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Alberto Mattioli per "la Stampa"
A differenza di quella di Napoleone, l'Armée di François Hollande non sarà Grande. Ma il suo ministro della Difesa, JeanYves Le Drian, in auge dopo il successo dell'intervento in Mali, è riuscito a limitare i danni. I tagli ci sono, ma non aprono voragini.
Il «Libro bianco della Difesa», reso noto ieri e da completare con una Legge di programmazione militare per il quinquennio 2014-'19, preconizza delle forze armate un po' «dimagrite», meno ricche di mezzi («Tutti non possono disporre di tutto», chiosa un kepì) e soprattutto di uomini: ai 54 mila soldati in meno previsti dal 2008 al 2015 se ne aggiungeranno altri 24 mila.
Però il budget rimane quasi stabile: 31,4 miliardi all'anno, gli stessi spesi negli ultimi due. Escluse pensioni e gendarmeria (i carabinieri francesi), scenderà all'1,5% del Pil, poco meno dell'1,9 attuale, molto meno del 5,44 di mezzo secolo fa. Confermate, come zone strategiche per la presenza militare francese, il Maghreb, il Mediterraneo occidentale e il Sahel. L'Armée de Terre è quella che ne esce peggio.
Dovrebbe scendere da 8 a 7 brigate miste. Il numero di uomini «proiettabili» su un teatro d'operazioni esterno è fissato a 15 mila: ancora nel 2008, erano il doppio. L'Armée de l'Air perderà una cinquantina di apparecchi: i nuovi Rafale non saranno 286 ma 225 e i vecchi Mirage dovranno durare più a lungo, previo «rinnovamento».
Arrivano i droni dagli Usa e il nuovo aereo da trasporto tanto atteso. La Marina, invece, resta stabile con una portaerei (quindi quando la De Gaulle andrà in pensione sarà rimpiazzata) e dieci sottomarini nucleari. I veri vincitori, nella spartizione della torta, sono le forze speciali, i satelliti e la cyberdifesa contro un eventuale attacco informatico: tre settori nei quali si spenderà di più.
Resta il più francese dei dogmi: la «force de frappe» nucleare. Ci sono molti dubbi sull'opportunità di continuare a spendere per armi estremamente costose (tre miliardi e mezzo all'anno) che in passato non sono mai state usate ed è estremamente improbabile che vengano usate anche in futuro.
Ma, come tutti i suoi predecessori, Hollande fa della Bomba francese una questione di orgoglio nazionale. Il relativo bilancio è stato quindi «santuarizzato» ed è confermata la possibilità di lanciarla sia dai sottomarini che dagli aerei. La grandeur costa.
lexpress hollande
FRANCOIS HOLLANDE
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