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FAZZO, LOLLO E I...FRATELLI ARMATI D'ITALIA - NEL 2025, 80 MILA ITALIANI HANNO OTTENUTO IL PORTO D'ARMI: SONO ALMENO 1 MILIONE E 275MILA I CITTADINI (REGOLARMENTE) ARMATI - GLI APPASSIONATI DI ARMI POSSONO CONTARE SUL SOSTEGNO DEL SOTTOSEGRETARIO FAZZOLARI, CHE SI DILETTA CON IL TIRO A VOLO, E DEL MINISTRO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, SPONSOR DEL DDL SULLA CACCIA - UN ALTRO MELONIANO LEGATO AL MONDO DELLE ARMI E' L'EURODEPUTATO PIETRO FIOCCHI, UNO DEGLI EREDI DEL COLOSSO INTERNAZIONALE "FIOCCHI MUNIZIONI". AL SUO FIANCO A STRASBURGO SPICCA SERGIO BERLATO, PRESIDENTE DI ACR, L’ASSOCIAZIONE PER LA CULTURA RURALE, A CUI ADERISCONO ANCHE I CACCIATORI...

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Stefano Iannaccone per “Domani”

 

POZZOLO, EL PISTOLERO - VIGNETTA BY MACONDO

C’è un riarmo che non divide il governo. Non c’entrano le richieste della Nato, né tantomeno le minacce di Donald Trump di diminuire la presenza di truppe statunitensi in Italia. Non sono in ballo le divergenze di vedute tra il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e la Lega.

 

Ma è il riarmo all’italiana, la corsa a fucili e pistole da custodire in casa, principalmente per la caccia e per il tiro sportivo, quello ai poligoni. Che mette d’accordo tutta la destra.

 

Nell’Italia di Giorgia Meloni, in tempi di incitazione alla sicurezza fai-da-te, diventano anche un possibile strumento di autodifesa al motto di «la difesa è sempre legittima». E possono trasformarsi in azioni pericolose.

 

giovanbattista fazzolari pistolero

Questo riarmo all’italiana racconta episodi di casa nostra, alla Pozzolo, il deputato (eletto con Fratelli d’Italia e ora passato con Roberto Vannacci) protagonista del famoso “sparo di Capodanno” a Rosazza (Biella).

 

[...] I dati della Polizia amministrativa, visionati da Domani, raccontano l’impennata delle licenze per il possesso di pistole e fucili: nel 2025 sono un milione e 275mila i titolari del porto d’armi, considerate le varie tipologie.

 

La crescita complessiva è di oltre 80mila licenze in confronto al 2024, quando il dato era sotto la soglia psicologica di 1,2 milioni. Si tratta del livello più alto dal 2020. Nel dettaglio sono 634mila le licenze per la caccia nel 2025. Un boom rispetto ai 588mila del 2024. Ed è un paradosso: torna a crescere il numero di persone pronte a cacciare, benché fosse considerato sempre più un hobby in declino vicino a una popolazione anziana.

 

EMANUELE POZZOLO - ANDREA DELMASTRO - ILLUSTRAZIONE DEL FATTO QUOTIDIANO

Per il tiro sportivo, sono 588mila gli italiani che hanno la documentazione in regola, nell’anno precedente erano invece 553mila. A chiudere il computo totale ci sono i 9mila porti d’arma per difesa personale (gli unici in lieve calo) e gli oltre 44mila per le guardie giurate, che hanno motivazioni più precise.

 

[...] Non sono più i tempi in cui Matteo Salvini, da ministro dell’Interno, visitava gli stand delle principali fiere delle armi con tanto di fotografie mentre imbracciava fucili. Lega non è più punto di riferimento assoluto. Oggi è il partito di Meloni a rubare la scena. E a portare avanti la campagna culturale per le armi.

 

Gli appassionati del tiro sportivo possono contare sul supporto di un testimonial d’eccezione, il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, che si «diverte», si «diletta», per sua ammissione, con il tiro. E vanta di essere lettore dei giornali che parlano di armi.

 

pietro fiocchi

Anche da semplice senatore di opposizione, nella scorsa legislatura, il consigliere più ascoltato da Meloni si è battuto a favore degli appassionati di armi. Nel 2021 ha rivendicato, intervenendo al Senato in aula, l'abolizione del divieto di utilizzo civile e sportivo di armi e munizioni calibro 9x19. Una «liberalizzazione», era stata definita dagli armieri.

 

L’emendamento era stato accolto con grande soddisfazione dai titolari delle associazioni di categoria. Nel 2022 Fazzolari è stato salutato con calore all’Eos show di Verona, la fiera del settore dove prima spadroneggiava Salvini. In quell’occasione l’attuale sottosegretario, intervistato da una rivista del settore, auspicava «di togliere una serie di limitazioni insensate». Un appassionato a tutto tondo, oggi seduto in una posizione chiave.

 

La galleria dei meloniani legati al mondo delle armi non si ferma al potente sottosegretario. Ci sono nomi meno noti, ma dalla stessa parte della barricata. Nell’Europarlamento, c’è Pietro Fiocchi, uno degli eredi del colosso internazionale Fiocchi munizioni, che ha lasciato le quote societarie appena approdato nelle istituzioni europee. L’estrazione culturale e professionale è tuttavia chiara.

 

sergio berlato

Al suo fianco a Strasburgo spicca Sergio Berlato, presidente di Acr, l’associazione per la cultura rurale, a cui aderiscono anche i cacciatori. Una categoria a cui Berlato è legato a doppio filo: già nel 2018 si batteva per evitare restrizioni, in sede europea, sull’aumento dei controlli e sulla circolazione delle armi legalmente detenute. Così come l’ex assessora in Veneto e oggi anche lei eurodeputata, Elena Donazzan, che negli anni si è sempre spesa per difendere l’attività venatoria. Le punte di diamante degli appassionati delle armi.

 

C’è poi tutta la battaglia per la caccia. Non è un caso che la maggioranza abbia rimesso al centro il disegno di legge sull’attività venatoria, attualmente in esame al Senato, che vede la prima firma del capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Madama, Lucio Malan, sottoscritto da tutti i partiti della maggioranza, compreso Noi moderati. Gli appassionati delle doppiette hanno come nume tutelare il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, sponsor governativo del ddl sulla caccia, che modifica la legislazione in vigore dal 1992. [...]

 

pietro fiocchi 1

Del resto non è la prima volta che il governo abbraccia le istanze della caccia. Già nella prima manovra del governo Meloni, nel dicembre 2022, era stato previsto uno stanziamento aggiuntivo di mezzo milione di euro da destinare – tra gli altri beneficiari – alle associazioni venatorie nazionali riconosciute. [...]

sergio berlatopietro fiocchi elena donazzanpietro fiocchi