integrazione europea ursula von der leyen

DIS-INTEGRAZIONE EUROPEA? - NEI PROSSIMI MESI SI VOTERÀ IN FRANCIA, SPAGNA, ITALIA E POLONIA, TUTTI PAESI IN CUI CI SONO BUONE PROBABILITÀ CHE LA DESTRA EUROSCETTICA PRENDA UN SACCO DI VOTI, CON PESANTI RIPERCUSSIONI SUGLI EQUILIBRI POLITICI DELLE ISTITUZIONI COMUNITARIE - AL PARLAMENTO EUROPEO I POPOLARI POTREBBERO FINIRE PER “RINCORRERE” SEMPRE DI PIÙ L’ULTRADESTRA - LA POSSIBILE “UNIONE DELLE DESTRE” AL CONSIGLIO EUROPEO, DOVE SIEDONO CAPI DI STATO E DI GOVERNO…

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Estratto dall’articolo di Mario Giro per “Domani”

 

sede commissione europea

In Europa il prossimo ciclo elettorale si svolgerà con otto appuntamenti, di cui quattro in importanti paesi (Francia, Spagna, Italia e Polonia) e altri quattro in stati più piccoli ma non meno significativi (Grecia, Finlandia, Slovacchia ed Estonia).

 

[...] Nathalie Tocci ha sostenuto, con molte buone ragioni, che questa fase è in grado di «disfare l’integrazione europea»: le destre estreme euroscettiche sono in vantaggio e la loro unione con i popolari è quasi certa, complice il doppio gioco del Ppe al Parlamento europeo che utilizza un’ambigua politica dei due forni. 

 

PARLAMENTO EUROPEO

[...] Se fino a qualche anno fa erano Commissione e soprattutto Parlamento a spingere verso un’accelerazione del processo di unificazione europea e il Consiglio a frenare, ora la condizione si è ribaltata: i progressi – quando ci sono – avvengono su impulso del Consiglio grazie agli accordi tra capi di stato e di governo.

 

Al contrario la Commissione e in particolare il Parlamento rallentano o bloccano quasi ogni iniziativa, grazie all’accordo (sempre smentito) tra Ppe e i vari gruppi delle destre estreme.

Alberto Nunez Feijoo Santiago abascal

 

Questi ultimi si sono rafforzati e l’Italia vi è ben presente: Ecr (Conservatori e riformisti) dove c’è Fratelli d’Italia; i Patrioti con la Lega ed Esn (Europa delle nazioni sovrane) dove siede Roberto Vannacci. Tale doppio gioco dei popolari europei prefigura “l’unione delle destre” che potrebbe realizzarsi con i voti nazionali, rendendo il Consiglio europeo monocolore.

 

Tutto dipende da come si esprimeranno gli europei. Su quali priorità si deciderà il loro orientamento? Innanzi tutto sulla minaccia di guerra con la Russia: malgrado un’intensa propaganda allarmistica, gli europei resistono all’ipotesi di uno scontro armato con Mosca. Tale sentimento è interpretato meglio dalle destre estreme (talune anche filo-russe, ma non tutte) e dalla sinistra radicale. [...]

roberto vannacci

 

Poi ci sono i temi sociali, in particolare la casa come si vede in Spagna. Sfratti e accaparramento degli immobili da parte dei fondi di investimento, fanno salire la rabbia. 

 

Prezzi folli e alloggi vuoti scandalizzano tutti gli europei. Qui la sinistra democratica dovrebbe fare una proposta forte che nessuna destra può permettersi. Segue la questione della sanità e della scuola.

 

Le agitazioni francesi dimostrano che i giovani, oltre le carenze materiali, non si fidano soprattutto dell’algoritmo (Parcoursup) che determina il loro corso di studi. Tale diffidenza si allarga a tutta la società oltre ogni diversità sociale: la contrarietà sulla pretesa dell’Ia e degli algoritmi di condizionarci la vita è totale. [...]

 

MARINE LE PEN

C’è poi il caso anziani: un continente invecchiato è molto sensibile a pensioni e terza età. Le troppe morti del Covid sono indelebili nella memoria collettiva. Stangare i pensionati significa impoverire il ceto medio europeo: anche le destre europee l’hanno ormai capito. 

 

In Italia c’è un problema in più: l’inesistenza del salario minimo e il netto rifiuto di aumentare i salari. Ciò dovrebbe avvantaggiare il campo largo se solo desse agli italiani un senso di compattezza, rassicurando invece di litigare, mentre l’attuale maggioranza almeno è stata longeva e unita, garantendo ai mercati un’apprezzata stabilità e contribuendo a diminuire il nostro servizio del debito. [...]

ALBERTO NUNEZ FEIJOO - SANTIAGO ABASCAL Marine Le Pen 31roberto vannacci al parlamento europeo 2 ursula von der leyen discorso stato dell'unione 2sede commissione europea