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DAL CENTRODESTRA PARTE UNA SASSAIOLA VERBALE  NEI CONFRONTI DEL GIUDICE ALFREDO GUARDIANO, CHE ERA NELL'UFFICIO ELETTORALE DELLA CASSAZIONE CHE HA DECISO DI CAMBIARE IL QUESITO DEL REFERENDUM - IL DEPUTATO DI FORZA ITALIA, ENRICO COSTA: "LUI HA PRESO LA DECISIONE DI CAMBIARE IL QUESITO REFERENDARIO, MA FA PROPAGANDA PER IL NO. È TERZO E IMPARZIALE?" - IL MELONIANO GALEAZZO BIGNAMI CI METTE IL CARICO: "UN'ALTRA GIUDICE, DONATELLA FERRANTI, E' UN'EX DEPUTATA DEL PD" - A DIFESA DI GUARDIANO SCENDE IL PRIMO PRESIDENTE DELLA CORTE DI CASSAZIONE, PASQUALE D'ASCOLA: "INTOLLERABILI LE ILLAZIONI SUL PIANO PERSONALE" - L'ANM: "ATTACCHI ALLA CASSAZIONE LEDONO LA CORTE..." - IL CEFFONE FINALE CONTRO L'ARROGANZA DEL GOVERNO E DELLA MAGGIORANZA, LO ASSESTA MATTARELLA: "INVITO A RISPETTARE LA CASSAZIONE E LE SUE DECISIONI"

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REFERENDUM: MATTARELLA FIRMA MA NON SI CRITICHI CASSAZIONE

(AGI) - Roma, 7 feb. - Mattarella da' il via libera al nuovo decreto sul referendum, dopo una telefonata con Meloni. Il Presidente avrebbe detto alla presidente del Consiglio che la soluzione adottata dal Consiglio dei Ministri per il decreto dei referendum sarebbe "giuridicamente ineccepibile". Secondo fonti del Quirinale, infatti, il quesito referendario - uguale per tutti i proponenti - non sarebbe stato sostituito nella sostanza ma solamente integrato. Le stesse fonti del Quirinale sottolineano che il Presidente invita tutti "a rispettare la Cassazione e le sue decisioni*".

 

COSTA, 'GIUDICE CHE FA PROPAGANDA PER IL NO HA DECISO SU QUESITO IN CASSAZIONE'

ALFREDO GUARDIANO

(ANSA) - ROMA, 07 FEB - "Dell'Ufficio Elettorale della Cassazione, che ieri ha deciso di cambiare il quesito referendario, fa parte il dottor Alfredo Guardiano. E' lo stesso Alfredo Guardiano che il 18 febbraio modererà, con tanto di locandina già pubblicata, il convegno "Le ragioni del no: difendere la costituzione è un impegno di tutte e tutti" che si terrà a Napoli il 18 febbraio alle 17.30? Questo sarebbe il Giudice terzo ed imparziale?". Lo scrive il deputato di Forza Italia Enrico Costa su X

 

BIGNAMI, CAMBIO DEL QUESITO DECISO IN CASSAZIONE DA EX PD E SOSTENITORI DEL NO

(ANSA) - ROMA, 07 FEB - "La decisione della Cassazione di cambiare il quesito referendario conferma che la riforma della giustizia è una necessità. Basta dare uno sguardo ai giudici della Corte di Cassazione che hanno deciso la riformulazione del quesito.

 

ENRICO COSTA

Tra questi Alfredo Guardiano, che modererà un convegno sulle ragione del No, e Donatella Ferranti ex deputata Pd e presidente della Commissione Giustizia fino al 2018. Serve altro per rendersi conto che non si può più attenere per ridare terzietà alla magistratura, rendendola indipendente dalla politica e dalle correnti e attuando l'articolo 111 della Costituzione? Serve votare Sì al referendum".  Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami

 

REFERENDUM: CAIAZZA, DAL CDM DECISIONE ACCURATA ED INECCEPIBILE

(ANSA) - ROMA, 07 FEB - "Il Comitato Sì Separa è del tutto indifferente al tema della data del voto e confida che la decisione assunta dal Governo sia frutto di una riflessione accurata e tecnicamente ineccepibile. Resta il fatto che sin dalla sua proposizione, questa iniziativa di raccogliere firme per indire un referendum già indetto, senza alcuna possibilità che l'oggetto del voto potesse essere modificato se non per irrilevanti dettagli formali, ha l'evidente obiettivo di creare smarrimento, incertezza, sfiducia dei cittadini nella sacralità di questo appuntamento democratico.

ALFREDO GUARDIANO

 

Dalla Corte di Cassazione ci saremmo aspettati una risposta all'altezza della partita in gioco, e davvero rispettosa del diritto di voto dei cittadini italiani. Prendiamo atto che così non è stato e proseguiamo nel nostro impegno a sostegno del Sì". Lo scrive in una nota il presidente del Comitato Sì Separa della Fondazione Einaudi, Gian Domenico Caiazza.

 

GIUDICE CASSAZIONE, 'CONTRO DI ME ACCUSE GRAVI E INFONDATE'

(ANSA) - ROMA, 07 FEB - "Non mi nascondo, sono per il No al referendum. Ma il tema dell'ordinanza affrontato dal mio ufficio non ha alcuna incidenza sul merito della riforma, né sul risultato del referendum e nemmeno sulla data del suo svolgimento. Non siamo minimamente entrati in questo ambito.

 

GALEAZZO BIGNAMI - FOTO LAPRESSE

Qualsiasi affermazione che sospetti di parzialità me o questa ordinanza è palesemente priva di fondamento e quindi molto grave. Costa mi ha additato al mondo come un giudice imparziale e terzo e per un giudice non c'è nulla di più grave. Proprio il Cdm ha ribadito che le date del voto sarebbero le stesse e si limiteranno a modificare il quesito riconoscendo la legittimità del nostro operato". Così Alfredo Guardiano, componente dell'Ufficio centrale presso la Corte di Cassazione, che ieri ha accolto il nuovo quesito per il referendum sulla riforma della Giustizia.

 

"La questione si riduce a poco: c'è la libertà di manifestare il proprio pensiero e sappiamo benissimo che sono impegnati sia per il Sì che per il No, magistrati, avvocati, docenti e membri del Csm", ha aggiunto Alfredo Guardiano rispondendo al deputato di Forza Italia Enrico Costa, il quale ha sottolineato che il 18 febbraio il giudice della Cassazione modererà un convegno sulle ragioni del No.   

 

GALEAZZO BIGNAMI - FOTO LAPRESSE

"Quell'evento mi vede come moderatore. Non mi nascondo, sono per il No ma lì non porto la mia opinione. Il collegamento con l'ordinanza è inesistente, il tema del provvedimento era molto tecnico e la decisione che ha assunto il nostro collegio, formato da 19 persone, ha generato un provvedimento che non poteva avere alcuna incidenza né sul merito né sulla procedura". Per Guardiano si tratta dunque di una "polemica nata sul nulla. Per questo - ha concluso - su quelle dichiarazioni di Costa o eventualmente di altri mi riservo di adire le vie legali".

 

BIGNAMI (FDI), GIUDICI CASSAZIONE GIÀ SCHIERATI, DANNO RAGIONE AI COMITATI DEL NO

(ANSA) - ROMA, 07 FEB - "Tanti esponenti del Pd mi hanno attaccato e di solito significa che ho detto delle cose giuste. Ma che cosa ho detto di così giusto da fargli arrabbiare più o meno tutti? Ho detto che è un po' strano che dei giudici di Cassazione, chiamati ad esprimersi su una richiesta del comitato per il no, guarda caso diano ragione al comitato per i no.

PASQUALE DASCOLA

 

Poi vai a vedere e scopri che un giudice, non voglio fare il nome di Donatella Ferranti, era un deputato del Pd, un altro giudice tra qualche giorno andrà a un bel convegno per il no, un altro giudice ancora ha scritto qualche tempo fa che bisogna essere contro il sorteggio". Lo afferma il capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami in un video sui suoi profili social. "A me hanno insegnato al primo anno di giurisprudenza - aggiunge - che il giudice dovrebbe essere terzo imparziale, invece qua abbiamo giudici già schierati per il no che, incredibile, danno ragione al comitato per il no: un altro buon motivo per votare sì".

 

ANM, 'ATTACCHI ALLA CASSAZIONE INACCETTABILI, LEDONO LA CORTE'

(ANSA) - ROMA, 07 FEB - "Le dichiarazioni del Presidente dell'Unione camere penali e di alcuni soggetti politici in merito all'ordinanza del 6 febbraio 2026 dell'Ufficio centrale per il referendum sono inaccettabili perché lesive della immagine e del ruolo della Corte di cassazione, di cui l'Ufficio centrale è articolazione.

 

Sono frasi che indignano quanti hanno a cuore le istituzioni democratiche del Paese, presidio di convivenza civile e di tutela dei diritti di tutti". Così in una nota la Giunta esecutiva sezionale Anm della Cassazione.

 

CASSAZIONE, 'INTOLLERABILI LE ILLAZIONI SUL PIANO PERSONALE'

PASQUALE DASCOLA

(ANSA) - ROMA, 07 FEB - "Il Primo Presidente della Corte di Cassazione, in merito alle polemiche sollevate dopo il recente provvedimento dell'Ufficio centrale per il referendum, sottolinea che le decisioni degli organi giudiziari possono essere sempre criticate sul piano tecnico con argomenti giuridici".

 

Lo afferma in una nota il primo presidente della Corte di Cassazione, Pasquale D'Ascola. "Per contro, non sono tollerabili illazioni sul piano personale nei confronti dei giudici, che si risolvono in una delegittimazione della funzione giurisdizionale. Ciò è ancora più grave nei confronti del collegio dell'Ufficio centrale per il referendum, la cui composizione è predeterminata direttamente ed esclusivamente dalla legge", aggiunge.