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LE DISEGUAGLIANZE, LE RENDITE DI POSIZIONE, IL FAMILISMO: L’ITALIA È UN PAESE FINITO – I PATRIMONI FINANZIARI E IMMOBILIARI NELLE MANI DEL 5% PIÙ RICCO DELLE FAMIGLIE ITALIANE È SALITA, NEGLI ULTIMI QUINDICI ANNI, DA MENO DEL 40% A PIÙ DELLA METÀ DELLA RICCHEZZA TOTALE – L’ITALIA HA ALTRI PUNTI DI FORZA, SI DIRÀ, COME IL RISPARMIO. NON È PIÙ VERO NEMMENO QUELLO: SIAMO L’ULTIMO PAESE IN UE PER INCREMENTO DEI VOLUMI DI PATRIMONIO – FEDERICO FUBINI: “I GIOVANI IN PIAZZA NON LEGGONO TUTTO QUESTO IN MODO ANALITICO. MA CAPISCONO CHE QUALCOSA NON QUADRA, QUALCOSA NON FUNZIONA NELL'INTERESSE DEL LORO FUTURO. C’È DA STUPIRSI CHE ABBIANO ATTESO COSÌ TANTO…”

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Da “Whatever it takes”, la newsletter di Federico Fubini per il “Corriere della Sera”

 

minorenni e maranza saccheggiano negozio decathlon a milano 11 foto lapresse

[...] Anche un anno fa le piazze in Italia erano piene di collera, in quel caso durante le manifestazioni per Gaza.

 

Allora in questo spazio scrissi che tanti cittadini manifestavano sì per i palestinesi, ma in qualche modo si stavano anche identificando con loro come vittime; non vittime della guerra, ovviamente, ma nel caso dell'Italia di una condizione economica sempre più difficile: i salari e gli stipendi che faticano ad arrivare alla fine del mese, la mobilità sociale invisibile, mentre le grandi società in settori a concorrenza limitata e spesso collegati alla politica mantenevano a spese della popolazione prezzi e profitti elevati in modo anomalo.

 

percentuale della ricchezza netta delle famiglie piu ricche

[…] Mi chiedevo in ottobre 2025 «se Gaza non sia oggi per l’Italia ciò che i gilet gialli furono per la Francia: una preoccupazione genuina e legittima sì, ma anche l’esplosione spontanea di un malessere più profondo che non andrà via tanto presto».

 

E concludevo: «L’Italia sta diventando un posto più diseguale, anche per il potere delle società in rete pubbliche e private di dettare le condizioni commerciali ai clienti.

 

I sindacati, le opposizioni, i partiti e il governo stesso non sembrano volere o saper capire e reagire. Intanto la lava della pressione sociale sobbolle giusto sotto la superficie. Oggi ha preso la direzione dei cortei per Gaza. Domani, chissà».

 

milano vandalizzata e saccheggiata manifestazioni e proteste contro il caro vita 27 foto lapresse

Quel domani, eccolo: ben oltre centomila giovani nelle strade, in gran parte senza alcuna azione violenta, questa volta pongono domande serie sulla loro condizione e il loro futuro.

 

I devastatori e i saccheggiatori stanno cercando in perfetta malafede di far sparire la loro voce. Ma la maggioranza di ragazzi che è sfilata civilmente nelle strade italiane una voce ce l’ha. E non è giusto che il caos perseguito dalla minoranza violenta la soffochi.

 

First Cisl il mese scorso ha pubblicato lo studio più approfondito che io conosca sulle diseguaglianze patrimoniali in Italia, su dati di Eurostat e della Banca centrale europea. Qui sotto uno dei grafici.

 

[…] Parla da solo. La quota di patrimoni finanziari e immobiliari nelle mani del 5% più ricco delle famiglie italiane è salita, negli ultimi quindici anni, da meno del 40% a più della metà della ricchezza totale.

incremento volumi del patrimonio finanziario

 

Oggi va molto oltre la quota detenuta dal 90% meno ricco, scesa questa dal 48% a meno del 40% del totale. In questo quindicennio si è così compiuto un sorpasso; lo slittamento verso un nuovo equilibrio che probabilmente non ha precedenti in Italia dall’epoca del miracolo economico, quando milioni di famiglie trasformarono la loro condizione migrando dalle campagne alle città.

 

Per la prima volta da chissà quanti decenni invece oggi una persona ogni venti, da sola, ha più della stragrande maggioranza dei suoi concittadini.

 

[…] È un livello di concentrazione della ricchezza negli strati più elevati della società non molto inferiore a quello, parossistico, degli Stati Uniti. Senza il dinamismo degli Stati Uniti.

 

Giorgia Meloni Giancarlo Giorgetti

Lì mancano dati pubblici comparabili sulla quota del 5% dei più ricchi. Ma la quota del «top 10%» dei più facoltosi, stimata in America al 68% in questo studio pubblicato da tre economisti dell'Università di Princeton, non è lontana da 60,6% dell'Italia. Tra l’altro l’Italia oggi è ai massimi in Europa con Lettonia e Austria - ma molto sopra tutte le altre economie di dimensioni sostanziali - per il grado di concentrazione della ricchezza in mano al 5% dei più ricchi.

 

Non ci eravamo mai pensati così. Continuavamo istintivamente a vedere l’Italia come un Paese imperniato su un vasto ceto medio. In questo i politici sono più avanti di noi commentatori: hanno capito da un pezzo che la vecchia immagine della società oggi è meno realistica, che la polarizzazione fra i ceti è ormai la nuova normalità; quindi loro non coltivano il centro, ma propongono messaggi che coalizzino e motivino queste estreme.

 

confronto tra paesi dell incremento volumi del patrimonio finanziario

Non fermeranno così la deriva nel tessuto sociale ma stanno sul mercato del consenso. Hanno capito che la progressione della diseguaglianza patrimoniale negli ultimi 15 anni - e soprattutto dal Covid in avanti - ci mette fra i sistemi socialmente più squilibrati. Aggiustano solo la loro offerta alla realtà.

 

[…]

 

Non hanno però forse capito in pieno, i nostri politici, un altro aspetto collegato al primo: l’Italia ha altri punti di forza, ma sta perdendo questo. Abbiamo sempre visto nella nostra capacità di generare risparmio una virtù civica diffusa in grado di sostenere l’intera economia (e il debito pubblico) nei momenti difficili. Ma ammesso che fosse davvero e solo virtù, essa oggi è erosa.

 

Italiani in poverta 5

Il grafico sopra, sempre dallo studio First Cisl su dati di Bce ed Eurostat, mostra che l’incremento dei volumi del patrimonio finanziario e immobiliare delle famiglie in Italia nell’ultimo decennio è il più basso nell’area euro; anzi non è incremento, ma stagnazione netta quando si tiene conto dell’inflazione cumulata nel decennio (pari circa all’aumento del valore nominale dei patrimoni).

 

Una delle ragioni principali, naturalmente, resta la demografia avversa. A causa della minore domanda di case, il valore complessivo delle abitazioni in media nazionale dal 2015 è sceso in termini reali; e quasi tutti i ceti del Paese - meno uno, vedremo tra poco - hanno la vasta maggioranza della loro ricchezza familiare legata alle abitazioni.

 

milano, vetrine sfondate e negozi vandalizzate 13 foto lapresse

Il problema è che l’Italia già dallo scorso decennio sta perdendo il 2% di domanda di case ogni cinque anni, a causa del declino demografico; e queste sono contraddizioni che prima o poi raggiungono l’intera economia, in molti modi. Uno di questi è che ormai abbiamo una ricchezza netta per persona, a 192 mila euro come si vede nel grafico sotto, inferiore alla media dell’area euro (oltre a un tasso di nuovo risparmio anch’esso nettamente sotto alla media europea).

 

[…]

 

Ma, appunto, va così per quasi tutti. Non per tutti. C’è un dieci per cento della società italiana che non ha la gran parte dei propri patrimoni familiari legati alle case, perché per quasi tre quarti sono investiti in azioni, obbligazioni e per lo più altre attività finanziarie. Questo dieci per cento, ovviamente, sono i più ricchi. E il valore dei loro investimenti in questi dieci anni è molto cresciuto. Anche per questo la distanza fra loro e il resto della società ha preso ad allargarsi, e promette di continuare a farlo.

 

[…]

 

spese medie di gestione

A questo punto percepisco la domanda dei lettori: cosa c’entra tutto ciò con le manifestazioni di questi giorni, come le giustifica? Niente giustifica, neanche lontanamente, chi sceglie la violenza. Ma quanto a tutti gli altri, che sono molti di più, avete visto l’andamento del principale indice della Borsa italiana negli ultimi anni?

 

Prendiamo come riferimento l’avvio dell'attuale governo […]. Dall’ottobre 2022 il sottoindice delle società di rete (acqua, gas, elettricità, quasi sempre a controllo pubblico) nel Ftse-Mib è salito del 104%, mentre il Paese ristagnava, il risparmio delle famiglie si erodeva, le diseguaglianze patrimoniali si allargavano. In parte è il risultato dell’aumento del prezzo dell’energia in tutto il mondo.

 

Ma in parte lo è di concessioni pubbliche assegnate senza gara, di rendite di posizione nell’idroelettrico, di continui investimenti delle società concessionarie nelle infrastrutture per il gas scaricati automaticamente in bolletta che fanno salire sempre di più il prezzo della materia prima a metro cubo (quando si sa che il futuro dovrebbe avere meno metano).

 

Italiani in poverta 3

Nello stesso periodo il sottoindice  «auto e componenti» (composto di campioni industriali globali e nomi gloriosi come Ferrari, Pirelli, Brembo, Cir, Landi Renzo e Pininfarina) nello stesso periodo dall’ottobre del 2022 ha perso il 2,7%. L’indice della Borsa italiana di prodotti di consumo (dentro ci sono altre glorie del made in Italy come Brunello Cucinelli, De' Longhi, Ferretti, Geox, Moncler, Piaggio, Piquadro, Safilo) ha perso l’8% in cinque anni. E anche qui, non dipende tutto solo da condizioni interne, perché pesa per esempio la concorrenza cinese.

 

[…]

 

piazza affari 9

Intanto avete visto le banche? Dall’avvio dell’attuale governo, l’indice sintetico dei loro titoli quotati alla Borsa italiana è salito del 340%. Di nuovo, questo è anche un frutto positivo di scelte corrette: il controllo dei conti pubblici ha giovato al patrimonio degli istituti, esposto per il 16% al debito dello Stato.

 

Poi però uno dà un’occhiata all’andamento del credito alle imprese: le consistenze sono scese di 50 miliardi negli ultimi quattro anni e ora sono stagnanti. Sono scese così tanto che, per la prima volta nella storia economica conosciuta del dopoguerra, le consistenze del credito alle imprese quest’estate sono diventate inferiori a quelle del credito alle famiglie per comprare casa o per consumi.

 

milano, vetrine sfondate e negozi vandalizzate 6 foto lapresse

Alle banche il mestiere del credito al tessuto manifatturiero sembra non interessare più molto. Non è un caso se per avere finanziamenti molte aziende ormai si rivolgono a fondi di credito privato (che inanellano sempre nuovi record di volumi), benché questi siano molto più costosi. Le banche italiane guadagnano piuttosto i loro forti margini con una gestione del risparmio tra le più care al mondo (vedi grafico sotto da Morningstar): così costosa che alcuni prodotti internazionali di risparmio vengono prezzati dalle case madri di New York tre volte più alti in Italia che negli altri Paesi in cui sono distribuiti.

 

Italiani in poverta 2

Si chiamano, anche qui, rendite di posizione.

 

[…] Le grandi società di servizi in rete o quelle connesse alla politica riescono invece a generare vasti margini di guadagno, scaricando gli oneri sul resto del Paese: indisturbate, quando non incoraggiate, dal settore pubblico.

 

L’energia e il credito sono due esempi, ma si potrebbero mostrare dati simili per le concessionarie dei giochi d’azzardo; per la redditività molto elevata (con efficienza molto bassa) dell’alta velocità ferroviaria; per il modo in cui dal cuore dei palazzi romani viene indirizzato, in nome del «Piano Casa», il risparmio delle casse previdenziali e di altri enti verso un fondo lussemburghese in particolare dalla struttura proprietaria molto articolata.

 

Scontri a Milano durante manifestazione contro il caro vita - foto lapresse

Altri esempi della debole cultura della concorrenza sono i criteri con cui ottengono i contratti le cliniche convenzionate o - mutatis mutandis, date le specificità di settore - per le società di costruzioni partecipate dallo Stato che assistono al continuo declino delle gare aperte nell'assegnazione degli appalti. C'è un'Italia dell'illuminismo milanese del '700, della rivoluzione borghese dell'800, che oggi sta perdendo terreno.

 

[…] In sostanza l’Italia più diseguale di questi anni è tornata ad essere un sistema piuttosto cartellizzato, a vantaggio di pochi insider e a spese di molti outsider. Ci si potrebbe aspettare un’attività antitrust intensa da parte dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm); e in parte c’è stata: anche sotto l’attuale leadership.

 

Alberto Bagnai

Poi però uno si accorge che nel ristretto collegio decisionale dell'Agcm,[...]  è stato nominato dai vertici del parlamento l'ex senatore leghista Alberto Bagnai. Ora, l’Agcm deriva pressoché tutta la sua autorità dal diritto europeo. E Bagnai, le cui posizioni sono naturalmente rispettabili, è noto soprattutto per essere il più antieuropeo di tutti i politici italiani. Del resto come amministratore delegato della Sogin, la società pubblica di gestione delle scorie nucleari, è stato nominato un banchiere che non si è mai occupato di energia e soprattutto mai di centrali atomiche in vita sua. E come presidente dell'Aci, il figlio del presidente del Senato.

 

milano vandalizzata e saccheggiata manifestazioni e proteste contro il caro vita 25 foto lapresse

Sono tre esempi [...]. Sono il sintomo di come il governo in questi anni abbia assecondato la chiusura del sistema verso rendite e costi imposti dagli insider agli outsider: conta chi sei e chi ti manda, non cosa sai.

 

[...]

 

I giovani in piazza in questi giorni probabilmente non leggono tutto questo in modo analitico. Ma capiscono che qualcosa non quadra, qualcosa non funziona nell'interesse del loro futuro. C’è da stupirsi che abbiano atteso così tanto.

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Scontri a Milano durante manifestazione contro il caro vita - foto lapresse

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