merz esercito tedesco

LA GERMANIA È L’UNICA SALVEZZA DELL’EUROPA MA POTREBBE ESSERE ANCHE LA SUA CONDANNA – SOLO CON UN COINVOLGIMENTO DELLA PRIMA POTENZA ECONOMICA DELL’UE, IL CONTINENTE PUÒ PENSARE A UN SERIO RIARMO. MA UNA GERMANIA ARMATA FINO AI DENTI, CON I NAZISTI DI AFD IN TESTA AI SONDAGGI, FA STORCERE IL NASO AGLI ALTRI PAESI CON UNA GROSSA FORZA MILITARE (FRANCIA E POLONIA IN TESTA) – IL CANCELLIERE MERZ VOLA A PECHINO PER INGINOCCHIARSI ALL’AUTOCRATE XI JINPING, PRESIDENTE DI UN PAESE CHE HA DISTRUTTO L’INDUSTRIA TEDESCA (CON LA COMPIACENZA DI ANGELA MERKEL)

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TRUMP? TIÈ! – IL CANCELLIERE TEDESCO FRIEDRICH MERZ VOLA A PECHINO PER BACIARE LA PANTOFOLA DI XI JINPING, PARLA DI “GRANDE POTENZIALE DI CRESCITA” PER GLI SCAMBI TRA CINA E GERMANIA E ANNUNCIA CHE IL GIGANTE ASIATICO COMPRERÀ FINO A 120 AEREI DAL GIGANTE FRANCOTEDESCO AIRBUS. UN MESSAGGIO A DONALD TRUMP: SE GLI STATI UNITI SFANCULANO L’EUROPA, SIAMO PRONTI A CORRERE A BRACCIA (ANZI, A GAMBE) APERTE DAI CINESI. VA BENE ANDARE IN CULO A TRUMP, MA NON È UNA GRANDE MOSSA UMILIARSI ANCORA CON LA CINA: GIÀ I CINESI HANNO DISTRUTTO LA MANIFATTURA E  L’INDUSTRIA UE CON LA CONCORRENZA SLEALE DEL LORO LAVORO A BASSO COSTO…

https://www.dagospia.com/politica/trump-tie-cancelliere-tedesco-friedrich-merz-vola-pechino-per-baciare-465443

 

 

1 - QUESTIONE TEDESCA DI NUOVO TRA NOI?

Estratto dell’articolo di Danilo Taino per il “Corriere della Sera”

 

FRIEDRICH MERZ CON I SOLDATI TEDESCHI

C’è davvero il rischio che in Europa torni una «questione tedesca», nel senso di egemonia militare di Berlino? […] L’anno scorso, la Germania ha speso per la Difesa più di ogni altro Paese della Ue. Ha eliminato il vecchio freno al debito e ora può investire nel settore con pochi limiti: la previsione è che nel 2029 il budget tedesco per il riarmo sarà di oltre 150 miliardi di euro.

 

[…] I timori riguardano la possibilità che il rafforzamento militare di Berlino provochi crescenti divisioni in seno alla Ue, forse anche rivalità e rotture dal momento che gli altri membri non hanno i mezzi per fare qualcosa di simile. Come reagirebbe la Francia se il suo primato militare in Europa fosse offuscato?

 

Friedrich Merz - esercito tedesco

Che reazione avrebbe la Polonia se uno spostamento a destra del quadro politico tedesco creasse tensioni tra Berlino e Varsavia? Cosa succederebbe se il partito nazionalista AfD, oggi in testa nei sondaggi, si affermasse fra tre anni alle elezioni nazionali?

 

E sullo sfondo c’è come sempre Donald Trump: se Washington non sarà più il garante della Sicurezza in Europa, sarà la Germania ad assumere l’egemonia militare nel continente? […]

 

L’antidoto a uno scivolamento del genere […] sarebbe una Berlino che condivide con tutta Europa i suoi investimenti, che non privilegia le sue imprese nelle commesse, che spinge per finanziamenti comuni. Sarà in grado di farlo, Merz, sotto la pressione nazionalista dell’AfD?

 

FRIEDRICH MERZ - XI JINPING

2 - TAPPETI ROSSI PER MERZ ALLA CORTE DI XI IL CANCELLIERE: «IL RAPPORTO TORNI SANO»

Estratto dell’articolo di Mara Gergolet per il “Corriere della Sera”

 

In privato, Friedrich Merz ha detto ai suoi collaboratori che la guerra in Ucraina la possono fermare tre persone: il presidente russo, quello americano e quello cinese. C’è stata anche l’Ucraina, tra i temi discussi ieri tra il cancelliere tedesco e Xi Jinping, tra il leader del Paese europeo più impegnato a favore di Kiev (per aiuti militari e finanziari) e la potenza asiatica, l’antagonista emergente negli equilibri globali, se Merz ha chiosato così dopo gli incontri con Xi e il premier Li Qiang: «Desidero esprimere il mio apprezzamento per l’impegno cinese a favore della pace nella regione, che ho sentito oggi».

 

elicottero dell esercito tedesco

La parte cinese non ha cambiato, a parole, di una virgola la propria posizione: tutte le parti devono essere coinvolte su un piano di parità, le loro legittime preoccupazioni prese in considerazione, ha detto Li. La Russia non viene certo chiamata l’aggressore.

 

La prima visita di Merz in Cina, seguito da 30 ceo (dalla VW alla Siemens) mentre è iniziato l’anno del Cavallo di Fuoco — i tappeti rossi subito dopo le feste, nella liturgia cinese, dovrebbero indicare considerazione — avviene dopo due segnali importanti.

 

Il discorso di Merz a Monaco, dove ha detto che «la leadership americana è stata sfidata, e forse già persa» per l’emergere della Cina; e le visite a Pechino da dicembre di Emmanuel Macron, Keir Starmer, Mark Carney, a indicare bilanciamento e diversificazione verso l’Asia di questi Paesi, per i colpi inferti da Trump all’alleanza occidentale.

 

soldati esercito tedesco 3

Merz è sempre stato scettico sulla Cina, ben oltre la classica dottrina tedesca che definisce la Repubblica popolare come «partner, rivale e concorrente strategico». Una settimana fa a Treviri ha parlato di espansionismo militare: «All’improvviso vediamo che la Cina, diversamente da quanto accaduto negli ultimi 3.000 anni della sua storia, costruisce in modo aggressivo basi nel Mar cinese meridionale, accerchia Taiwan». Ma Merz ha anche bisogno del dialogo.

 

FRIEDRICH MERZ IN CINA

Il rapporto Cina-Germania si è rovesciato negli ultimi anni. Nell’industria, e nelle analisi geopolitiche, proprio la Cina con la crescita tecnologica (auto, energia verde, AI) e l’invasione delle sue merci è vista come il primo responsabile della crisi del Made in Germany. L’allievo che supera il maestro. Tra due Paesi entrambi esportatori, la bilancia commerciale segna oggi 90 miliardi a favore di Pechino (+20 in un anno, quadruplicati rispetto al 2022).

 

Per questo, Merz ieri ha chiesto che il «rapporto deve tornare ad essere sano». Non sarà semplice. I due governi hanno firmato 5 protocolli: il più importante riguarda l’esportazione di carne di maiale e zampe di gallina. La Gran Bretagna (12 accordi) e il Canada (8) hanno ottenuto di più.

EMMANUEL MACRON FRIEDRICH MERZ KEIR STARMER - CONFERENZA DI MONACOgiorgia meloni aspetta friedrich merz foto lapressefriedrich merz, armin laschet, angela merkel al congresso della cdu a stoccarda foto lapresse