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MA CHE “FAZZO” STAI A DÌ? - GIOVANBATTISTA FAZZOLARI HA FATTO UN INVOLONTARIO ASSIST ALLA CAMPAGNA PER IL “NO” AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA: SE, COME DICE L’UOMO PIÙ INTELLIGENTE CHE GIORGIA MELONI CONOSCE (PENSA GLI ALTRI), “PUTIN VOTEREBBE CONTRO”, ALLORA ANCHE I CHEERLEADER ITALIANI DEL PRESIDENTE RUSSO, SALVINI (MINISTRO DEL SUO GOVERNO), VANNACCI LO FAREBBERO. INOLTRE, TIRARE IN BALLO “MAD VLAD” È PERICOLOSO: VISTO IL VERGOGNOSO SOSTEGNO CHE HA PUTIN IN QUESTO DISGRAZIATO PAESE, POTREBBE INDURRE MOLTI A VOTARE “NO”…
SE È MEGLIO MORDERSI LA LINGUA
Estratto dell’articolo di Marcello Sorgi per “la Stampa”
GIOVAMBATTISTA FAZZOLARI - FOTO LAPRESSE
Mescolando impropriamente la campagna per il referendum del 22 marzo con il quarto anniversario dell'invasione russa dell'Ucraina, il sottosegretario alla presidenza del consiglio Fazzolari (solitamente indicato come «il potente sottosegretario») se ne è uscito con una battuta che poteva risparmiarsi su «Putin che voterebbe no».
Ora, a parte la raccomandazione di mordersi la lingua e abbassare i toni, raccolta con un'inattesa autocritica dal ministro della Giustizia Nordio appena due giorni fa, non si capisce che c'entri Putin e un Paese autoritario come la Russia con l'Italia.
Dove, se fosse il "no" a vincere nelle urne, la situazione resterebbe quella che è, con un numero assai limitato […] di magistrati che chiedono di passare da una carriera all'altra, un Csm unico presieduto dal Presidente della Repubblica, il quale, diversamente da ciò che prevede la riforma con l'istituzione dell'Alta Corte, non verrebbe privato del compito di sovrintendere anche alle azioni disciplinari nei confronti dei giudici. […]
FAZZOLARI: “PUTIN VOTEREBBE NO” SCHLEIN ATTACCA: COLLE INASCOLTATO
Estratto dell’articolo di Niccolò Carratelli per “La Stampa”
MATTEO SALVINI - VLADIMIR PUTIN - ROBERTO VANNACCI - MEME BY EDOARDO BARALDI
[…] Fazzolari prova a ridimensionare quella che definisce «una battuta» durante «una chiacchierata informale». «Non ha mai paragonato chi vota No a Putin», precisa il suo ufficio stampa. Ma ormai la polemica politica è scoppiata. «Ha detto che Putin avrebbe votato No e che tutti quelli che votano No hanno una visione simile della politica e delle istituzioni – attacca il capogruppo Pd al Senato Francesco Boccia –. Noi non glielo consentiamo ed è la dimostrazione che il governo guida la propaganda che sostiene il comitato del Sì».
Boccia se la prende anche con Ignazio La Russa, che attribuisce i toni troppo alti della campagna referendaria al fatto che c'è chi usa «argomenti che creano confusione», finendo per provocare «falli di reazione che rendono più complicata la decisione dei cittadini», la tesi del presidente del Senato.
SALVINI CON LA MAGLIA DI PUTIN
Chissà se si riferisce alle parole di Conte, convinto che, se dovesse vincere il Sì al referendum, «un attimo dopo tireranno fuori dal cassetto il premierato, che è collegato. Da un lato dobbiamo allontanare i pm, che sono temuti di più per le inchieste – spiega il leader M5s – e poi diamo pieni poteri al primo ministro».
Oppure pensa alle critiche di Nicola Gratteri, convinto che si faccia un referendum «perché per sei persone che si spostano tra giudice e pubblico ministero si cerca di modificare sette articoli della Costituzione», avverte il procuratore capo di Napoli.
O, ancora, all'allarme lanciato dal presidente dell'Anm, Cesare Parodi, durante un dibattito all'università la Sapienza di Roma, sul rischio che, con l'eventuale vittoria del Sì, «ci sarà una democrazia diversa da quella che conosciamo. L'attacco alla vera indipendenza della magistratura – sottolinea – è soprattutto nei confronti dei giudici, penali e civili, perché sono loro che hanno l'ultima parola».
Nei partiti di maggioranza si lavora per definire gli eventi della campagna referendaria in questo mese scarso che manca al voto. […] Le date possibili per un comizio della premier sono il 12 marzo a Milano o il 18 a Roma, per due iniziative organizzate da FdI.
nicola gratteri e carlo nordio
Sembra ormai certo, invece, che non ci sarà un palco comune con gli alleati, proprio per evitare il rischio che il voto diventi sul governo.
VLADIMIR PUTIN E GIUSEPPE CONTE
putin salvini vignetta ellekappa
LORENZO GUERINI - GIOVAMBATTISTA FAZZOLARI - FOTO LAPRESSE
salvini putin conte
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