LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE…
MELONI S’È DATA LA TASSA SUI PIEDI. E ORA PROVA A RIMEDIARE – LA MISURA CHE COLPISCE GLI EXTRAPROFITTI DELLE BANCHE SARÀ COMPLETAMENTE RIDISEGNATA DAL GOVERNO, ANCHE PER EVITARE I SERI RISCHI DI COSTITUZIONALITÀ SEGNALATI DAL SERVIZIO BILANCIO DEL SENATO – OBIETTIVO È CAMBIARE LA BASE IMPONIBILE DELLA TASSA: NON PIÙ IL MARGINE DI INTERESSE MA TUTTO L’ATTIVO MEDIO PONDERATO DEGLI ISTITUTI DI CREDITO – UN MODO ANCHE PER ALLONTANARE IL RISCHIO DI POSSIBILI RICORSI E NON PENALIZZARE I TITOLI DI STATO – LA BCE ATTENDE LE MODIFICHE PRIMA DI DARE IL SUO PARERE
Estratto dell’articolo di Mario Sensini per il “Corriere della Sera”
giancarlo giorgetti giorgia meloni
Dopo la mancata consultazione preventiva con il governo, di prassi nelle decisioni di questa portata, la Banca d’Italia non sarà ascoltata neanche dal Parlamento sul decreto che impone la tassa sugli extraprofitti delle banche. Arriverà, invece, il parere della Banca Centrale Europea, anche se non sarà immediato. La tassa sul margine di interesse delle banche sarà completamente ridisegnata, anche per evitare i seri rischi di costituzionalità segnalati dal Servizio Bilancio del Senato, e Francoforte vuole attendere le scelte definitive del governo.
[…] a chiudere la partita, che si dovrà concludere esattamente tra un mese, quando scade il decreto, sarà il maxiemendamento del governo, che è già in preparazione, ma che non arriverà prima di un paio di settimane. Ci saranno le modifiche alla tassa sulle banche ed aggiustamenti a molte altre misure contenute nel provvedimento.
GIORGIA MELONI - TASSA SUGLI EXTRAPROFITTI DELLE BANCHE - VIGNETTA DI GIANNELLI
Anche alla luce dei rilievi degli uffici del Senato sulla costituzionalità del prelievo fiscale, perché questo colpirebbe le banche a prescindere dalla loro effettiva capacità contributiva, il governo sta valutando di cambiare radicalmente la base imponibile della tassa. Non più il margine di interesse, che rappresenta solo una parte delle attività bancarie, ma tutto l’attivo medio ponderato degli istituti di credito. Così, tutte le banche verrebbero trattate nello stesso modo. Allontanando il rischio di possibili ricorsi da parte degli azionisti delle banche, non necessariamente italiani.
La modifica avrebbe un ulteriore vantaggio, quello di non penalizzare i titoli di Stato. Considerati estremamente sicuri, i titoli pubblici hanno un coefficiente di rischio pari a zero nell’attivo bancario, e di fatto non pesano su quell’aggregato, mentre i loro rendimenti confluiscono nel margine di interesse. Tassare l’intero attivo delle banche, inoltre, metterebbe al riparo anche dall’altro possibile profilo di incostituzionalità della tassa. [...]
SEMO GENTE DI PORCATA - VIGNETTA BY MANNELLI
TITANIC D'ITALIA - VIGNETTA BY MACONDO
TASSI DEI CONTI CORRENTI VS TASSI DEI MUTUI
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