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SILENZIO, L’AMICO TI ASCOLTA! – GLI USA SOSPETTANO CHE ISRAELE STIA SPIANDO ALTI FUNZIONARI AMERICANI, TRA CUI L'INVIATO SPECIALE DI TRUMP, STEVE WITKOFF, COINVOLTO NEI NEGOZIATI CON L'IRAN – LO RIPORTA IL “NEW YORK TIMES”, CITANDO RAPPORTI DELL'INTELLIGENCE STATUNITENSE, SECONDO CUI WASHINGTON È PREOCCUPATA PERCHE’ IL MOSSAD STA CERCANDO DI INTERCETTARE ANCHE LE COMUNICAZIONI DEL RESPONSABILE DELL’UFFICIO POLITICO DEL PENTAGONO, ELBRIDGE COLBY, E DEL SUO VICE – SECONDO UN REPORT SEGRETO DELLA DIA, USCITO SU NBC, IL LIVELLO DI ALLARME VERSO L’ALLEATO ISRAELIANO È SALITO DA “ALTO” A “CRITICO” – È ORMAI EVIDENTE LA SPACCATURA TRA TRUMP E NETANYAHU SULLA GUERRA NEL GOLFO: IL GANGSTER DELLA CASA BIANCA DEVE USCIRE IL PRIMA POSSIBILE DAL PANTANO IRANIANO, “BIBI” VUOLE PROLUNGARE IL CONFLITTO A OLTRANZA…

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Estratto dell’articolo di Guido Olimpio per www.corriere.it

 

BENJAMIN NETANYAHU DONALD TRUMP

Pochi giorni fa le rivelazioni sulle parole forti usate da Donald Trump con Bibi Netanyahu. Adesso le indiscrezioni della NBC sull’allarme lanciato dalla Dia sulla minaccia rappresentata dallo spionaggio israeliano negli Usa. Per l’intelligence militare il livello è di rischio alto.

 

La valutazione, secondo la tv, è stata messa nero su bianco in un report interno di sette pagine. Le spie di Tel Aviv cercherebbero di ottenere informazioni attraverso fonti dirette o con l’uso di tecnologie, nel mirino i funzionari statunitensi che seguono la crisi con l’Iran. [...]

 

BENJAMIN NETANYAHU - STEVE WITKOFF

La Casa Bianca è alla ricerca di una soluzione negoziata, anche se mantiene la pressione usando il modello Venezuela, ossia strike mirati e interventi limitati. Il premier israeliano, invece, vorrebbe continuare con il conflitto ad oltranza (specie contro l’Hezbollah libanese) e teme che alla fine The Donald accetti un’intesa che diventerebbe un successo per la Repubblica islamica.

 

Per questo il Mossad, ma anche altri apparati, sarebbero impegnati nella raccolta di dati. Un lavoro di pesca dove gli israeliani conoscono bene il «mare di Washington». Il New York Times ha indicato anche alcuni dei target: il negoziatore Steve Witkoff, il responsabile dell’ufficio politico del Pentagono Elbridge Colby e il suo vice, Michael DiMino IV.

 

benjamin netanyahu donald trump mar a lago 2

Già la notizia diffusa dalla Nbc – corredata di smentite – rappresenta un segnale. Che può avere origini diverse. A innescarlo lo stesso governo Usa oppure quella parte dell’establishment che non condivide la linea israeliana e ancora meno la copertura data da Trump a Netanyahu.

 

Nell’Iraneide l’intelligence è centrale. Una ricostruzione sostiene che The Donald si è fatto convincere ad entrare in guerra da un piano presentato in inverno da Netanyahu e dal capo del Mossad dell’epoca, David Barnea. In sostanza gli israeliani hanno detto agli americani: decapitiamo il regime iraniano con i raid, provochiamo una nuova ondata di proteste popolari, coinvolgiamo l’opposizione armata (i curdi).

 

mossad israele

La spallata militare avrebbe dovuto scatenare l’effetto domino ma la realtà è stata ben diversa. E, a questo proposito, lo spionaggio Usa, insieme al Dipartimento di Stato, aveva espresso a suo tempo scetticismo sulla «fattibilità» dell’operazione.

 

Per contro lo stesso Mossad aveva reagito affermando che il piano non era mai iniziato. La storia era apparsa anche un tentativo di Netanyahu di scaricare sui servizi una parte di responsabilità. Scelta ormai abituale del premier, lesto nell’ attribuire le colpe agli altri.

 

BENJAMIN NETANYAHU BURATTINAIO DI DONALD TRUMP

C’è comunque altro, anzi esiste una tradizione. Innanzitutto, è acclarato che nello spionaggio non esistono amicizie. Gli americani ne sono consapevoli in quanto parte attiva a danno dei partner. Sono poi ricorrenti gli scoop sulle incursioni degli 007 israeliani negli Stati Uniti. Da una vita.

 

Negli anni ’80 ci fu la vicenda di Jonathan Pollard, il funzionario del Pentagono che passò segreti a Tel Aviv, e durante la presidenza Clinton è diventata un caso la possibile presenza di una talpa (mai scoperta) alla Casa Bianca. Una figura misteriosa accostata da alcuni a morti strane nell’entourage di Bill e Hillary.

 

STEVE WITKOFF - BENJAMIN NETANYAHU - JARED KUSHNER

Nel 2015, sotto Obama, gli israeliani sono stati sospettati di cercare dettagli sulle trattative sul nucleare iraniano. Situazione analoga a quella di oggi. Quattro anni dopo l’Fbi ha scoperto dei sistemi elettronici – StingRay – attorno ai palazzi governativi, equipaggiamenti in grado di captare comunicazioni. A piazzarli, secondo il sito Politico, sempre il Mossad.

 

E, da questa parte dell’Atlantico, il racconto di Boris Johnson. Quando era ministro degli Esteri britannico venne individuata una cimice nel suo bagno personale al Foreign Office: stando alla sua versione lo aveva usato poco prima Netanyahu. A sua volta il premier sarebbe stato molto prudente in occasione di visite a Washington per paura di essere intercettato. [...] 

benjamin netanyahu donald trump mar a lago 3mossad - servizi segreti israele