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GUERRA O PACE? L'AMBASCIATORE GIAMPIERO MASSOLO SUL CONFLITTO TRA RUSSIA E UCRAINA: "NON C’È MOTIVO PER RITENERE PROSSIMA LA FINE DELLO STALLO. LA MAGGIORE AUTONOMIA ACQUISITA DALL’UCRAINA RISPETTO AGLI STATI UNITI RICHIEDE UNA DOSE DI CONTRAPPESO EUROPEO PER EVITARE DERIVE INOPPORTUNE. DETERMINANTE È RICERCARE IL RACCORDO CON WASHINGTON, DOVE LA MOSSA DI TRUMP DI TOGLIERE LE SANZIONI SUL DIESEL RUSSO HA SCONCERTATO ANCHE IL CONGRESSO. IL SUO INOPINATO ANNUNCIO E ALCUNE PROPOSTE AVANZATE DAGLI USA SULL’USO DEI FONDI RUSSI CONGELATI HANNO INTERROTTO UN COORDINAMENTO IN CORSO TRA EMISSARI AMERICANI, UCRAINI ED EUROPEI PER ELABORARE IPOTESI NEGOZIALI. E’ BENE CHE QUESTO COORDINAMENTO RIPRENDA…”

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Giampiero Massolo per il Corriere della Sera – Estratti

 

trump putin

Spiazzati ancora una volta da Trump sull’Ucraina, gli europei hanno nel complesso tenuto.

 

Sapremo dopo le elezioni di midterm se togliere le sanzioni sul diesel russo è stata una manovra elettorale o un cambio di policy strutturale. Di certo, aiuta i russi (...)

 

Intanto, il Consiglio europeo ha ribadito il suo appoggio — malgrado i costi — e la Nato, per bocca del suo comandante militare statunitense, ha varato una nuova strategia di deterrenza. L’obiettivo europeo è sempre quello di indurre Putin a negoziare seriamente. Quello americano, più oscillante, sembra non escludere intese dirette con Mosca.

 

La situazione sul campo mostra che non c’è motivo per ritenere prossima la fine dello stallo.

 

zelensky putin trump

Ma tre dinamiche meritano di essere seguite con attenzione. La prima riguarda la maggiore autonomia acquisita dall’Ucraina rispetto agli Stati Uniti: lo sviluppo di capacità militari proprie e l’appoggio europeo hanno reso Kiev meno ricattabile.

Anche se Washington resta essenziale per il supporto di intelligence e la difesa contraerea.

 

La seconda concerne la tenuta della Russia, con la sua economia di guerra messa a dura prova e le crepe sociali sempre più evidenti. La terza rileva il rischio di escalation tra due parti disposte ormai a sopportare costi sempre crescenti senza deflettere. Tutte queste dinamiche, se non restano sotto controllo, potrebbero sfuggire di mano: più margine per l’Ucraina richiede una dose di contrappeso europeo per evitare derive inopportune; un rischio concreto di implosione della Russia può aprire scenari imprevedibili; una ulteriore escalation rischia di rendere il conflitto incontrollabile.

URSULA VON DER LEYEN VOLODYMYR ZELENSKY

 

La determinazione mostrata dall’Europa (al netto di futuri sviluppi elettorali) è essenziale per dare credibilità alla dissuasione e prevenire un esito della guerra che minacci la nostra sicurezza.

 

Ma altrettanto determinante è ricercare il raccordo con Washington, dove la mossa di Trump ha sconcertato anche il Congresso. Il suo inopinato annuncio (come pure alcune proposte avanzate dagli Usa sull’uso dei fondi russi congelati) hanno interrotto un coordinamento in corso tra emissari americani, ucraini ed europei per elaborare ipotesi negoziali. È bene che riprenda. E l’Italia deve farne parte.

vladimir putin con la mimetica alla vigilia del vertice trump-zelenskyPutin Trump

giampiero massolo