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ABBIAMO VOTATO E SIAMO NELLA PALUDE PIU' DI PRIMA - MASSIMO GIANNINI: “I 209 MILIARDI DI AIUTI EUROPEI SONO PIÙ LONTANI DI QUANTO SI IMMAGINAVA. CONTE ANNUNCIA L'ENNESIMA RIFORMA FISCALE ENTRO FINE ANNO E L'ENNESIMO DECRETO SBLOCCA-CANTIERI ENTRO LA PROSSIMA SETTIMANA. MA INTANTO LANGUE LA TRATTATIVA TRA PD E M5S SUI 36 MILIARDI DEL MES PER FINANZIARE LE SPESE DELL'EMERGENZA SANITARIA. È L'ORA DELLE SCELTE IRREVOCABILI…”
Estratto dell’articolo di Massimo Giannini per “la Stampa”
ROBERTO GUALTIERI GIUSEPPE CONTE
[…] Abbiamo appena votato per le regionali e il referendum. La campagna elettorale è finita. Ci aspettano una complessa manovra d'autunno e una trattativa sul Recovery Fund ancora più complicata. I 209 miliardi di aiuti europei sono più lontani di quanto si immaginava. Conte annuncia l'ennesima riforma fiscale entro fine anno e l'ennesimo decreto sblocca-cantieri entro la prossima settimana. Ma intanto langue penosamente la trattativa tra Pd e M5S sui 36 miliardi del Mes per finanziare le spese dell'emergenza sanitaria (allo stesso modo in cui langue la riforma della legge elettorale che, com' era largamente prevedibile, dopo il via libera al referendum sul taglio dei parlamentari non è più "moneta di scambio" e dunque è tutt'altro che prioritaria).
ROBERTO GUALTIERI GIUSEPPE CONTE
L'Uomo della Provvidenza direbbe che è l'ora delle scelte irrevocabili. Più prosaicamente, potremmo metterla così: siamo ancora nel tunnel, vediamo una luce laggiù in fondo, ma potrebbe essere il treno che arriva e non l'uscita che si avvicina. Parafrasando John Maynard Keynes, le "conseguenze economiche" del lockdown sarebbero esiziali. Il primo ci è già costato troppe lacrime e troppo sangue, in ogni senso. Per l'Organizzazione internazionale del lavoro, nei primi nove mesi del 2020 la pandemia ha "bruciato" il 10 per cento del reddito disponibile dei lavoratori.
La perdita economica è pari a 3.500 miliardi di dollari, cioè il 5,5 per cento del Pil mondiale. La caduta delle ore lavorate è stata pari al 17,3 per cento rispetto ai livelli pre-Covid. Il che equivale a dire che in soli tre trimestri, nel mercato globale, sono stati distrutti 500 milioni di posti di lavoro. Pura e semplice macelleria sociale, arginata finora con il ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali.
Ora che le aziende hanno ricominciato a produrre e il "tiraggio" della Cig sta diminuendo, chiudere tutto di nuovo sarebbe una pietra tombale sulle speranze di rinascita del Paese. Servono regole severe per la pandemia e riforme vere per la crescita. "L'Italia ha un potenziale enorme", dice il premier. E ha ragione. Ma poi, a proposito dei ritardi sul Recovery Fund, aggiunge: "Aspettate a giudicare". E qui invece ha torto. Noi possiamo anche aspettare, ma è la crisi che non aspetta noi.
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