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GAUCHE DI POLLO! IN FRANCIA VOLANO GLI STRACCI TRA I RIFORMISTI E LA SINISTRA DI MELENCHON - GLUCKSMANN MINACCIA DI RITIRARE I SUOI CANDIDATI IN VISTA DEL BALLOTTAGGIO DELLE COMUNALI: “MAI ACCORDI CON LA FRANCIA INSOUMISE. NON CI SI ALLEA CON UN PARTITO CHE FA AFFERMAZIONI ANTISEMITE” – A PARIGI E A MARSIGLIA I CANDIDATI SOCIALISTI IN TESTA HANNO SCELTO DI AFFRONTARE DA SOLI IL SECONDO TURNO DELLE MUNICIPALI, DOMENICA PROSSIMA. MA NEL RESTO DELLA FRANCIA, LA SINISTRA MODERATA SI STA ACCORDANDO CON L’ESTREMA SINISTRA. E COSA ACCADRA’ ALLE PRESIDENZIALI 2027? CON LE DIVISIONI DELLA "GAUCHE" SI APRE UN’AUTOSTRADA VERSO L’ELISEO PER LE PEN O BARDELLA…
Francia, Glucksmann 'mai accordi con La France Insoumise'
(ANSA) - Mentre si registrano in Francia casi di accordi della sinistra socialista ed ecologista con La France Insoumise, in vista del ballottaggio delle comunali domenica prossima, il movimento di Raphael Glucksmann, Place Publique, che fa parte del Ps, fa sapere di "rifiutare ogni fusione con Lfi".
Intervistato da France Info sui casi di Tolosa e Lione, dove esponenti della sinistra "moderata" si sono alleati con quella radicale in controtendenza con la rottura a livello nazionale, Glucksmann ha detto che si tratta di qualcosa che "manca assolutamente di chiarezza. Non si può affermare 15 giorni fa che Jean-Luc Mélenchon pronuncia frasi antisemite e poi fare pseudo fronti antifascisti con lui per lottare contro la destra e il centrodestra".
"Con Place Publique - ha detto Glucksmann - noi rifiutiamo queste fusioni con La France Insoumise, senza alcuna eccezione", aggiungendo che tutti i candidati del suo partito si ritireranno in presenza di alleanze del genere: "Non ci si allea con un partito che fa affermazioni antisemite e minaccia i principi stessi della Repubblica". (ANSA).
FRANCIA, LA SFIDA AI BALLOTTAGGI I SOCIALISTI «CERCANO» MÉLENCHON
S. MON. Per il Corriere della Sera - Estratti
Nella capitale e a Marsiglia i candidati socialisti in testa hanno scelto di affrontare da soli il secondo turno delle municipali, domenica prossima. Ma nel resto della Francia, la sinistra moderata si sta accordando con l’estrema sinistra della France Insoumise, dopo polemiche, critiche e scontri nella gauche che non sono mai finiti dalle Europee e dalle successive Politiche anticipate del 2024, e che nelle ultime settimane sono cresciute di intensità con gli eccessi del leader radicale Jean-Luc Mélenchon.
Le grandi manovre a sinistra, ma anche nella destra e nel centro, attirano grande attenzione perché sembrano una prova generale di quel che accadrà in occasione del voto più importante, quello per l’Eliseo della primavera 2027.
La posta in gioco, per adesso, sono i sindaci delle grandi e medie città, mentre nella stragrande maggioranza dei municipi francesi tutto è già deciso: 33 mila 326 comuni, ovvero il 96 per cento del totale, hanno eletto il loro sindaco già nel primo turno della domenica appena passata; restano da eleggere solo 1.526 sindaci, ovvero il 4% del totale.
A Parigi il candidato socialista Emmanuel Grégoire ha rifiutato l’offerta di Sophia Chikirou della France insoumise, che evocava un’alleanza per frenare la destra, e spera di conservare comunque un municipio che da 25 anni è governato da socialisti (Delanoë poi Hidalgo). Ma i giochi restano aperti perché a destra Rachida Dati, ex ministra della Cultura arrivata seconda, ha trovato un accordo con il macronista Pierre-Yves Bournazel, nonostante gli attacchi delle scorse settimane.
Anche a Marsiglia il socialista sindaco uscente Benoît Payan arrivato primo ha rifiutato l’offerta del discusso melenchonista Sébastien Delogu, e cercherà di vincere da solo il testa a testa con il lepenista di origini piemontesi Franck Allisio, che a sua volta non è riuscito a convincere la gollista Martine Vassal a passare dalla sua parte.
Ma a Tolosa, Nantes, Limoges, Avignone, Brest, Clermont-Ferrand, l’avanzata degli Insoumis ha spinto i socialisti a cercare un’intesa con il partito di Mélenchon. «Capisco perfettamente le scelte di questi candidati», ha detto ieri sera il segretario Olivier Faure, rifiutando di mettere sullo stesso piano le figure locali della France Insoumise con il leader Jean-Luc Mélenchon, e dopo avere escluso un’«intesa nazionale» con il rivale.
Il Rassemblement national conferma il suo nuovo radicamento locale con il sindaco di Perpignan, Louis Aliot, confermato con il 51% dei voti già al primo turno, e Steeve Briois largamente rieletto nella roccaforte lepenista Hénin-Beaumont, così come David Rachline a Fréjus
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