giorgia meloni gianni cuperlo

“AVETE UMILIATO LA DIGNITÀ DI ELETTI DEL POPOLO E, QUALE CONSEGUENZA, PERDERETE IL POTERE” – IL GRAN DISCORSO CON CUI GIANNI CUPERLO, GIOVEDÌ ALLA CAMERA, HA STRONCATO IL “MELONELLUM” SPUTTANANDO LA MAGGIORANZA: “AVETE SCRITTO, CORRETTO, RISCRITTO QUESTO TESTO IRRICEVIBILE AVENDO A MENTE UN SOLO OBIETTIVO: RITAGLIARVI L’ABITO PIÙ CONGENIALE A MANTENERE QUEL POTERE CHE AVETE MANEGGIATO SPESSO COME UNA CLAVA DA CALARE SU AVVERSARI DISSENZIENTI” – “NON AVETE AVUTO FACCIA E SCORZA PER CONDURRE A TRAGUARDO L’ASSURDA RIFORMA DEL PREMIERATO E, CON UN SOTTERFUGIO INDEGNO, VOLETE TRASFORMARE LA REPUBBLICA PARLAMENTARE IN QUALCOSA CHE PRETENDE DI ANDARE OLTRE LA STESSA LOGICA PRESIDENZIALE”  – “LEGHISTI E LIBERALI DI FORZA ITALIA, A RIDOSSO DEL GIORNO DEL RINGRAZIAMENTO, PREPARATEVI A FARE LA PARTE DEI TACCHINI” - VIDEO

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DISCORSO DI GIANNI CUPERLO ALLA CAMERA CONTRO LA LEGGE ELETTORALE, IL MELONELLUM

Trascrizione dell’intervento di Gianni Cuperlo alla Camera, giovedì 1 ottobre 2026

 

GIANNI CUPERLO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Grazie, Presidente. Parafrasando quell’antica formula, voi potevate scegliere tra la dignità di legislatori e il potere. Avete umiliato la dignità di eletti del popolo e, quale conseguenza, perderete il potere.

 

Accadrà perché questa pessima riforma elettorale non solo ignora l’ammonimento della Commissione di Venezia di non cambiare le regole elettorali nell’ultimo anno di legislatura, ma perché scegliete di stravolgere articoli della Costituzione e lo fate sacrificandoli in nome di un interesse di parte che neppure avete provato a dissimulare.

 

GIORGIA MELONI CON LA TESSERA ELETTORALE PRIMA DEL VOTO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA

Voi calpestate l’articolo 48 della Carta fondamentale, che sancisce che il voto sia personale ed eguale, libero e segreto. Il premio abnorme che avete previsto - 70 deputati e 35 senatori per la coalizione che supera il 42 per cento - è una lesione dell’uguaglianza del voto. Peraltro, scegliete di farlo ignorando la sentenza n. 1 del 2014 della Consulta, che ha chiarito come l’esigenza della stabilità non possa penalizzare il principio della rappresentatività popolare.

 

In questo svuotate di sostanza anche gli articoli 56 e 57 della Carta, perché voi negate ai cittadini di conoscere gli effetti del loro voto, che si estenderà, oltre i nomi indicati sulla scheda, a tutti i componenti della lista premio nazionale.

 

Voi calpestate gli articoli 49 e 92, laddove imponete l’indicazione preventiva e obbligatoria del Capo del Governo, così violando la libertà dei partiti di scegliere come presentarsi al corpo elettorale e aggredendo le prerogative di questo Parlamento e del Presidente della Repubblica.

 

E non basta, perché incrinate anche gli articoli 67 e 94 e la previsione di Governi figli di una fiducia delle Camere espressa da ciascun parlamentare, che rappresenta la Nazione senza vincolo di mandato.

 

LA LEGGE ELETTORALE 'STABILICUM' DI GIORGIA MELONI SECONDO IL TELEGRAPH

Il punto è che non avete avuto faccia e scorza per condurre a traguardo l’assurda riforma del premierato e, con un sotterfugio piuttosto indegno, volete trasformare la Repubblica parlamentare in qualcosa che, per concentrazione del potere, pretende di andare oltre la stessa logica presidenziale, il tutto simulando l’investitura popolare di un Premier ma senza i pesi e i contrappesi di un vero presidenzialismo. Insomma, la nomina di un capo orfana della separazione dei poteri: una miscela esiziale.

 

E lo fate senza contegno, aggirando l’articolo 138 sulla revisione costituzionale e vendendo per una norma di chiarezza quello che è a tutti gli effetti un mutamento della forma di governo repubblicana.

 

E ancora voi calpestate l’articolo 51 sugli strumenti mirati a favorire un equilibrio di genere nella rappresentanza. Nessuna garanzia di bilanciamento tra donne e uomini nei capilista eletti, con l’effetto - perché questo avverrà, care colleghe della maggioranza - di stilare liste bloccate di uomini in una regressione della rappresentanza femminile nel futuro Parlamento.

 

Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 3

E tutto questo lo fate con buona pace della prima Presidente del Consiglio, che tra donne da promuovere e uomini fedeli da compiacere ha imboccato la seconda via.

 

Voi calpestate l’articolo 3 della Carta, lo avete fatto con un colpo di mano, aumentando di quattro volte - non due, quattro volte! - senza motivarne il criterio, in spregio al principio di ragionevolezza, il numero delle firme per candidare alle elezioni liste di cittadini non già presenti in una delle due Camere con un gruppo parlamentare costituito entro il 31 dicembre dell’anno passato.

 

giorgia meloni premierato

Tradotto: a chi volesse presentarsi agli elettori in un pugno di settimane imponete la certificazione di un numero di firme superiore ai voti assoluti raccolti alle ultime elezioni dalla quarta gamba della vostra maggioranza.

 

Quanto alle annunciate preferenze, state vendendo un biglietto di prima classe sul Frecciarossa di ultima generazione, ma la realtà è che sul binario avete approntato una vecchia littorina, perché la più larga maggioranza dei futuri parlamentari risulterà eletta senza alcun voto di preferenza.

 

DUCE DETTO DUCE - VIGNETTA BY ELLEKAPPA

Quanto ai nostri connazionali all’estero, con vivo sprezzo del ridicolo vi siete immaginati una sola circoscrizione globale, un assurdo collegio-mondo voluto per sanare la ferita di 7 parlamentari sui 12 complessivi eletti dal primo partito dell’opposizione, roba che al confronto quelli della Spectre erano dei rubagalline.

 

Tutto questo voi lo sapete benissimo, voi tutte queste cose le sapete benissimo, dalla prima all’ultima, ma non ve ne importa nulla, perché non conta che una cosa sia vera, conta soltanto che preservi la rendita della forza di maggioranza relativa, Fratelli d’Italia.

 

Quanto agli altri - ve lo diciamo con rispetto in quest’Aula e, guardate, persino con una punta di affetto -, leghisti e liberali di Forza Italia, a ridosso del giorno del ringraziamento, preparatevi a fare la parte dei tacchini.

 

GIANNI CUPERLO COME IAN CURTIS

Viene da chiedersi che cosa vi abbia indotto a spingervi così oltre una linea di assennatezza e, però, in fondo una ragione c’è: voi non avete voluto questo scempio costituzionale per garantire la stabilità dei Governi che verranno - motivazione paradossale, consentitemi, se fatta dall’Esecutivo più longevo della storia repubblicana -; la verità è che voi tenete alla stabilità più o meno quanto vi sta a cuore il 25 aprile.

 

Voi avete scritto, voi avete corretto, voi avete riscritto questo testo irricevibile avendo a mente un solo obiettivo: ritagliarvi l’abito più congeniale a mantenere quel potere che avete maneggiato spesso come una clava da calare su avversari dissenzienti. Abbiamo vinto e adesso, fuori e dentro questo Parlamento, comandiamo noi: troppe volte abbiamo ascoltato questo istinto autoritario.

 

Lo abbiamo ascoltato ma, credeteci, non lo abbiamo mai subito, perché la democrazia non funziona così, perché il Parlamento non funziona così e perché non è cucendosi le regole elettorali su misura che si può coartare la volontà di un popolo sovrano o dettare le forme, i tempi e i contenuti del sistema politico e della sua rappresentanza.

 

TAJANI MELONI SALVINI

Decenni fa quel disegno fu all’origine del regime più orrendo del nostro Novecento. Voi, colleghi della maggioranza, per fortuna - e lo sappiamo anche noi - non coltivate di quelle intenzioni, ma la politica è fatta di scatti improvvisi e sgambetti imprevisti, come è accaduto con una legge elettorale pensata prima che una formazione neofascista sbarcasse in quest’Aula costringendovi a cambiare in corso d’opera regole divenute rischiose pure per voi.

 

E allora tra Chigi e via della Scrofa avete compulsato proiezioni e sondaggi con l’incubo di aver concepito un agguato alle opposizioni rivelatosi una tagliola che avete montato in casa vostra, al punto che oggi sentite il bisogno di vigilare sui vostri stessi alleati e i vostri stessi banchi, inviando sulle tribune qualche vedetta con l’incarico di controllare la postura delle dita che voteranno a scrutinio segreto questo provvedimento e il provvedimento finale.

 

piero calamandrei

Questa è la verità, questa è la verità e lo sapete. Voi non vi fidate neppure della vostra coalizione, non vi fidate neppure dei vostri parlamentari. Osvaldo Soriano direbbe: “triste, solitario y final”.

 

Cari colleghe e colleghi, pochi giorni fa ricorreva il settantesimo anniversario della scomparsa di Piero Calamandrei. Quel grande giurista diceva che quando il Parlamento discuteva le regole fondamentali della democrazia, la Costituzione, i banchi del Governo - oggi ben pieni - dovevano rimanere vuoti. Ahimè, avete fatto l’opposto.

 

Per stravolgere le regole e piegarle a vostra immagine avete svuotato i banchi, sì, ma quelli del Parlamento. Pessima scelta che, ve lo assicuriamo da qui, non rimarrà priva di conseguenze. Perché, se questo vostro scempio sarà approvato - e fino all’ultimo noi faremo ogni cosa in nostro potere per impedirlo -, sappiate che dal giorno successivo la battaglia si trasferirà fuori da queste Aule.

 

giorgia meloni al convegno sul premierato 2

Sarà una battaglia che vivremo nel Paese, nelle piazze e nel confronto con quell’Italia che non subisce, non china la testa, come è avvenuto a fine marzo in un referendum che avete clamorosamente perduto. E lo faremo anche con decine di ricorsi, consapevoli delle nostre infinite buone ragioni e convinti, come il mugnaio Arnold, che vi deve essere pure un giudice a Berlino.

 

Perché, se quell’antica lotta servì a difendere un semplice mulino, state certi che non avrete pace e non vi daremo tregua nella difesa della Bibbia laica della nostra democrazia, nella difesa della Costituzione repubblicana.