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GIORGIA MELONI DICE CHE L’ITALIA NON PARTECIPA ALLE GUERRE MA NON È VERO – LE ARMI ITALIANE VENGONO VENDUTE A ISRAELE E STATI UNITI, NONOSTANTE LE ACCUSE DI VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE: NEL 2025 LE COMPRAVENDITE DI MATERIALE BELLICO IN TOTALE SONO AUMENTATE DEL 10,91%, RAGGIUNGENDO QUOTA 14 MILIARDI DI EURO - LA POSIZIONE DEL GOVERNO SU ISRAELE È AMBIGUA: DALLA FINE DEL 2023 HA BLOCCATO GLI ACQUISTI ISRAELIANI MA NON HA REVOCATO LE VECCHIE AUTORIZZAZIONI. E INFATTI NEL 2025, VERSO ISRAELE SONO PARTITE FORNITURE MILITARI PER 13,451 MILIONI DI EURO (35,824 MILIONI NEL 2024) – IN COSTANTE AUMENTO LA QUOTA DI IMPORTAZIONI NON EUROPEE, RIFERITA IN PARTICOLARE A DUE PAESI: ISRAELE E STATI UNITI…
Estratto dell’articolo di Carlo Tecce per https://lespresso.it/
GIORGIA MELONI - BENJAMIN NETANYAHU
[…] Lo scorso anno in Italia le operazioni di compravendita di materiale bellico sono state 23.492 contro le 21.586 del 2024 (+10,91 per cento).
Il «valore complessivo delle transazioni oggetto di segnalazione» è balzato a circa 14 miliardi di euro dai 12 miliardi del 2024. Questa sintesi è riportata negli allegati alla relazione annuale del governo, il resoconto ufficiale previsto dalla legge 185/90 che sarà trasmesso in Parlamento e che l’Espresso ha consultato in anteprima.
[…] questi 14 miliardi di euro vanno scomposti. Le esportazioni definitive – cioè con passaggi alle dogane, non semplici contratti o accordi e neppure manutenzioni e riparazioni – hanno sfiorato la storica cifra di 6,5 miliardi di euro (6,485 per la precisione), una crescita notevole rispetto ai 4,941 miliardi del 2024. Con una spesa enorme di 1,2 miliardi di euro è l’Indonesia il primo cliente di armi “made in Italy”; staccato di poco, segue il Kuwait con un miliardo.
L’Ucraina è scesa da 362 milioni di euro a 168 milioni con acquisti di tasca propria: nel computo non ci sono le cessioni a titolo gratuito che il governo italiano autorizza periodicamente da quattro anni e da quattro anni, unica della coalizione pro-Kiev, secreta i documenti.
GIORGIA MELONI GUIDO CROSETTO - FOTOMONTAGGIO IL FATTO QUOTIDIANO
Nell’elenco figura sempre Israele. Nonostante le accuse di genocidio per i crimini a Gaza e le continue violazioni del diritto internazionale, Tel Aviv ha ricevuto armi tricolori pure nel 2025.
Questo perché il governo Meloni ha una posizione ambigua: dalla fine del 2023 ha bloccato gli acquisti israeliani perché «le caratteristiche dell’intervento su Gaza hanno indotto l’Autorità Nazionale Uama a non concedere nuove autorizzazioni», ma non ha revocato le vecchie autorizzazioni. E infatti nel 2025, come certificato alle dogane, verso Israele sono partite forniture militari per 13,451 milioni di euro (35,824 milioni nel 2024).
Le importazioni complessive (definitive e temporanee), invece, sono abbastanza stabili a 865 milioni di euro, il 39,95 per cento proviene dagli alleati europei. È in costante aumento la quota di importazioni non europee, riferita in particolare a due paesi: Israele e Stati Uniti. Da Tel Aviv è entrato in Italia materiale bellico per 53,850 milioni (+10 mln), da Washington 92 milioni (+12 mln). Ha coraggio il governo Meloni a ripetere con fermezza che non entra nelle guerre altrui. Manda soltanto le armi migliori. O le compra.
MEME SULLE ARMI ITALIANE A KIEV - BY DEMARCO
bombe rwm in yemen 2
bombe rwm
GIORGIA MELONI - BENJAMIN NETANYAHU 1
BENJAMIN NETANYAHU E GIORGIA MELONI A PALAZZO CHIGI
BENJAMIN NETANYAHU E GIORGIA MELONI A PALAZZO CHIGI
GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP AL VERTICE DI SHARM EL-SHEIKH
guido crosetto giorgia meloni - armamenti
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