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“IL PD RISCHIA DI ANDARE ALLE ELEZIONI NEL NOME DEL NULLA” – GIULIANO FERRARA FA A PEZZI I DEM DOPO LA "BISLACCA" PROPOSTA DI ROBERTO SPERANZA DI UN PRESTANOME PER GUIDARE LA COALIZIONE DI CENTROSINISTRA, UN BAMBINONE APPENA DICIOTTENNE O UN PARTIGIANO COMBATTENTE - "I NOMI DIPENDONO DALLE COSE, E E SE NON C’È LA SOSTANZA POLITICA, CHE È LA COSA IN SÉ, DECISIVA, BEN VENGA ANCHE UN PRESTANOME PER GUIDARE UN GOVERNO. IL PD È UN PARTITO COSTRUITO SULLA SABBIA DOVE DI SERIO CI SAREBBERO SOLO LE ABORRITE CORRENTI…”

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Giuliano Ferrara per il Foglio - Estratti

 

giuliano ferrara anselma dell'olio

Questa idea bislacca di Roberto Speranza, un prestanome per guidare la coalizione di centrosinistra, un bambinone appena diciottenne o un partigiano combattente che vada per i cento, non sarà realizzabile ma la dice tutta sulla coalizione a guida Pd. I nomi dipendono dalle cose, e se non c’è la sostanza politica, che è la cosa in sé, decisiva, dell’arte della competizione tra rapporti di forza e della eventuale vittoria, allora va bene interrompere la dipendenza e andare alle elezioni con il nome del nulla.

 

Speranza forse non lo immagina neppure, ma è un filosofo. La sostanza politica, la cosa, non è un programma, alla portata di tutte le borse, e nemmeno una persona, tutti sono interscambiabili alla fine, è una faccenda diversa. Un insieme di esperienza, carattere, esposizione collettiva e personale, un fondamento insieme logico e immaginifico, storico e profetico, un teorema e una poesia, o almeno una gran faccia tosta che ispiri sicurezza e tenacia: questa è la sostanza di una politica, e della sua espressione individuale nella capacità di guida. E questa cosa c’è o non c’è. Nel caso in ispecie non c’è. Di qui l’intuizione peregrina ma parlante di un prestanome che certifichi la mancata sostanza.

 

Elly Schlein

Ci sono la capa del partito che ha più voti, la più votata a sua volta in assurde primarie aperte di parecchi anni fa, una capoclasse da assemblea studentesca che gentile e onesta pare, il che in sé non sarebbe poco. C’è il capo del secondo partito, come consistenza elettorale, la persona più fungibile del mondo, una capriola molto divertente con una sua strana efficacia ribaltabile. Ci sono sindaci in passerella, città simbolo, esperienze varie ma generiche, evanescenti competenze, ma non c’è quell’insieme che è una storia personale, un punto di vista convincente e di comando politico sul mondo e sul paese, non si dica addirittura una visione, non c’è lo slancio culturale e materiale, fatto delle più sofisticate astrazioni retoriche e delle più concrete promesse, che sta alla base di una candidatura credibile.

 

giuseppe conte roberto speranza angelo bonelli foto lapresse

E’ il destino e la non consistenza del Pd, un partito dove di serio ci sarebbero solo le aborrite correnti, perché il resto dell’amalgama fu condannato come “non riuscito” da uno dei suoi cinici fondatori e considerato fungibile per una carriera di cineasta, romanziere e moralista vago da un altro fondatore.

 

Il centrosinistra per adesso, con tutte le sue probabilità statistiche di vittoria o pareggio, con tutte le debolezze del campo avverso che il campo largo potrebbe sfruttare, sembra costruito sulla sabbia. Ce la può fare, l’amalgama, perché l’opposizione per definizione ha il margine per affermarsi contro la maggioranza, ma sarebbe una sorpresa prima di tutto per la coalizione stessa. (...)

giuseppe conte e roberto speranzagiuseppe conte e roberto speranzagiuliano ferrara