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Roberto Giovannini per La Stampa
Diciamo subito chiaramente che questi dati sono veri; ma anche no. Nel senso che le dichiarazioni dei redditi e dei patrimoni dei ministri (ieri diffuse quelle di Palazzo Chigi e ministri senza portafoglio) intanto riguardano i redditi 2012. Cioè solo l'anno prossimo, con i redditi 2013, si potrà apprezzare l'effetto dell'autoriduzione delle indennità decisa dal governo Letta.
Ma valgono relativamente soprattutto perché non sempre i parenti dei ministri (coniugi, figli, genitori) hanno dato il consenso a diffondere i dati sui loro redditi e possedimenti. Un loro legittimo diritto, naturalmente. Va da sé che quindi la «francescana» dichiarazione di Enrico Letta che su questa Terra non possiede nulla intestato a suo nome, neanche un motorino rotto poco ci dice.
Sul versante opposto ci sono ad esempio il ministro dei Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini e il sottosegretario alla Presidenza Filippo Patroni Griffi - che risulta il più ricco dell'intero Esecutivo - che hanno allegato dichiarazioni di coniugi, madri, sorelle, figlie e chi più ne ha metta. Zanonato ha allegato i dati di 15 parenti.
Come per Letta, anche la coniuge del vicepremier Angelino Alfano ha detto «no». E quindi restiamo con l'importante informazione che il vicepremier (imponibile 105mila 186 euro) possiede una Matiz del '99 e una superecologica fiammante Renault Twizy. Franceschini ha anche una moto BMW del '79, mentre si segnala la Vespa 150 del '99 del titolare della Coesione Territoriale Carlo Trigilia.
Il più «ricco», abbiamo detto, è il sottosegretario Filippo Patroni Griffi, con 331.627 euro di imponibile; ma è dato «drogato» dal fatto che nell'anno 2012 ha ricevuto compensi arretrati a seguito di una sentenza della Consulta. Ma non è un ministro, formalmente: e dunque il ministro più ricco resta quello di Giustizia Anna Maria Cancellieri (319.170 euro).
Enzo Moavero Milanesi, ministro degli Affari europei, giustamente ha una casa a Bruxelles e un imponibile di 186.735, ma possiede negozi, una casa di 11,5 stanze a Roma e strumenti finanziari per 530000 euro. Gianfranco Micciché ha una Fiat 500 del 1964. Il ministro più povero è Cecile Kyenge, titolare dell'integrazione, che dichiara 38.538 euro e una Punto a gas. Ma il coniuge ha negato i suoi dati.
enrico letta e la moglie gianna fregonara
ANGELINO ALFANO E MOGLIE
FILIPPO PATRONI GRIFFI
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