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“BISOGNA RENDERE CHIARI I COSTI DELLE INFRASTRUTTURE DIGITALI IN ITALIA” – ERNESTO MARIA RUFFINI, LEADER DI “PIU’ UNO”, COGLIE UN TEMA DELICATISSIMO CHE LA POLITICA IGNORA: “PROPONIAMO CHE OGNI ANNO UNA RELAZIONE AL PARLAMENTO MISURI CON INDICATORI COMUNI I CONSUMI DI ENERGIA, ACQUA E SUOLO DEI DATA CENTER IN ITALIA E IL LORO PESO SULLA DOMANDA ELETTRICA. I GRANDI OPERATORI DOVRANNO PUBBLICARE I PROPRI DATI SECONDO CRITERI UNIFORMI. NELLE AUTORIZZAZIONI DEI NUOVI IMPIANTI I SERVIZI ESSENZIALI AVRANNO LA PRECEDENZA” – “PER DISTINGUERLI SERVONO NUMERI PUBBLICI, VERIFICABILI E COMPRENSIBILI. E’ NECESSARIO PORTARE IL TEMA NEL DIBATTITO PUBBLICO E NELLE PROPOSTE DEL CENTROSINISTRA…” - L'INPUT DI MICHELE SERRA...

C.SINISTRA: RUFFINI, 'PORTARE IN CHIARO COSTI DEL DIGITALE, SIA NEL PROGRAMMA'
Proponiamo relazione annuale al Parlamento su consumi energia, acqua e suolo data center in Italia - come ogni infrastruttura va governata con trasparenza Roma, 8 nov. (Adnkronos) - "Oggi su Repubblica, nella sua Amaca intitolata 'Quanto ci costa TikTok?', Michele Serra pone una domanda che la politica non si è ancora fatta. Se dovessimo limitare la costruzione dei data center per consumare meno suolo, acqua ed energia, a che cosa dovremmo rinunciare? La sua risposta è che non lo sappiamo.
Il prezzo del latte o della frutta è sotto gli occhi di tutti, mentre il costo della nostra vita digitale resta un mistero. Serra conclude che una delle grandi sfide della politica è portare in chiaro i costi del digitale. Noi raccogliamo questa sfida. Ogni video, ricerca o risposta di un'intelligenza artificiale passa per macchine gigantesche che consumano energia, acqua e suolo. Una tecnologia che ci sembra leggera ha un peso materiale enorme, eppure questo costo non compare né sullo scontrino né nel dibattito pubblico".
Lo scrive sui propri social il Presidente di Più Uno, Ernesto Ruffini. "È il segno di uno sviluppo deciso da pochi grandi gruppi e mai discusso davvero. Ce ne siamo accorti quando la domanda di energia dei data center era già diventata una questione nazionale. Senza dati chiari non si può decidere che cosa rallentare, proteggere o sviluppare. Non tutto il digitale pesa allo stesso modo. Rinunciare a un'applicazione di intrattenimento non è come rinunciare ai sistemi informatici di un ospedale o di un aeroporto. Per distinguerli servono numeri pubblici, verificabili e comprensibili".
"Serra ha posto la domanda giusta. Noi proviamo a darle una risposta concreta, da portare nel dibattito pubblico e nelle proposte del centrosinistra. Proponiamo che ogni anno una relazione al Parlamento misuri con indicatori comuni i consumi di energia, acqua e suolo dei data center in Italia e il loro peso sulla domanda elettrica. I grandi operatori dovranno pubblicare i propri dati secondo criteri uniformi.
Nelle autorizzazioni dei nuovi impianti i servizi essenziali avranno la precedenza, e chi costruisce si impegnerà a usare energia rinnovabile e a restituire al territorio il calore e l'acqua che consuma. L'intelligenza artificiale e le reti sono ormai infrastrutture del Paese. Come tutte le infrastrutture vanno governate con trasparenza, non subite. Una scelta consapevole comincia sempre dalla conoscenza del suo prezzo".
"Ce ne siamo accorti quando la domanda di energia dei data center era già diventata una questione nazionale - sottolinea Ruffini -. Senza dati chiari non si può decidere che cosa rallentare, proteggere o sviluppare. Non tutto il digitale pesa allo stesso modo. Rinunciare a un'applicazione di intrattenimento non è come rinunciare ai sistemi informatici di un ospedale o di un aeroporto. Per distinguerli servono numeri pubblici, verificabili e comprensibili".
"Serra ha posto la domanda giusta. Noi proviamo a darle una risposta concreta, da portare nel dibattito pubblico e nelle proposte del centrosinistra. Proponiamo che ogni anno una relazione al Parlamento misuri con indicatori comuni i consumi di energia, acqua e suolo dei data center in Italia e il loro peso sulla domanda elettrica. I grandi operatori dovranno pubblicare i propri dati secondo criteri uniformi.
Nelle autorizzazioni dei nuovi impianti i servizi essenziali avranno la precedenza, e chi costruisce si impegnerà a usare energia rinnovabile e a restituire al territorio il calore e l'acqua che consuma. L'intelligenza artificiale e le reti sono ormai infrastrutture del Paese. Come tutte le infrastrutture vanno governate con trasparenza, non subite. Una scelta consapevole comincia sempre dalla conoscenza del suo prezzo", conclude il presidente di Più Uno.
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