FLASH - “ONOREVOLE, LE FACCIO VEDERE UNA COSA CHE LE RESTA NEL CUORE. SOLO PER LEI…” - SORPRESA E…
“IL M5S NON È DI SINISTRA MA PROGRESSISTA E RADICALE” – GIUSEPPE CONTE GIOCA CON LE PAROLE PER SMARCARSI DA ELLY SCHLEIN E PUNTA A RIVOLGERSI A UN PUBBLICO PIÙ AMPIO DELLA BASE DEL M5S INSISTENDO SULLA SICUREZZA (“PILASTRO DEL PROGRAMMA”) MA STRONCANDO LA PATRIMONIALE, CHE CONTINUA A DIVIDERE IL MOVIMENTO (CHIARA APPENDINO E' FAVOREVOLE) E IL "CAMPO LARGO" – IL MESSAGGIO DI PEPPINIELLO E' CHIARO: “MICA POSSIAMO ESSERE LA FOTOCOPIA DEL PD” – L'EX AVVOCATO DEL POPOLO E’ CONVINTO DI ESSERE “L’AVVERSARIO PIU’ TEMIBILE E SCOMODO” PER GIORGIA MELONI MA DEVE GUARDARSI DALLE AMBIZIONI DI SCHLEIN, DAGLI ATTACCHI DEI CAMERATI D’ITALIA CON LA COMMISSIONE D’INCHIESTA SUL COVID E DAGLI STRALI DELLA MINORANZA DEM CON IL RIFORMISTA FILIPPO SENSI CHE VA GIU’ DURO: “CONTE HA UNA FORTE PULSIONE DI DESTRA SU TANTI TEMI”
1 - CONTE SI SMARCA: “NON SONO DI SINISTRA”
Francesca Del Vecchio per “la Stampa” - Estratti
GIUSEPPE CONTE ELLY SCHLEIN CORTEO A PALERMO
Il cantiere del campo largo entra nella fase più delicata: quella in cui Pd, M5S, Avs e forze centriste dovranno trasformare la comune opposizione a Giorgia Meloni in una proposta di governo.
E se su alcuni dossier, sicurezza e politica estera, il confronto sembra avvicinare posizioni diverse, sul fisco, invece, continuano i distinguo. In alcuni casi, dentro gli stessi partiti. La discussione sulla patrimoniale riaperta di recente è il segnale più evidente di uno squilibrio sul quale non è detto che si trovi un accordo.
A indicare una possibile convergenza sulla sicurezza è Giuseppe Conte, intervistato da Bruno Vespa a Manduria: ha garantito che sarà «un pilastro» della proposta, un tema che «riguarda tutti» e non può essere lasciato a una maggioranza che «ha fallito». È uno dei terreni sui quali il presidente del M5S prova a costruire una sintesi tra culture politiche diverse, sottraendo alla destra un tema tradizionalmente considerato di sua competenza. Ma Conte vuole ben marcare le differenze nel suo schieramento e lo fa definendo il suo Movimento «non di sinistra» ma «progressista» e «radicale».
Quanto al fisco, le posizioni sono ancora distanti. Per l'ex presidente del Consiglio Romano Prodi - mentore della segretaria Pd Elly Schlein - «un contributo delle persone che più hanno» non dovrebbe essere considerato un tabù.
Ma «siccome non si riesce a fare la patrimoniale, non facciamola».
(...)
2 - CONTE E IL M5S «NON DI SINISTRA» SICUREZZA SÌ, PATRIMONIALE NO
Monica Guerzoni per il “Corriere della Sera” - Estratti
I sondaggi, si sa, non lo lasciano indifferente e quelli che si vanno accumulando sul tavolo di Giuseppe Conte, nella sede a 5 Stelle di via di Campo Marzio, hanno riacceso sogni mai rimossi. Palazzo Chigi dista meno di 200 metri, politicamente è un vicolo parecchio stretto, ma il giurista pugliese è un tipo tenace e ce la metterà tutta per battere Elly Schlein alle primarie del fronte progressista e Giorgia Meloni alle «secondarie» del 2027.
(...) Conte si porta avanti.
Fa a pezzi la patrimoniale evocata da Schlein e sbandierata dal tandem ecologico Bonelli-Fratoianni: «Io l’ho studiata in silenzio quando ero a Palazzo Chigi, ma poi l’ho buttata via». Definisce il M5S «non di sinistra» e d’altronde c’è da capirlo, «mica possiamo essere la fotocopia del Pd». Spinge sulla sicurezza cara a Meloni, Salvini e Vannacci («Pilastro fondamentale») e chissà se a Elly fischiano le orecchie quando l’alleato afferma che è «sbagliato pensare sia appannaggio del governo», e chissà se Giuseppe Sala è felice quando Conte dipinge come un Far West la stazione di Milano. Populista? No, «popolare».
E se Roberto Vannacci si è spinto a dire che la guerra in Ucraina si risolve «accettando le condizioni della Russia», Conte rivendica di aver sempre sostenuto le sanzioni e «condannato l’aggressione orribile di Putin».
E mentre macina chilometri per presentare il suo libro, da Nord a Sud passando per il Centro, tra firma-copie e scatta-selfie non si perde una tappa del (faticoso) viaggio per la costruzione dell’alternativa di governo. È andato al battesimo del Progetto civico di Alessandro Onorato e sarà, il 19 giugno, ai 125 anni della Fiom-Cgil, per una triplice intervista di Marco Damilano con Schlein e Fratoianni.
Giorni fa la «Cara presidente Meloni» gli ha fatto un regalone. Lo ha raggiunto su X e lo ha bacchettato per aver postato un montaggio un po’ farlocco del suo intervento alla Camera, accusandolo di far politica a colpi di «mistificazioni della realtà e fake news ». Manna dal cielo per il leader 5 Stelle, pubblicamente arrabbiato e in cuor suo lusingato perché la donna che da quasi quattro anni guida il governo italiano ha trovato «il tempo per seguire i miei social e aggiornarsi sui miei post».
L’attacco della regina della destra non gli fa paura. Anzi.
Si sta convincendo, raccontano i suoi, di essere considerato «l’avversario più temibile e scomodo», come sta scritto nei sondaggi di cui sopra: quello che a Conte piace di più lo ritrae come il leader più apprezzato dagli under 25 e pazienza se, sopra quell’asticella anagrafica, Meloni schizza al 40% e lui scende al 26%.
fratoianni schlein conte bonelli al monk
Un altro si preoccuperebbe, lui invece si compiace nel leggere e rileggere la ricerca di Demopolis secondo cui, se votassero solo gli elettori sotto i trent’anni, il M5S sarebbe primo partito. Numeri che, per gli spin doctor di Campo Marzio, spiegano perché Meloni abbia cambiato bersaglio, «polarizzando lo scontro su Conte». Un esempio? L’attacco «concentrico» di sorelle e fratelli d’Italia attraverso la commissione d’inchiesta sul Covid, che stando alle accuse di FdI svelerebbe un «sistema marcio».
ELLY SCHLEIN - GIUSEPPE CONTE - IL SORPASSO - MEME BY IL GIORNALONE - LA STAMPA
Accuse che Conte respinge con forza, come respinge chi lo provoca accostando la sua stella a quella nera di Vannacci. Proprio ieri il dem Filippo Sensi dichiarava che Conte ha «una forte pulsione di destra su tanti temi», ma non ditelo all’ex premier perché la prenderebbe male: «Sia da Vespa che alla Repubblica delle Idee sono stato molto duro». Per lui il generale è «il frutto dei fallimenti di Meloni», la stessa Meloni dalle cui mani sogna di ricevere la campanella di Palazzo Chigi.
ANGELO BONELLI - GIUSEPPE CONTE - ELLY SCHLEIN FESTEGGIANO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA - FOTO LAPRESSE
renzi conte schlein
schlein landini conte
GIORGIA MELONI GIUSEPPE CONTE - ATREJU
ANGELO BONELLI - GIUSEPPE CONTE - NICOLA FRATOIANNI - ELLY SCHLEIN - FESTEGGIANO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA
FLASH - “ONOREVOLE, LE FACCIO VEDERE UNA COSA CHE LE RESTA NEL CUORE. SOLO PER LEI…” - SORPRESA E…
VROOM VROOM! IN MEZZO AD UNA DELLE PIÙ GRANDI CRISI MONDIALI DEGLI ULTIMI DECENNI, FRA TENSIONI…
DAGOREPORT - E SE L’ANTIDOTO PER RIMANDARE A COLLE OPPIO LA DESTRA DELLA DUCETTA MELONI…
DAGOREPORT – LE PROCCUPAZIONI PIÙ ATROCI PER GIORGIA MELONI NON ARRIVANO DALL’OPPOSIZIONE MA DAI…
A UN ANNO DALLE ELEZIONI POLITICHE, BISOGNA PARLARE AGLI ELETTORI O SCACCIARLI? - LA “FESTA…
DAGOREPORT - IL BLITZ DI INTESA SANPAOLO SU MPS INTRECCIA LA STRATEGIA FINANZIARIA E IL SISTEMA…