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CHI FERMERA’ IL MELONELLUM? - GIURISTI E AVVOCATI DI TUTTA ITALIA AFFILANO LE CARTE BOLLATE E SI PREPARANO AI RICORSI CONTRO LA LEGGE ELETTORALE, IN VIA DI APPROVAZIONE IN PARLAMENTO - IL RUOLO DELLE CORTI D’APPELLO NELLA BATTAGLIA LEGALE - IL COSTITUZIONALISTA ENRICO GROSSO, GIA’ PORTAVOCE DEL COMITATO PER IL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, AFFOSSA IL MELONELLUM: “ALL’ELETTORE VIENE IMPEDITO DI SCEGLIERE IL CANDIDATO. E IL SISTEMA DELLE LUNGHE LISTE BLOCCATE DEL PREMIO DI MAGGIORANZA È INCOSTITUZIONALE”
L’ESTATE STA FINENDO ED’ È TEMPO DI…RICORSI - IL PARLAMENTO STA PER APPROVARE DEFINITIVAMENTE LO STABILICUM (O MELONELLUM) ED E’ GIÀ INIZIATA LA BATTAGLIA A SUON DI CARTE BOLLATE PER AFFOSSARE LA LEGGE ELETTORALE - UN GRUPPO DI AVVOCATI VUOLE PRESENTARE DEI RICORSI IN TUTTE LE CORTI D’APPELLO D’ITALIA. SE LE RICHIESTE VERRANNO PRESE IN CONSIDERAZIONE DAI GIUDICI, LA CORTE COSTITUZIONALE DOVRA’ ESPRIMERSI SUL PASTROCCHIO MESSO SU DALLA MAGGIORANZA - E IN CASO DI INCOSTITUZIONALITÀ LA LEGGE FINIRÀ PER…
Estratto dall’articolo di Virginia Piccolillo per il “Corriere della Sera”
La battaglia per il No al referendum l’hanno vinta (anche se il rimborso di mezzo milione di euro non l’hanno ancora ottenuto per cavilli procedurali). Ora quei «volenterosi», giuristi, associazioni civiche e testimonial sono tornati a costituire un network: la Rete Voto Libero ed Eguale.
Carlo Guglielmi, portavoce dei 15 che con la raccolta firme contro la riforma Nordio riaprirono la partita finita con il No al referendum, già freme: «Siamo pronti. Appena la legge sarà pubblicata ci muoveremo con ricorsi ai giudici civili per lesione del diritto di voto» [...]
Pietro Adami coordina gli avvocati che si accingono a presentarli nei tribunali e nelle Corti d’Appello: «Ma prima deve esistere la legge», spiega. Enrico Grosso, il costituzionalista portavoce del comitato per il No ai Referendum concorda. [...]
Lui intravede vari profili di incostituzionalità nella legge. A partire dal premio di maggioranza: per chi supera il 42% dei voti regala 70 seggi alla Camera e 35 al Senato. [...]
Grosso spiega: «La Corte non indica soglie, dice che il premio si può assegnare purché, nel concreto, non sia eccessivamente distorsivo. Questo è abnorme: se una coalizione raggiunge il 42,2% e l’altra il 42,1% la prima si vede attribuiti i 105 seggi. Per una differenza dello 0,1».
Voto aula senato legge elettorale
L’altro punto critico, per Grosso, è la «carenza totale di possibilità, per gli elettori, di scegliere il candidato da eleggere. La Corte ha chiarito che non si può votare a scatola chiusa. E il sistema delle lunghe liste bloccate del premio di maggioranza è incostituzionale». Per questo la legge prevede sette nomi.
Ma, obietta Grosso, «se la mia coalizione vince il premio, la lista da corta diventa lunghissima: si aggiungono altri 70 eletti che mi vengono imposti dalla scelta delle segreterie dei partiti». [...]
E arriva poi all’alternanza di genere, che non è prevista anche per i capilista: «Apre un problema con l’articolo 51 sull’equilibrio di genere. Nel 2003 è stata fatta una modifica costituzionale per introdurlo e ora lo si viola».
Opposizioni protestano alla Camera legge elettorale
riforma della legge elettorale
Enrico Grosso
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