decreto sicurezza giorgia meloni

GLI ITALIANI NON SI FANNO PRENDERE PER IL NASO DA GIORGIA MELONI - PIU' DELLA META' DEI NOSTRI CONCITTADINI (IL 52.5%) CREDE CHE L'ULTIMO DECRETO SICUREZZA APPROVATO DAL GOVERNO SIA INUTILE - NON SONO SOLO GLI ELETTORI DI SINISTRA A CREDERLO, MA ANCHE IL 43.2% DI CHI VOTA FORZA ITALIA BOCCIA IL PROVVEDIMENTO - IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, GIORGIA MELONI AUMENTA LA QUOTA DEI MIGRANTI RIMPATRIATI: NEL 2026 SONO PIU' DEL 35% DI COLORO CHE SONO ARRIVATI IN ITALIA...

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Estratto dell'articolo di Alessandra Ghisleri per "la Stampa"

 

giorgia meloni al summit europeo a cipro 2

Per un italiano su due (52,5%) l'ultimo decreto sicurezza approvato alla Camera dimostra che i precedenti interventi varati da questo governo non hanno prodotto i risultati attesi. Il dato fotografa una frattura prevedibile sul piano politico con gli elettori di centrosinistra in larga parte critici (69,7%), tuttavia rivela anche una crepa meno scontata nel campo opposto, con quel 24,1% di elettori di centrodestra che condivide questa valutazione. Scendendo nel dettaglio, emerge un elemento politicamente rilevante.

 

Sono soprattutto gli elettori di Forza Italia (43,2%) a esprimere dubbi sull'efficacia delle misure adottate finora, mentre l'elettorato della Lega (63,2%) e di Fratelli d'Italia (67,4%) resta convinto che i decreti precedenti abbiano funzionato, pur necessitando oggi di un rafforzamento per rispondere a un contesto in continua mutazione. [...]

giorgia meloni al salone del mobile 4

 

Tuttavia, il nodo della questione resta il rapporto tra queste misure e il fenomeno degli sbarchi. Ed è proprio su questo terreno che il dibattito pubblico tende a farsi più confuso. Maggioranza e opposizione infatti rivendicano, a fasi alterne, risultati e responsabilità, selezionando i dati più favorevoli rendendo difficile per l'opinione pubblica orientarsi.

 

Per uscire da questa polarizzazione, è utile tornare a una base imparziale. L'analisi dei dati ufficiali del ministero dell'Interno consente di impostare una lettura più strutturata del fenomeno impostando un indicatore che registri il rapporto tra rimpatri effettuati e numero di sbarchi registrati.

 

Applicando questo criterio in modo omogeneo ai diversi governi degli ultimi dodici anni - calcolando cioè, per ciascun anno, la percentuale di rimpatri sul totale degli sbarchi- emergono elementi di confronto utili a superare la contrapposizione politica e a comprendere meglio l'effettiva portata delle politiche adottate.

giorgia meloni al salone del mobile 5

 

Nel periodo 2014–2018 (governi Renzi, Gentiloni e il primo tratto del Conte I), la percentuale media di rimpatri si attesta intorno al 4,6%. Dai dati si vede che si tratta di anni caratterizzati da numeri molto elevati di sbarchi, che rendono strutturalmente più complicato mantenere un'alta incidenza dei rimpatri sul totale degli arrivi.

 

Fa eccezione il 2018, quando, a fronte di un crollo degli sbarchi - che passano da una media superiore ai 150.000 a soli 23.370 -, la percentuale sale significativamente (27,4%), mostrando quanto questo indicatore sia fortemente influenzato dal denominatore. Il risultato più alto in assoluto si registra nel 2019, sotto il governo Conte I: 60,9%, risultato legato anche a un approccio fortemente restrittivo e orientato alla deterrenza della linea di Matteo Salvini al ministero dell'Interno.

 

Gli sbarchi registrati in quell'anno risultano particolarmente bassi (poco più di 11 mila), e ciò amplifica automaticamente il peso percentuale dei rimpatri, il che riflette una fase eccezionale del ciclo migratorio, all'alba della pandemia di Covid. Nel triennio successivo (Conte II e Draghi), la media della percentuale dei rimpatri si colloca intorno al 6,0%.

naufragio nel mediterraneo 3

 

In questo periodo gli sbarchi tornano a crescere progressivamente, fino a superare i 100.000 casi nel 2022, mentre, nello stesso anno, i rimpatri registrano una media di poco sopra i 4.000 rientri. Infine, nel periodo più recente (governo Meloni), la media generale si attesta al 6,7%, nel complesso risulta leggermente superiore a quella dei governi precedenti.

 

Scomponendo il dato anno per anno, si osserva che nel 2023 si parte da una frazione molto bassa (3%), a fronte di un forte aumento degli sbarchi (157.651) e di un numero di rimpatri pari a 4.796. Nel 2024 la percentuale sale di quasi sei punti, raggiungendo l'8,6%, con 66.617 sbarchi e 5.704 rimpatri.

centro di permanenza per i rimpatri - cpr

 

L'incremento prosegue nel 2025, quando si arriva al 10,2%, con un numero di entrate pressoché analogo e 6.772 rimpatri complessivi. Si osserva quindi una crescita progressiva nel periodo considerato. Il dato del 2026, ancora parziale, mostra oggi una percentuale elevata (35,2%), tuttavia, essendo ancora nella prima metà dell'anno, risente del basso numero di sbarchi registrati finora. [...]

ritrovamento di cadaveri di migranti sulle spiagge del sud italia rimpatrio dei migranti irregolariALBANIA - PROGETTO DEI CENTRI DI RIMPATRIOmigranti nel mediterraneo 1