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GIORGIA COL GREGGIO ALLA GOLA - IL GOVERNO IMPLORA ALLE RAFFINERIE DI TUTTA ITALIA DI AUMENTARE LA PRODUZIONE DI CARBURANTE, IN PARTICOLARE IL JET FUEL, CHE ALIMENTA I SERBATOI DEGLI AEREI - LE IMPRESE DEL SETTORE HANNO UNA CAPACITÀ DI RAFFINAZIONE DI CIRCA 83,3 MILIONI DI TONNELLATE L’ANNO - I GESTORI INDIPENDENTI SONO SEMPRE PIÙ INCAZZATI CON MELONI E IL TETTO SUI PREZZI DEI CARBURANTI PRATICATO DAI COLOSSI PETROLIFERI: “PIÙ PASSANO I GIORNI PIÙ CI MANCA LIQUIDITÀ. DOPO UNA SETTIMANA DI PRICE CAP, SIAMO AL LIMITE"
Estratto dall’articolo di Arcangelo Rociola per “la Stampa”
Aumentare la produzione di carburante. Soprattutto quella del jet fuel, il carburante che serve agli aerei, dove si stanno riscontrando le maggiori criticità. È la richiesta del governo alle aziende della raffinazione.
Ieri al ministero delle imprese e del Made in Italy i rappresentanti delle raffinerie che operano in Italia hanno incontrato il ministro Adolfo Urso e quello dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. [...]
Il presidente di Unem, Unione energie per la mobilità, associazione che rappresenta le principali aziende del settore, ha detto che le imprese sono pronte a «verificare ogni ulteriore aumento di produzione realizzabile», attraverso una «valutazione impianto per impianto».
giorgia meloni - caro carburanti - foto lapresse
Sono 13 le raffinerie presenti sul territorio nazionale. Due bioraffinerie, una in fase di conversione, quella di Livorno. Dispongono attualmente di una capacità di raffinazione di circa 83,3 milioni di tonnellate all'anno. Oggi l'Italia è tra i Paesi europei che mantengono una capacità di raffinazione in grado di soddisfare i consumi interni di carburanti come benzina e gasolio.
Per il jet fuel permane invece un significativo deficit produttivo, nonostante nel 2026 la produzione sia aumentata di circa il 30%. Secondo Gianni Murano, interventi potrebbero consentire di aumentare la produzione italiana di gasolio di 1-1,5 milioni di tonnellate. Mentre su scala europea, potrebbero portare a un abbassamento di import di carburante pari al 25%.
Gli aumenti di produzione restano però da quantificare. Sulla rete stradale, intanto, i gestori segnalano un problema diverso. I ribassi ai prezzi applicati da alcune compagnie - denunciano - stanno concentrando la domanda sugli impianti più economici, mentre altri distributori non riescono a seguirli e perdono clienti.
Giuseppe Sperduto, presidente di Faib Confesercenti, giudica efficace l'intervento sul prezzo. Ma denuncia le difficoltà di molte pompe bianche a tenere il passo degli sconti offerti dai colossi petroliferi: «Anche se il prezzo è più alto, il loro guadagno è lo stesso». Mediamente di 3,5 centesimi lordi al litro. Il carburante meno caro può quindi favorire anche il benzinaio, «sostenendo i volumi venduti», sostiene Sperduto.
Ma non tutti, sostiene Sperduto, riescono a praticare gli stessi ribassi. Intanto, cresce la difficoltà finanziaria: «Più passano i giorni più ci manca liquidità. Dopo una settimana di Price cap, siamo già al limite per le pompe bianche». [...]
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