DAGOREPORT – QUANDO SI VOTA? SARÀ ANCHE UNA “FISSAZIONE”, COME HA DETTO OGGI GIORGIA MELONI AI…
GIORGIA PROVA A USCIRE DALL’ANGOLO – ISOLATA IN EUROPA E SCARICATA DA TRUMP, MELONI LANCIA LA PROPOSTA DI INCARICARE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO UE, ANTONIO COSTA, COME RAPPRESENTANTE EUROPEO PER L’UCRAINA: “È INACCETTABILE PROCEDERE IN ORDINE SPARSO” – LA DUCETTA METTE SOTTO ACCUSA SOPRATTUTTO EMMANUEL MACRON E FRIEDRICH MERZ, COLPEVOLI DI PORTARE AVANTI UNA “DIPLOMAZIA PARALLELA” E DI AVERLA ESCLUSA DAI TAVOLI CHE CONTANO (PRIMA IL VERTICE CON NATO E USA, POI QUELLO DALL'INCONTRO SULLA RICOSTRUZIONE DELL'UCRAINA) – L’ITALIA NON PARTECIPERA’ ALLA PRIMA ESERCITAZIONE DELLA FORZA MULTINAZIONALE PER KIEV, IN PROGRAMMA NEI PROSSIMI GIORNI…
Estratto dell’articolo di Francesco Malfetano per “La Stampa”
GIORGIA MELONI - FESTA DELLE FORZE ARMATE - FOTO LAPRESSE 4
I suoceri, in questo caso, sono Emmanuel Macron e Friedrich Merz. E il «caro Antonio» con cui Giorgia Meloni si rivolge al presidente del Consiglio dell'Ue Antonio Costa, è molto più di una formula di cortesia: è la nuora attraverso cui recapitare il messaggio.
La lettera della premier diffusa ieri, infatti, è un modo per regolare i conti con il presidente francese e il cancelliere tedesco. Meloni non li nomina mai, così come non cita il britannico Andy Durham. […]
Prima l'esclusione dal vertice con Nato e Stati Uniti, poi quella dall'incontro sulla ricostruzione dell'Ucraina. E adesso, puntuale, la contestazione di una diplomazia parallela che, a giudizio di Meloni, rischia di trasformare l'Europa in una somma di iniziative nazionali, offrendo a Vladimir Putin proprio la frattura che cerca.
GIORGIA MELONI EMMANUEL MACRON
Il punto, per la premier, non è essere rimasta fuori dalla stanza, né sembrare isolata o porzione meno arrembante di un Vecchio continente a due velocità. È soprattutto quello che Macron, Merz e gli altri stanno provando a decidere senza un mandato dei Ventisette: il ruolo Ue nelle eventuali garanzie di sicurezza per Kiev e, più in generale, il coinvolgimento diretto in una trattativa che ancora non c'è.
La premier non usa mezzi termini. Un'Europa che continua a «procedere in ordine sparso» sull'Ucraina è «inaccettabile». «Non facciamo altro che l'interesse di chi vuole che questa guerra continui», scrive, passando in rassegna le iniziative «estemporanee» dell'ultimo mese: vertici «informali», riunioni allargate, telefonate condotte «a titolo nazionale».
friedrich merz donald trump giorgia meloni g7 evian francia
Con chi le sta vicino viene descritta come furiosa. «Iniziative che si rincorrono e si accavallano», insiste, non aiutano «né con i nostri partner, né con chi dobbiamo convincere a fermare un'aggressione insensata». Il nome di Putin, anche questa volta, resta fuori dal testo. Non quello dei suoi interlocutori europei, almeno nella sostanza.
La partita che Meloni vuole aprire è quella del mandato. L'occasione sarà il Consiglio europeo informale di Dublino, il 13 novembre, con l'obiettivo di arrivare a dicembre a una soluzione formalizzata. […]
vertice dei volenterosi a parigi - friedrich merz emmanuel macron keir starmer Giorgia meloni
La posizione, comunque, fa il paio tanto con il sostegno incassato anche dall'Alta rappresentante dell'Ue Kaja Kallas quanto dello stesso Costa che, a sera, chiosa: «L'Ue deve organizzarsi per un messaggio chiaro e unitario», fa sapere, impegnandosi a porre il tema all'ordine del giorno a Dublino. «Non siamo disposti ad accettare che si negozino, in assenza di un mandato, impegni che anche la nostra Nazione sarà poi chiamata ad assumere», è l'avvertimento della premier.
Una linea che trova una traduzione anche sul terreno militare. Dal 9 al 22 novembre l'Italia non prenderà parte alla prima esercitazione della Forza multinazionale per l'Ucraina (Mnf-U), in programma in Polonia. Le manovre coinvolgeranno 2.800 militari, tra soldati, avieri e marinai, con caccia bombardieri e mezzi terrestri.
antonio costa emmanuel macron vertice dei volenterosi a parigi foto lapresse
Ci saranno Francia, Germania e Regno Unito, ma anche Polonia, Belgio, Estonia, Lituania, Paesi Bassi, Spagna, Svezia e Turchia. Non Roma. Tanto che proprio per evitare di apparire in ritirata rispetto agli alleati, il governo ha impresso un'accelerazione al tredicesimo pacchetto di aiuti militari, dopo un anno di rinvii e tentennamenti. Martedì sarà Guido Crosetto a illustrarlo in audizione al Copasir. «Noi rispetteremo i patti che abbiamo preso», ha assicurato il ministro della Difesa.
Una risposta anche a Matteo Salvini, che appena dieci giorni fa, davanti al Congresso della Lega, prometteva di fare ferro e fuoco pur di fermare nuovi invii italiani. La fiamma leghista, però, non è del tutto spenta. Il tredicesimo pacchetto dovrebbe chiudere la partita per quest'anno, non quella politica. I
volodymyr zelensky giorgia meloni foto lapresse
l governo dovrà infatti mettere in cantiere un decreto cornice che consenta di continuare a fornire sostegno militare anche nel 2027. L'anno delle elezioni. [...]
volodymyr zelensky giorgia meloni foto lapresse
volodymyr zelensky antonio costa
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