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GIORGIA MELONI PARLA DI FARAGE PERCHÉ VANNACCI INTENDA – QUANDO LA PREMIER CONSIGLIA ALLA CONSERVATRICE INGLESE KEMI BADENOCH DI NON ALLEARSI CON L’ESTREMA DESTRA, AVVERTE SE STESSA – STEFANO FOLLI: “UN'APERTURA AL CAPO DI FUTURO NAZIONALE SERVIREBBE SOLO A LEGITTIMARLO IN TUTTO, CONSEGNANDOGLI DI FATTO LA LEADERSHIP DELL'INTERA DESTRA ITALIANA. E C'È DA CREDERE CHE MELONI NON LO FARÀ. SAREBBE UNA CONTRADDIZIONE TOTALE CON IL SUO PERCORSO POLITICO FIN QUI. È INTERESSE DI MELONI CHE I CONSERVATORI TENGANO SOTTO CONTROLLO QUEL CHE SI MUOVE ALLA LORO DESTRA…”

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Estratto dell’articolo di Stefano Folli per “la Repubblica”

 

kemi badenoch giorgia meloni

Benché smentita da Fratelli d'Italia, ha una sua verosimiglianza la notizia che la presidente del Consiglio abbia suggerito alla leader dei conservatori inglesi, Kemi Badenoch, di non fare accordi di alcun tipo con la destra di Nigel Farage, isolazionista e filo-Putin.

 

L'incontro è avvenuto a Roma, in un caffè del centro, a sottolineare il carattere politico e non istituzionale della chiacchierata.

 

Il senso è evidente: ricordare il buon rapporto tra il partito conservatore d'oltre Manica e il partito di Giorgia Meloni, che aspira a occupare lo stesso spazio in Italia. E di fatto in buona misura già lo occupa. In passato la premier aveva approfondito il profilo di Margaret Thatcher, da lei ammirata, nell'ovvia ambizione di essere riconosciuta in futuro come una sorta di Thatcher italiana.

 

Roberto Vannacci in costume

[…] L'amicizia con Kemi Badenoch è autentica e si basa su una visione comune, anche culturale. […] Ma il punto principale […] è la vicenda quasi parallela di Farage nel Regno Unito e di Vannacci in Italia.

 

La differenza è nel modello elettorale, il tradizionale maggioritario di collegio con la sua logica spietata («chi vince prende tutto»), per cui è del tutto improbabile che si stringano alleanze tra la destra e l'estrema destra.

 

E dopo il voto è altrettanto poco verosimile che nascano degli accordi di governo fra il partito conservatore e quello "faragista".

 

Uno dei due porterà in Parlamento una robusta pattuglia di deputati, l'altro solo una modesta rappresentanza: anche qui a causa del modello maggioritario. Per cui il solo rischio è che sia Farage a fare man bassa, relegando i conservatori alla funzione di ruota di scorta. È vero che i demagoghi di Reform Uk sembrano adesso in qualche difficoltà, come se avessero ormai superato lo zenit del consenso. Ma è presto per tirare le somme.

kemi badenoch giorgia meloni

 

Per questo Giorgia Meloni potrebbe aver consigliato alla sua collega inglese di non concedere spazio al rivale populista e di non farsi rubare i temi politici. Senza dimenticare peraltro che a Londra non sono previste elezioni nel prossimo futuro.

 

È dunque interesse della premier che Kemi Badenoch riesca a tenere sotto controllo quel che si muove alla sua destra. Allo stesso modo in Italia la coalizione governativa sa di dover chiudere la porta al generale.

 

giorgia meloni - kemi badenoch

Finora Giorgia Meloni sostiene che è meglio perdere le elezioni piuttosto che vincerle con Vannacci. Sarebbe strano se dicesse qualcosa di diverso quando manca un anno al voto.

 

Tuttavia è vero che un'apertura al capo di Futuro Nazionale servirebbe solo a legittimarlo in tutto, consegnandogli di fatto la leadership dell'intera destra italiana.

 

E c'è da credere che Meloni non lo farà. Sarebbe una contraddizione totale con il suo percorso politico fin qui. È interesse di Meloni che i conservatori tengano sotto controllo quel che si muove alla loro destra

Nigel Farage Nigel Farage

ROBERTO VANNACCI SIRENETTO BY EDOARDO BARALDI roberto vannacci coi meloni in mano MELONI KEMI BADENOCH