giorgia meloni sergio mattarella

“LA NUOVA LEGGE ELETTORALE? SONO ALMENO CINQUE I PUNTI CRITICI" - ENZO CHELI, VICEPRESIDENTE DELLA CORTE COSTITUZIONALE FINO AL 1996, ELENCA LE FALLE DEL MELONELLUM: "IL PREMIO DI MAGGIORANZA È TOTALMENTE SPROPORZIONATO, VISTO CHE PREVEDE 70 DEPUTATI E 35 SENATORI IN PIÙ PER CHI OTTIENE IL 42 PER CENTO DEI VOTI. E AL SENATO DEVE VALERE SU BASE REGIONALE. L’INDICAZIONE DEL PREMIER? E’ VERO CHE SONO FATTE SALVE LE PREROGATIVE DEL CAPO DELLO STATO MA BISOGNA RICONOSCERE CHE LEGA LE MANI NEL MOMENTO DELLA FORMAZIONE DEL GOVERNO. UNA MODIFICA SURRETTIZIA E FURBESCA DI CHI PERSEGUE IL DISEGNO DEL PREMIERATO..."

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Estratto dell’articolo di Conchita Sannino per “la Repubblica”

 

giorgia meloni - sergio mattarella - foto lapresse

"Confesso che mi ha fatto un po' impressione ascoltare il modo in cui la maggioranza celebra, diciamo così, il via libera parlamentare a una siffatta legge elettorale», scuote la testa il costituzionalista Enzo Cheli. Classe ‘34, vicepresidente della Corte Costituzionale fino al 1996, docente emerito e già capo dell'Authority per le comunicazioni, è tra i firmatari dell'appello dei giuristi contro il Melonellum.

 

Cosa la stupisce, professor Cheli?

«Varie posizioni. Ma, in particolare, che esponenti della maggioranza riescano a salutare l'avvio di una supposta Terza Repubblica (…). Al di là di ogni suggestione, comunque, sono i ricorsi che metteranno in luce i profili di incostituzionalità».

enzo cheli - 2

 

Lei pensa che la Consulta faccia in tempo a intervenire, nel caso del voto anticipato a maggio?

«Spero proprio, e credo, che la Corte debba intervenire per tempo, anche nell'ipotesi di un anticipo delle urne. Siamo di fronte a un conflitto tra i più seri e sono almeno cinque i punti più critici di questa legge, in grado di produrre lesioni anche gravi ai princìpi».

 

Anche tra giuristi stilate una gerarchia diversa dei profili dubbi. Il più forte, per lei?

giorgia meloni ignazio la russa sergio mattarella parata 2 giugno foto lapresse

«Per me resta quello del premio di maggioranza totalmente sproporzionato, visto che prevede 70 deputati e 35 senatori in più per chi ottiene il 42 per cento dei voti. Uno scenario che ora mi pare un po' trascurato anche da alcuni che sono contrari alla legge (…) Al Senato, ecco il secondo serio nodo, deve valere su base regionale. E soprattutto: va considerato l'astensionismo. (…). Poi ci sono anche altri punti critici, ma tecnicamente più superabili».

 

Come la mancata alternanza di genere? O il mega-requisito delle 300mila firme?

«Si tratta di due aspetti, per me, altrettanto negativi della legge, ma su cui la Corte potrebbe intervenire correggendo con sentenza additiva...» (…).

giorgia meloni e sergio mattarella a modena foto lapresse

 

E arriviamo al punto per i giuristi non meno indigesto: l'indicazione del premier.

«Una faccenda più perniciosa di quanto si voglia far credere. Perché è vero che l'indicazione è solo politica, che con le modifiche sono fatte salve le prerogative del Capo dello Stato. Ma bisogna riconoscere che quella novità lega le mani nel momento della formazione del governo. E appare proprio una modifica surrettizia e furbesca di chi persegue il disegno del premierato. D'altro canto, se non fosse così, perché celebrare l'alba di un giorno nuovo...».

 

Cosa intende?

«La "Terza Repubblica" alla cui guida si candida la maggioranza».