoro non basta.

 

Artie 5ive lo ricorda con parole brutali, criticando chi si indigna per i disagi provocati dalle manifestazioni: «Il problema sono le 100 persone incappucciate e non il fatto che un litro di latte costa 1.60€». [...]

 

In Ricco e Paura di Baby Gang, la voglia di riscatto si accompagna al racconto di un'infanzia difficile e di istituzioni percepite come lontane.

 

In Un altro inferno, Paky esplora l'abisso della periferia da cui è difficile emanciparsi. La rabbia prende vita da una frustrazione confusa, dalla percezione di un'ingiustizia, ma 22simba avverte: «Ricordate per cosa lottiamo. Noi non siamo loro»

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